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Investimenti 9 novembre, 2018 @ 8:07

Come sarà la prossima Ico italiana

di Forbes.it

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Articolo tratto dal numero di novembre 2018 di Forbes Italia. 

Il Financial Times l’ha inserita nel 2018 tra le mille società europee a più alta crescita e Facebook ha dedicato al suo caso di successo una delle pagine For Business, dove lo stesso social network offre i suggerimenti e le best practice per raggiungere gli obiettivi aziendali. Non si parla per una volta di una startup californiana, ma di un’azienda nata a Padova, con ambizioni internazionali.

Era il 2011 quando Francesco Fasanaro inventava Fidelity House, quello che oggi definisce un social content network, ossia una comunità online che riunisce le persone intorno a interessi e passioni comuni e che si regge sui contenuti generati dagli utenti, remunerati per i loro contributi sulla base delle visualizzazioni che questi ricevono. Come dice lo stesso Fasanaro, “facciamo qualcosa di non troppo diverso da ciò che Mark Zuckerberg fa con Facebook, con la differenza che Fidelity House distribuisce circa la metà degli incassi agli autori dei contenuti”.

Oggi, pur partendo con un budget di marketing pari a zero, il sito web tocca in Italia 750 milioni di pagine viste all’anno e cinque milioni di fan su Facebook, realizzando (dati 2017) 2,8 milioni di fatturato da advertising. Se si chiede a Fasanaro come questi risultati siano stati possibili la risposta è fulminea: “Siamo stati più bravi degli altri, abbiamo riconosciuto gli algoritmi che determinano le storie di successo. E oggi siamo la seconda società in Italia in termini di ottimizzazione dei budget pubblicitari, tanto da essere diventati partner a livello mondiale di Google per la sua tecnologia Google AdExchange”. Nella pratica infatti Fidelity House si occupa di due cose: rendere virali i contenuti degli utenti e monetizzarli grazie alla programmatic advertising, un sistema per comprare e vendere in modo automatizzato la pubblicità.

Il prossimo passo è far crescere il modello con l’obiettivo di aggregare contenuti originali a livello globale (sul sito internazionale FidelityHouse.com) grazie a un sistema di revenue sharing con l’utente, basato su criptovaluta e tecnologia blockchain. “L’idea”, spiega Fasanaro, “è scaricare a terra il nostro modello ‘tokenizzandolo’. Mantenere lo stesso modello di business ma offrendo un servizio in più”. L’intenzione è usare la catena dei blocchi per rendere la gestione del ciclo di vita dei contenuti più equa e trasparente, ad esempio per tutelare l’attribuzione dell’opera anche monitorandone il plagio, grazie ad algoritmi dedicati (in questo si avvale della consulenza dello studio legale Giove).

Francesco Fasanaro, fondatore e ceo di Fidelity House. (Courtesy Fidelity House)

Il modello prevede che gli autori sottopongano i loro contenuti alla piattaforma. Immediatamente dopo la Fidelity House Chain verifica che il contenuto sia originale e non copiato grazie a un sistema di verifica decentralizzato basato sui database di numerose istituzioni internazionali specializzate nella tutela del copyright. A questo punto l’autore è inserito nel modello di revenue sharing. I Fidelity House Coin guadagnati sono accreditati in un wallet e poi potranno essere spesi per comprare servizi sulla Fidelity House Chain, in primis quello di tutela del copyright, o convertiti tramite un exchange. Quello di Fidelity House sarà dunque un utility token, come sono chiamati i “gettoni” che permettono di accedere a un determinato servizio, in questo caso di pagamento e di tutela del copyright. “Potrai andare in tribunale con il nostro strumento e dimostrare di essere stato il primo a decentrare quel contenuto sul web”, spiega Fasanaro.

Per dare vita a questo modello Fasanaro sta promuovendo la Initial coin offerings (Ico) dei Fidelity House Coin, la criptovaluta che permetterà di usufruire di tutti i servizi della piattaforma, e agli autori di monetizzare il valore generato dai loro contenuti. L’Ico, che ha ricevuto anche il sigillo della Finma, l’autorità svizzera di vigilanza sui mercati svizzeri, ha ottenuto dagli analisti una post valuation di 7,5 milioni di euro, con l’intenzione per Fasanaro di raccogliere fino a 20 milioni. La roadmap finanziaria che porterà Fidelity House ad emettere i token che costituiranno la base del suo ecosistema ha preso il via con un primo round privato a seguito del quale sono entrati nel gruppo sei nuovi soci: Giuseppe Bronzino, Sebastiano Cappa, Marco Valenti, Filippo Marcassoli, Luca Del Torchio e Alvise Saccomani.

Il secondo round, svoltosi per mezzo di un’offerta pubblica di equity crowdfunding ha dato vita alla campagna più performante della storia di MamaCrowd, la piattaforma di crowdfunding più importante d’Italia. In meno di 24 ore è stato raggiunto l’hard cap (obiettivo massimo), pari a 650mila euro. Il 14 Dicembre comincerà la fase di presale della Ico, durante la quale verrà riconosciuto agli investitori un bonus del 27%, mentre la Initial Coin Offering vera e propria partirà il 21 febbraio 2019 per chiudersi il 13 aprile. Saranno disponibili altri bonus via via decrescenti. L’ammontare totale dei Fidelity House Token sarà di un miliardo, ma durante la fase di Ico ne saranno resi disponibili solo 500 milioni. Non verranno creati altri token e tutti quelli invenduti saranno bruciati.