
Abbracciare e accogliere le diverse culture (e non solo) sta diventando una chiave per la crescita e l’immagine di un’azienda. Proprio per questo Forbes ha stilato la classifica annuale dei datori di lavoro americani più sensibili alla diversity. Nonostante molte possono sembrare sconosciute agli occhi di un italiano, nella top ten compaiono anche nomi di grandi società come Netflix, Sap e Visa.
Sebbene molte aziende abbiamo fatto grandi passi avanti verso queste tematiche, sottolinea Vicky Valet di Forbes.com, il tema non è privo di problematiche. Basta ricordare l’incidente di Starbucks a Philadelphia ad aprile che ha portato all’arresto di due uomini afroamericani per aver chiesto di usare il bagno; o la causa di discriminazione basata sull’età nei confronti di IBM dopo che la società aveva licenziato oltre 2.000 dei lavoratori più anziani; o ancora le innumerevoli accuse di molestie sessuali sui luoghi di lavoro negli Stati Uniti.
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La classifica – che ha esaminato 50.000 americani che lavorano per aziende con almeno 1.000 dipendenti – è stata realizzata grazie alla partnership con la società di ricerche di mercato Statista.







