Smetti di pensare alle cose da fare e inizia a focalizzarti sui risultati

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Ecco come:

Scrivilo. Dopo aver stabilito il risultato desiderato, bisogna scriverlo. Che si tratti del nostro obiettivo aziendale generale, trimestrale oppure occasionale, l’importante è definire lo stato finale che vogliamo raggiungere, ad esempio “essere una delle aziende più affidabili al mondo” o “entro la fine di questo trimestre, l’X percento dei nostri membri utilizzerà il nostro servizio a domicilio o ancora “entro la fine di questo incontro, concorderemo l’azione fondamentale da intraprendere per aggiornare il nostro prodotto. “Scriviamo per mantenere un certo senso di responsabilità. E quando si tratta di un risultato che perseguiamo ormai da tempo, lo mettiamo in cima a ogni incontro settimanale per consentire a tutti di non dimenticare la priorità.

Comportati come un leader. Agire come leader significa assumersi la responsabilità della propria produttività e del modo in cui si impiega il tempo. Il pensiero stesso richiede una mentalità di un certo tipo, che permette di attingere dalla nostra creatività per giungere ai migliori risultati. Quella filosofia può trasformare qualsiasi lavoro – non importa quanto ripetitivo o noioso possa sembrare – in una sfida che necessita di soluzioni creative. Per gli “Alfreds” che forniscono assistenza ai nostri soci, il lavoro di home manager significa comprare e consegnare il latte, fare letti e prendere il bucato dalla lavanderia a gettoni – in altre parole scommettere sull’empatia per anticipare e soddisfare le esigenze dei clienti in modo che possano tornare a casa la sera in uno stato di pace mentale assoluta. Consentire ai tuoi dipendenti di focalizzarsi sui risultati e trovare modi creativi per raggiungerli apre nuove possibilità che un pensiero orientato solo ai doveri può invece precludere. Per esempio, un gestore delle entrate potrebbe porsi come obiettivo iniziale quello di “assumere un addetto alle vendite”; ma pensare in termini di risultati può portare a dire “cinque contratti firmati sulla mia scrivania entro la fine del prossimo trimestre”, facendo in modo che l’assunzione diventi solo una delle tante leve da tirare.

Rimanere fedeli alla storia. Immaginare un risultato come destinazione finale è un elaborato esercizio di storytelling. Proprio come le storie possono assumere nella nostra vita quotidiana un significato, i risultati danno una struttura narrativa ai vari compiti della  giornata. Il nostro responsabile dell’ingegneria, ad esempio, incoraggia il suo team a fare tesoro di quella mentalità perché il processo di sviluppo e distribuzione è molto più che una serie di passaggi meccanici e ripetitivi.  Questo tipo di approccio consente alla squadra di lavorare in maniera completamente diversa.

Fare il punto dei risultati da ottenere nella vita reale

Porsi degli obiettivi finali è un po’ come affiggere una dichiarazione di intenti per le aziende. Quando tutti condividono un risultato e visualizzano lo stesso finale, il loro lavoro  (che ora presuppone necessariamente uno scopo comune), avrà anche una missione condivisa. In sostanza, cambiare mentalità spostando l’epicentro dei nostri interessi dall’asse delle cose da fare a quella risultati è una strategia che alimenta la produttività sul lavoro. Basta provare. Inizia stabilendo cosa vuoi concludere entro la fine della giornata, visualizza dove sarai, come ti sentirai. Scrivilo. Ora sei pronto a progettare la tua vita in modo da ottenere un senso di produttività e completezza molto più gratificante rispetto a quello che avresti provato facendo una comunissima lista.

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