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Life 3 gennaio, 2019 @ 11:18

Come Intesa Sanpaolo aiuta i giovani chef a sognare le stelle

di Mara Cella

Mi occupo di moda, lifestyle e imprenditorialità.Leggi di più dell'autore
Giornalista, esperta di comunicazione ed eventi, docente e, non da ultimo, mamma. Da oltre 15 anni scrive per Luxury files e Fashion files, periodici di moda e lifestyle di cui è direttore editoriale dal 2012. Per Repubblica collabora da vari anni agli speciali accessori, orologi e gioielli in chiave moda. Ama raccontare le eccellenze italiane con uno sguardo trasversale: dal gourmet al cinema, dal design all’artigianalità più sconosciuta, mettendo in luce storie di personaggi ed aziende innovative ed etiche. chiudi
(GettyImages)

Articolo apparso sul numero di dicembre 2018 di Forbes Italia. 

Sognare le stelle. Anche una soltanto. Ogni chef, soprattutto se giovane, insegue questo obiettivo prestigioso. Raggiungerlo significa trovare la svolta, entrare in un club esclusivo. Quanti lo ambiscono, soprattutto al Sud, dove trovare lavoro è più difficile, ma dove le qualità personali possono emergere anche grazie ai prodotti tipici di una terra come la Sicilia. E se per raggiungere il sogno stellato ci fosse qualcuno che dà una mano? Una banca, per esempio. La strada è lunga, ma il percorso è già segnato.

Quest’anno la sesta edizione di Taormina Gourmet ha visto la sua anteprima nell’evento voluto e organizzato da Intesa Sanpaolo: Il valore del settore agroalimentare in Sicilia. Le eccellenze enogastronomiche come fattore di promozione e sviluppo, un’occasione per riflettere sul valore aggiunto economico – e con esso sociale e occupazionale – per i territori, come la Sicilia, con una forte vocazione agroalimentare, enogastronomica e turistica, che possono contare sulle mani sapienti di chef stellati, capaci di coniugare con fatica e lungimiranza la tradizione culinaria dei luoghi d’origine, la voglia di mettersi in gioco e l’amore per la propria terra.

In alto i tredici premiati da Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto dedicato alle eccellenze enogastronomiche.

“Per la nostra banca l’impegno nei confronti del comparto agroalimentare ed enogastronomico è forte. Ci proponiamo di supportare le eccellenze territoriali, i nuovi talenti che puntano all’alta gastronomia, verso un percorso stellato, così come all’agroalimentare di qualità con un approccio distintivo ed innovativo di valorizzazione”, rivendica Pierluigi Monceri, responsabile della direzione Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo. “Premiare gli chef stellati è un modo per incoraggiare chi della propria terra e dei suoi sapori è diventato un ambasciatore a livello internazionale. Valorizzare percorsi di crescita dedicati alle eccellenze è un modo per investire sulle potenzialità, spesso ancora inesplorate di un territorio, e contribuisce a tracciare le direttrici di uno sviluppo sempre più ampio, solido e soprattutto consapevole”.

Secondo uno studio sul taste tourism, il turismo gastronomico, realizzato da Jfc (società specializzata nella consulenza turistica e nel marketing territoriale), ogni chef stellato ha in media oltre 6.300 clienti l’anno, di cui il 52,6% italiani, il 47,4% stranieri, principalmente americani, inglesi, francesi e giapponesi. L’ottenimento della prima stella rappresenta un vero e proprio upgrade nel fatturato del ristorante, associato a un incremento nell’ordine del 53,2%.

Pierluigi Monceri, responsabile della direzione Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo.

Il passaggio alla seconda stella determina un aumento medio dei ricavi pari al 18,7% e la promozione dalle due alle tre stelle vale un più 25,6%. Stando alla ricerca di Jfc, i clienti dei ristoranti stellati, oltre alla spesa che sostengono per un pranzo o una cena, lasciano sul territorio una cifra media di 256 euro se italiani, 612 euro se stranieri. Il value brand di una località che ospita un ristorante stellato può variare da 3 fino a 214 milioni di euro l’anno.

“Nonostante gli ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni”, sottolinea Monceri, “i margini di sviluppo e crescita per l’agro-alimentare siciliano sono ancora ampi. È necessario diversificare i mercati di destinazione, affrontare il problema del dimensionamento aziendale. Oltre che sull’innovazione e sul crescente ruolo dei giovani nell’impresa è importante attivare sinergie di filiera con altri settori come turismo e cultura, puntando alla creazione di percorsi d’eccellenza che mettano insieme, valorizzandole, le principali attrattive del territorio. Anche la ristorazione di alto livello, che utilizza come materia prima le eccellenze enogastronomiche a km zero, può rappresentare un importante strumento di valorizzazione territoriale con un impatto economico importante sia come fatturato diretto che come indotto”.

La Sicilia è infatti la prima regione italiana per superficie agricola utilizzata, caratterizzata da grande qualità e ricchezza di produzioni. Su 67 prodotti agroalimentari e bevande Dop e Igp siciliane, 31 sono vini. La Sicilia, a sua volta, è la quarta regione d’Italia per produzione di vino, con oltre 5 milioni di ettolitri annui. La filiera agro-alimentare occupa quasi il 10% della popolazione siciliana e il valore aggiunto dell’agricoltura (3,2 miliardi di euro nel 2015) costituisce il 9,8% del valore aggiunto nazionale nel settore.

Il report di Intesa Sanpaolo fa emergere non solo quanto l’eccellenza nell’agroalimentare sia sempre più centrale nell’economia siciliana, ma soprattutto il potenziale ancora inespresso che merita di essere incoraggiato.
E se un istituto di credito fortemente radicato sul territorio può proficuamente porsi come volano strategico di riflessione e sviluppo, l’obiettivo dichiarato di Intesa è di non fermarsi alla sola Sicilia. “La nostra è una banca territoriale ed è di conseguenza forte la volontà di generare benefici per i territori, contribuendo a valorizzarne peculiarità ed eccellenze. Puntiamo ad esportare il format messo in campo in Sicilia”, anticipa Monceri, “anche ad altre regioni come Lazio e Sardegna, con una vocazione turistica, enogastronomica ed agroalimentare altrettanto robusta e di qualità”.

I MAGNIFICI TREDICI DELLA CUCINA ISOLANA
Questi gli chef che hanno ricevuto il premio Le eccellenze enogastronomiche ideato e voluto da Intesa Sanpaolo per sostenere i migliori chef siciliani:

Ciccio Sultano, Duomo, Ragusa Ibla
Massimo Mantarro, Principe Cerami, Taormina (Me)
Pino Cuttaia, La Madia, Licata (Ag)
Accursio Craparo, Accursio, Modica (Rg)
Claudio Ruta, La Fenice, Ragusa
Giovanni Santoro, Shalai, Linguaglossa (Ct)
Giuseppe Biuso, Il Cappero, Vulcano, (Me)
Giuseppe Costa, Il Bavaglino, Terrasini (Pa)
Martina Caruso, Signum, Salina (Me)
Pietro D’Agostino, La Capinera, Taormina (Me)
Tony Lo Coco, I Pupi, Bagheria (Pa)
Domenico Colonnetta e Francesco Patti, Coria, Caltagirone (Ct).