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BrandVoice 6 maggio, 2019 @ 11:27

L’olio come opera d’arte

di Forbes.it

Staff

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foto olio muraglia

In collaborazione con Frantoio Muraglia

Per ottenere un olio d’oliva di qualità bisogna puntare sul terreno e valorizzare le peculiarità del territorio. Ne sono convinti al Frantoio Muraglia, azienda pugliese che produce olio da un secolo e mezzo, oggi impegnata in un robusto piano d’investimenti da 500mila euro l’anno per l’acquisto di nuovi terreni: una scelta guidata dalla volontà di assicurare ai consumatori una filiera certa e chiusa.   “Credo che la terra sia un fattore di successo per la mia strategia, che è volta a garantire un futuro sostenibile all’azienda”, spiega il managing director Savino Muraglia. L’obiettivo finale di queste operazioni è arrivare presto ad assumere il controllo dell’intera filiera produttiva: “Vogliamo dare ai nostri consumatori una qualità sempre maggiore e dimostrare, con i fatti, coerenza nella produzione di un bene quotidiano”. I piani aziendali avranno anche una ricaduta occupazionale di almeno tre o quattro posti di lavoro creati a ogni tranche d’investimento.

Savino Muraglia è l’ultimo di una dinastia familiare che fa lo stesso mestiere da cinque generazioni. Una storia che nasce ad Andria, in mezzo a una distesa di 50 ettari di ulivi ai piedi dell’Altopiano della Murgia. Dieci anni fa, l’azienda ha svoltato con la scelta di unire due arti pugliesi: quella olearia e quella vascolare. “Il progetto è nato con l’obiettivo di farsi notare all’interno del mondo oleario”, spiega il manager del Frantoio, “con un packaging diverso e diventato poi occasione per la nostra azienda di dare valore sociale”. Ne è uscito un fenomeno commerciale che ha attecchito alla perfezione nel mondo del food di alta gamma. L’olio del Frantoio si trova sugli scaffali di Harrods a Londra, La Rinascente a Milano, Dean & Deluca a New York e Shinsegae a Seoul. Gli Stati Uniti sono il principale mercato internazionale, mentre la Germania è il più importante sbocco in Europa. Il business cresce anche in Francia. Attualmente, è esportato in 48 Paesi. Le vendite crescono a due cifre e hanno superato i 4 milioni di euro. Risultati ottenuti lavorando sulla qualità del prodotto, che è ricavato da olive selezionate, anche se questo richiede il 30% in più di costi rispetto ai concorrenti. E poi, appunto, c’è il packaging: non le classiche bottiglie. Ma orci di ceramica decorata realizzati da una ditta artigiana, che lavora solo per il Frantoio, secondo i dettami dell’antica arte vascolare pugliese. “Questa azienda partner è cresciuta insieme a noi, riprendendo ad assumere persone e investire”.

foto olive

“Prima ancora che essere frantoiani, noi siamo contadini”, prosegue il manager. “Il nostro prodotto era considerato da tutti come una commodity, invece ne abbiamo messo in evidenza valore e peculiarità. Per noi i prodotti agricoli italiani non sono materie prime, ma risorse distintive che, in quanto tali, non possono essere comprate dove si vuole”. L’olio del Frantoio, infatti, non si trova nei normali canali di vendita al dettaglio. Adesso l’azienda pugliese intende fare un passo ulteriore nel solco del sentiero già tracciato: pescando dalle risorse del territorio, intende selezionare artisti pugliesi che siano in linea con la filosofia dell’azienda e con lo stile creato da Savino Muraglia, finora unico creativo del Frantoio. “Ho iniziato la collaborazione con giovani artisti”, spiega il manager, “perché ritengo che le contaminazioni con il mondo dell’arte ci aiutino a costruire un prodotto che ricordi la Puglia”. Gli artisti selezionati avranno il compito di valorizzare alcuni degli orci, che “saranno vere e proprie opere d’arte e di design”. Savino Muraglia non rivela ulteriori dettagli, ma assicura: “Sarà qualcosa di bello”.

E sempre dal territorio passa la scelta di circondarsi di professionalità pugliesi, per non lasciare la Puglia orfana di talenti. Savino Muraglia ha una sua visione: “Vogliamo essere un’impresa di successo in una Puglia, che è culla di spiriti capaci di valorizzare questa terra con l’arte, il lavoro e la passione. L’obiettivo è circondarsi di talenti che con approccio propositivo possano presidiare in team tutte le fasi dell’azienda, dalla raccolta alla produzione, dal marketing allo sviluppo commerciale. Questo alimenta un forte attaccamento all’azienda da parte di tutti i collaboratori che diventano naturali ambasciatori della stessa”. Frantoio Muraglia è una realtà composta da giovanissimi: negli uffici lavorano 15 persone, con un’età media di 31 anni. Altre 15 sono impegnati e nelle campagne per occuparsi delle olive. E Savino Muraglia, appena 39enne, è il più anziano in azienda. “Oggi i nostri ragazzi studiano a Milano, Londra, Torino, Roma”, spiega Muraglia, “ma io sono convinto che se individuano un’azienda che rappresenta un modello di successo, possono esserne attratti e tornare a casa. A mio modo di vedere, la qualità di un progetto può fungere da catalizzatore per il territorio”.

“Da gennaio”, prosegue Muraglia, “un ragazzo napoletano che ha studiato a Milano è tornato al Sud per occuparsi di un progetto specifico del Frantoio Muraglia”. Il giovane in questione ha studiato alla Bocconi e si occuperà di realizzare un progetto di accoglienza per i visitatori del Frantoio: i clienti potranno entrare in azienda, degustare l’olio e vedere come viene prodotto.

“Io mi sono chiesto: come mai noi pugliesi, che siamo produttori d’eccellenza di grano, vino e olio non facciamo come in Toscana e in Piemonte? È bello aprire le porte e dire alla gente: venite a vedere, non ci sono segreti. Per me è un messaggio importantissimo, che fortifica la fidelizzazione dei clienti e diventa pure un’opportunità di business”. Il Frantoio riceve già in azienda tra i mille e i duemila visitatori l’anno.

Ma l’obiettivo è arrivare ad almeno diecimila: “L’accoglienza fa formazione: i clienti che conoscono il nostro prodotto, nell’epoca dei social e della comunicazione, possono diventare loro stessi testimonial della mia azienda”. L’informazione, infatti, è un altro tema che sta molto a cuore dell’azienda olearia: “Attraverso corsi universitari e convegni, vogliamo infondere a tutti i livelli, coinvolgendo consumatori, ristoratori, importatori esteri, una cultura dell’olio di qualità contrapposta ai prodotti di pregio inferiore. Per noi, è prioritario diffondere il valore della salute legata al consumo di olio di qualità”.