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Strategia 28 Febbraio, 2019 @ 9:52

Il decalogo del work life balance: 10 consigli per bilanciare lavoro e vita privata

di Roberto D’Incau

Headhunter e business coach.Leggi di più dell'autore
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Qualche tempo fa scrissi un libro interamente dedicato al Work life balance, col titolo provocatorio di “Chi lavora non fa sesso” (Salani). Era un libro in anticipo sui tempi, il WLB sembrava ancora a noi italiani un tema anglosassone, politically correct ma un po’ lontano dalle nostre vite. In realtà oggi, sia per le nuove generazioni, millennial e generazione X, sia per gli over 40, il WLB è un tema centrale, che guida le nostre scelte professionali, e anche per quali aziende scegliere di lavorare: un tema davvero centrale per l’employer branding.  I ventenni sono attenti da un lato ai temi della sostenibilità, dall’altro a lavorare per aziende non totalizzanti, che lascino, anche con lo smartwork, spazio sufficiente per la vita privata. Una vera e propria rivoluzione, rispetto alla visione delle generazioni precedenti.

Ho pensato a un decalogo, intergenerazionale, valido per giovani e non più giovani, per un buon WLB: eccolo.

 

I consigli per trovare l’equilibrio tra vita priva e lavoro

1.Ognuno di noi ha un equilibrio tutto suo, diverso da quello degli altri.

Per alcuni il proprio lavoro è una passione totalizzante per altri no: il WLB di ognuno di noi è profondamente diverso, unico, non esiste una regola valida per tutti.

2.Non permettere che i modelli del passato condizionino le scelte del presente

A volte ci viene in mente il copione che ci ha instillato qualcun altro (i nostri genitori in primis): prenderne atto è il primo passo per liberarsene.

3.Evitare i cosiddetti “sacrifici necessari” perché i sacrifici di oggi rischiano di essere i rimpianti di domani

Ognuno ha dei doveri, certo, ma annullarsi nel doverismo alla lunga non è affatto sano.

4.Chiedersi sempre se si è davvero convinti di quello che si fa

Ogni tanto è opportuno farsi delle domande, chiedersi il senso di quello che si fa dal punto di vista professionale, altrimenti è come guidare in autostrada senza chiedersi in quale direzione andare.

5.Cercare di vivere secondo la propria natura, invece di sforzarsi di essere qualcos’altro

Snaturarsi non è mai una buona idea: può funzionare nel breve, ma alla lunga fa male alla salute: il corpo parla, sempre, e il successo vero arriva solo quando ci ascoltiamo.

6.Buttare via con coraggio pregiudizio e vecchi ruoli, in famiglia e sul lavoro: una mentalità aperta garantisce serenità.

La società italiana è alla ricerca di un nuovo equilibrio tra passato e futuro: non prendere atto delle trasformazioni in corso è molto miope.

7.Cercare sempre di ritagliarsi tempo per se stessi

Anche solo 15 minuti per se stessi, ogni giorno, fanno benissimo. Come trovarli? Ad esempio, riducendo il tempo passato sullo smartphone, spesso davvero eccessivo e inutile

8.Il lavoro non deve soffocare la vita privata e la vita privata non deve essere di ostacolo al lavoro: una buona carriera si costruisce sull’equilibrio

Per evitare il rischio del burn out, del bruciarsi dentro, è opportuno valorizzare la propria vita privata, che spesso è il vero catalizzatore di una carriera duratura.

9.In ciascuno di noi devono potere convivere la dimensione professionale e le necessità esistenziale, pena la frustrazione, lo stress, la voglia di mollare tutto

Non si vive di solo lavoro: alla lunga, si rischia di scoppiare.

10.L’azienda non è una famiglia e la famiglia non deve essere un’azienda. Per un buon equilibrio occorre avere la giusta dose di distacco e coinvolgimento, di passione e controllo.

Mi preoccupo sempre quando sento parlare di azienda “mamma”, di azienda come “una famiglia”: è in agguato il rischio della delusione cocente, dell’eccessivo investimento emotivo, e della mancanza di lucidità nella gestione della propria carriera professionale.

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