Da non perdere |Business
20 gennaio 2019

È di nuovo recessione? Com’è cambiata l’Italia dalla crisi del 2008 a oggi

Mentre da più parti, ultima Bankitalia, si indicano sempre più probabilità di una nuova recessione, l’Italia non è ancora uscita dagli strascichi della crisi del 2008. Come dimostrano i dati della Cgia sul confronto tra la situazione attuale e quella precedente la grande crisi finanziaria.
È di nuovo recessione? Com’è cambiata l’Italia dalla crisi del 2008 a oggi

Oli Scarff – Getty Images

Forbes.it
Scritto da:
Forbes.it
ragazzi portano insegna di lehman brothers all'asta da Christie's
L’insegna di Lehman Brothers all’asta da Christie’s (Oli Scarff/Getty Images)

 

Rispetto a 10 anni fa siamo meno ricchi, sono caduti gli investimenti, consumiamo meno e abbiamo più disoccupati. Mentre Bankitalia vede riaffacciarsi sul Paese l’incubo della recessione (ieri ha rivisto le stime di crescita dell’anno allo 0,6%), l’Italia dimostra di non essersi ancora lasciata alle spalle gli strascichi della grande crisi finanziaria del 2008, quella innescata dal crollo di Lehman Brothers, e che nel caso del nostro Paese è stata seguita nel 2011-2012 da un’altra crisi, quella del debito pubblico.

Leggi anche: La versione di Roubini a 10 anni dal fallimento Lehman Brothers

A eseguire il check-up sullo stato di salute dell’economia del nostro Paese a 10 anni dalla crisi economica più drammatica degli ultimi 70 anni è stata la CGIA: rispetto all’anno precedente alla crisi, il  2007, l’Italia deve ancora recuperare 4,2 punti percentuali di Pil e 19,2 punti di investimenti (pubblici e privati). A distanza di 10 anni, inoltre, i consumi delle famiglie sono inferiori di 1,9 punti e il reddito disponibile, sempre delle famiglie, è in calo di 6,8. L’occupazione è aumentata dell’1,7%, mentre il tasso di disoccupazione è cresciuto dell’84,4 per cento. Se, infatti, nel 2007 il tasso di coloro che era alla ricerca di un’occupazione si attestava al 6,1%, nel 2018 è salito al 10,5% (dato ancora ufficioso). In più, nonostante il numero degli occupati sia oggi superiore a quello del 2007, sono aumentati in misura rilevante i lavoratori dipendenti con contratti a termine (+22,4 per cento rispetto al 2007).
L’unica nota davvero positiva è rappresentata dalla forza del “made in Italy”, che continua a conquistare i mercati stranieri: a distanza di un decennio le vendite all’estero sono cresciute del 13,9 per cento.

Leggi anche: Brand Italia, nella top 10 dei Paesi più attrattivi per gli investitori stranieri

Rispetto a 10 anni fa l’Italia ha dunque 4,2 punti di Pil in meno, in gran parte riconducibili al crollo degli investimenti pubblici/privati e alla diminuzione dei consumi delle famiglie (che costituiscono il 60% circa dell’intera ricchezza prodotta dal paese ogni anno). E i tempi di recupero potrebbero essere ancora lunghi.  “Stando alle previsioni di crescita nel triennio – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – molto probabilmente il nostro Paese recupererà i 4 punti di Pil persi dal 2007 non prima del 2024: praticamente 17 anni dopo”.

Vuoi ricevere le notizie di Forbes direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

 

 

Non fermarti alle notizie suggerite dall'algoritmo. Su Google scegli Forbes per un'informazione autorevole.

Si apre una nuova scheda su Google per confermare; questo articolo resta aperto qui.

Aggiungi Forbes