Come un rapper è arrivato in cima alla classifica Billboard vendendo solo 823 copie

A Boogie wit da Hoodie (Getty Images for BET)
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A Boogie wit da Hoodie (Getty Images for BET)

Risulta abbastanza difficile pensare che un album che ha venduto meno di mille copie in sette giorni sia in grado di superare lavori che sulla base delle vendite parrebbero aver ottenuto migliore accoglienza da parte degli appassionati di musica. Eppure, è stato così per il rapper statunitense originario del Bronx A Boogie Wit Da Hoodie che, con il suo ultimo album HOODIE SZN è riuscito ad arrivare in cima alla classifica Billboard 200 vendendo solo 823 copie digitali (la cifra più bassa in assoluto nella storia del settimanale, che considera i 200 nuovi album discografici più venduti negli Stati Uniti in base alle vendite). Come ci è riuscito? Secondo Nielsen, impresa che si occupa di effettuare le rilevazioni per Billboard, la scorsa settimana il cantante ha raggiunto 83 milioni di riproduzioni streaming. Cifra che, insieme a quella delle copie vendute, e in considerazione delle modalità di calcolo applicate da Nielsen, porta a un totale di 58mila unità smerciate. Un successo, quello dell’artista ventitreenne, preannunciato sin dal suo debutto lo scorso 21 dicembre quando aveva guadagnato la seconda posizione della Billboard 200 con circa 6mila copie ricavate dalla vendita dell’album.

Il rapper Boogie Wit Da Hoodie (Instagram)

E pensare che prima del 2014 il mercato del cosiddetto ascolto online era praticamente sconosciuto a Billboard, mentre oggi per la piattaforma americana non contano solamente le vendite fisiche o digitali di un disco quanto proprio i numeri registrati dallo streaming attraverso piattaforme come Spotify, Apple Music, TIDAL e Soundcloud. E uno dei motivi che spinge oggi la maggior parte degli artisti contemporanei ad affidarsi a questo sistema anticipando l’uscita ufficiale del proprio disco è proprio la possibilità di fare leva sull’immediatezza che lo streaming offre per promuovere un contenuto musicale. Come ha fatto Drake, celebre rapper e produttore discografico canadese con 47 milioni di dollari di guadagni nel 2018 secondo Forbes, che approfittando dei benefici dello streaming ha modificato due canzoni dell’album The Life of Pablo anche dopo il suo lancio ufficiale. Mai come oggi, parole quali long playing (inteso come formato di disco in vinile) o extended play (a metà strada tra un singolo e un album) sembrano così lontane all’indomani della rivoluzione digitale.

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