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Life 9 ottobre, 2018 @ 3:01

Le bottiglie di Evian by Chiara Ferragni sono uno scandalo? Ecco quelle che costano ancora di più

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

Scrivo di moda e tutto ciò che le gravita attorno.Leggi di più dell'autore
Nata in Sicilia, si trasferisce a Milano per studiare giurisprudenza ma soprattutto per inseguire la sua più grande passione: la scrittura. In precedenza ha collaborato con il quotidiano di Class editori MFFashion occupandosi di moda e finanza. Appassionata di romanzi gialli, musica jazz e cinema. chiudi
Chiara Ferragni all’ultimo Festival di Cannes (Emma McIntyre/Getty Images)

Si discute molto in queste ore della partnership tra Evian, marchio premium di acqua minerale del gruppo Danone, con la regina dei social Chiara Ferragni. In realtà, la collaborazione con l’azienda francese risale al 2017, ma a indignare il popolo del web, che da giorni sfoga il suo dissenso su Twitter e Instagram, è il prezzo delle bottigliette griffate e cioè 8 euro per la singola.

“Il design mette in evidenza il motivo iconico che Chiara ha diffuso attraverso il suo marchio, l’occhio, e quattro decorazioni che simboleggiano Evian: le montagne sormontate da stelle, un cuore attraversato da una bottiglia, una stella bagnata nell’acqua e una goccia…”, si legge sul sito di Acque di Lusso, azienda italiana con la più grande selezione delle migliori acque del mondo.

Chiara Ferragni testimonial per acqua Evian

E pensare, che fino a qualche giorno fa proprio sulla pagina dell’azienda era possibile acquistare 12 bottiglie a 72,50 euro, riducendo così il costo della singola a soli 6 euro. Ma questo prima del prevedibile sold out, si intende. Naturalmente, Evian, amata da star internazionali come Madonna e Maria Sharapova, non è certo nuova a partnership importanti. Nè, bisogna riconoscerlo, il mercato in questione è estraneo a prodotti di lusso che superano di gran lunga il prezzo di 8 euro a bottiglia. Basti ricordare, nel 2007, la collaborazione tra Evian e lo stilista francese Christian Lacroix o le precedenti con Jean-Paul Gaultier, Paul Smith, Issey Miyake, Courrèges e Diane von Furstenberg.

Sulla pagina di Acque di Lusso c’è davvero l’imbarazzo della scelta: i veri intenditori andranno matti per prodotti come Perlage (37 euro per 12 bottiglie) e sorgente in Polonia, diventata Main sponsor della celebre Mille Miglia. Oppure la spagnola Mondariz (58 euro per 15 bottiglie), Apollinaris (42,50 per 12), una delle più diffuse in Germania per il suo elevato livello di purezza. E poi l’effervescente Vichy Catalan, sempre Made in Spain e 57,50 euro per 24 bottiglie, dotata di una quantità sorprendente di sali minerali, o la francese ed elegantissima St Georges (non a caso il suo design è opera di Philippe Starck), che si distingue dalle altre per il basso contenuto di minerali e assenza di nitrati. Il suo prezzo? Solo 42,50 per 12 bottiglie. Ma quella più costosa del mondo è sicuramente l’Acqua di cristallo tributo a Modigliani (circa 60 mila dollari per 750 ml) e proveniente dalla Francia e dalle Fiji. Inutile dire che esistono versioni con bottiglie in oro opaco o argento e che l’acqua contiene 5 milligrammi di polvere d’oro.

Alcune acque dal sito

Non scherzano nemmeno Canada e Georgia, la prima produttrice della minerale Gize (6 bottiglie a 68,50 euro) addirittura filtrata con l’oro, e la seconda Borjomi (52,50 euro per 12) di origine vulcanica, che secondo i nutrizionisti consente, se assunta con regolarità, di normalizzare il livello di pH e creare le condizioni ottimali per il metabolismo. Non c’è limite al lusso alimentare neanche per i giapponesi, produttori di SuperNariwa (7.500 euro per un litro) le cui proprietà benefiche (tra cui l’anti-invecchiamento) sarebbero degne del film di Verbinski, La cura dal benessere. La maggior parte di queste acque “esclusive” è disponibile all’acquisto online (e quindi al mercato italiano), sia attraverso la loro pagina web, sia attraverso rivenditori online come Watershop, Chateau Verdens o La Tienda de Vichy.

Quello dell’acqua Evian by Chiara Ferragni non è quindi un caso isolato. Si potrebbe dire che chi vuole dissetarsi “con stile” è disposto a pagare un prezzo idoneo al brand che sta acquistando. Sembra una frase da spot pubblicitario, ma è solo la (inevitabile) conclusione della più basilare tra le leggi del mercato: il prezzo altro non è che il punto di incontro tra un’offerta e la corrispondente domanda.