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Business 19 novembre, 2018 @ 10:00

L’italiano che ha creato il pony express intercontinentale a Hong Kong

di Federico Morgantini

Corrispondente dall’Asia.Leggi di più dell'autore
Nato a Livorno nel 1971, ha vissuto a Milano dal 1987; laureatosi in ingegneria, ha fondato una delle prime web agency (nel 1998) e partecipato alla proprietà e edizione del magazine MotoHP. Nel 2004 si è trasferito a Shanghai, dove ha lavorato come consulente per aziende italiane (la Ferrarelle e molte altre). Dal 2017 è Asia Operations Manager di Blue Financial Communication (editore di Forbes Italia) nella sede di Hong Kong. Ha scritto Un italiano a Shanghai (Albatros, 2011). chiudi
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Articolo tratto dal numero di novembre 2018 di Forbes Italia. 

Da un piccolo paese di provincia alla grande capitale asiatica. Dai lavoretti nella concessionaria gestita dal padre, alla startup fondata con un ex-collega, che ha l’ambizione di trovare spazio tra i grandi dell’e-commerce mondiale. In pochi anni è cambiato tutto nella vita di Tommaso Tamburnotti, classe 1988, nato a Borgonovo Val Tidone, in provincia di Piacenza, neppure ottomila anime. Il papà, gran lavoratore, tutt’ora gestisce una concessionaria d’auto con officina. Tommaso ha imparato da lui il senso del dovere. Da adolescente ha frequentato l’Itis (l’istituto tecnico industriale) e nei momenti liberi ha sempre lavorato dal padre. Anche nei weekend. Le mansioni erano quelli del ragazzo di bottega, pulire le vetrine, lucidare le automobili, tagliare il prato, lavare i bagni, o togliere il grasso in officina.

La prima svolta della sua vita è arrivata alla fine delle scuole superiori, con la decisione di iscriversi all’università Bocconi, anziché chiudersi in concessionaria, e trasferirsi nel capoluogo lombardo. “Mi sembrava già di essere andato lontanissimo. Venendo dal paese, Milano mi sembrava una grande città con persone di tutti i tipi”, racconta sorridendo.

La seconda svolta ha preso forma durante i cinque mesi trascorsi negli Stati Uniti, nell’ambito di un programma di scambio fra università: “Vivendo a Milano, essendo bocconiano, chi sa chi pensavo di essere, ma arrivato lì neanche riuscivo a comunicare. L’inglese che impariamo nelle scuole italiane è ridicolo”.

“Siamo in grado di spuntare tariffe migliori da operatori come Dhl,Ups e altri cento corrieri leader nelle singole destinazioni a livello mondiale”

Grazie a quel viaggio Tommaso ha capito che per far la differenza bisogna essere internazionali, conoscere l’inglese come l’italiano. Negli anni successivi ha frequentato uno stage in Sud America, poi la specialistica alla Bocconi in lingua inglese e uno stage a Londra nella banca d’affari internazionale Nomura. “Le banche d’affari sono il tipico approdo post Bocconi, ma in Nomura ho capito che non sarebbe stata la vita che volevo”, racconta a Forbes. “Dopo poco ho trovato un bando di Rocket Internet per una posizione in Malesia, per costruire una specie di Amazon locale. Ho partecipato, mi hanno preso”.

Così, nel 2012, Tommaso si è trasferito a Kuala Lumpur e inizia a lavorare nel settore dell’e-commerce. Dopo poco ha avuto un suo team da gestire e già nel 2013 è stato trasferito a Hong Kong per aprire un nuovo ufficio e coordinare le attività a livello regionale. In pochi anni, dell’e-commerce ha imparato tutto e spiega: “Il commercio elettronico è fatto di quattro step: aprire un e-shop, promuoversi, incassare e consegnare. Per le prime tre attività ci sono grandi operatori che rendono la vita facile a livello mondiale anche per piccole aziende, artigiani e negozi: Amazon, Google, Paypal e altri. Ma per la logistica non è così: tanti corrieri coprono solo alcune destinazioni a livello mondiale, nessuno ottimizza lo sdoganamento, nessuno cerca di farti risparmiare”.

Tommaso Tamburnotti, fondatore di Easyship.

Con questa riflessione in testa, nel 2015 Tommaso si è licenziato e ha convinto un collega a seguirlo per dare vita a Easyship. L’obiettivo dell’azienda è quello di diventare leader mondiale nei servizi di consegna e sdoganamento nel settore dell’e-commerce B2C (business to consumer) e C2C (consumer to consumer), cioè per la consegna del singolo oggetto a un privato in una qualunque parte del mondo. Viene spontaneo domandarsi come faccia Easyship a competere con colossi del calibro di Dhl, Ups e altri. In realtà Easyship non è in competizione con chi consegna, ma con chi spedisce: “Noi siamo in grado di spuntare tariffe migliori da operatori come Dhl, Ups e altri cento corrieri leader nelle singole destinazioni a livello intercontinentale”. Questo perché Easyship funziona da centrale di acquisto, forte del volume di merce che muove, e ottiene prezzi di consegna nettamente inferiori rispetto a quello che il singolo artigiano otterrebbe. A questo si aggiunge un meticoloso lavoro di analisi dei costi di dogana per ogni tipo di prodotto, in ogni Paese del mondo e l’offerta al gestore del piccolo e-commerce di un costo fisso e garantito di sdoganamento, mentre Dhl e altri player chiedono un forfettario più alto o il pagamento dei costi di dogana da parte del cliente finale, che vive nell’incertezza del prezzo complessivo fino alla ricezione del pacco. Quest’ultima pratica è peraltro un forte deterrente ad effettuare regali con consegna dall’altra parte del mondo. Infatti il destinatario, non solo viene a conoscenza del prezzo, ma deve anche pagare in proprio i costi di dogana.

L’idea di Tommaso sta funzionando. Piace ai clienti, che nell’ultimo anno gli hanno affidato un giro d’affari di 35milioni di dollari americani. Piace agli investitori, che in meno di tre anni lo hanno finanziato con cinque milioni di dollari in conto capitale, per poter crescere. Interessante notare come fra i soci ci sia anche uno dei fondatori di Rocket Internet, ex capo di Tommaso. Piace anche a Forbes, che lo ha inserito nella lista dei 30 Under 30 Asia. Hong Kong è uno dei Paesi più piccoli del mondo, ma ha uno dei porti e uno degli aeroporti più grandi del pianeta. Qui le merci transitano, passano da una nave grande a una più piccola, da una aereo a un furgoncino. In qualità di ex colonia britannica, Hong Kong ha l’inglese come lingua di stato insieme al cinese. Inoltre, è a 40 minuti di traghetto da Macao, ex colonia portoghese. “Da qui si dialoga con tutto il mondo ed è facile trovare persone con competenze di logistica. Così non c’è sede migliore che Hong Kong per Easyship”, spiega Tommaso. La sua unione con la Citta-Stato è ormai talmente profonda che fra poco non sarà solo sede della sua azienda, ma anche della sua famiglia. Infatti Tommaso sta per convolare a nozze con la sua fidanzata, nata e cresciuta proprio a Hong Kong. Ed è convinto che per i prossimi quindici o venti anni, la sua vita, privata e professionale, sarà lì.