Fabio Maccari Salov
Business

Ricerca e innovazione. La filosofia di Salov, l’azienda che esporta l’olio d’oliva in tutto il mondo

Articolo tratto dal numero di maggio 2023 di Forbes Italia. Abbonati!

Selezionare, imbottigliare e distribuire oli d’oliva di qualità in ogni parte del mondo, per soddisfare le esigenze di clienti e consumatori. È questa la mission di Salov, azienda legata a valori come il mangiar sano, il piacere e la condivisione che caratterizzano l’atto quotidiano di consumare olio. Fondamenta di una filosofia rimasta immutata sin dal 1919, anno di fondazione della Società Anonima Lucchese Olio e Vino (il cui acronimo è Salov, per l’appunto). Una storia iniziata grazie alla lungimiranza di Filippo Berio, ligure d’origine e trasferitosi in giovane età con la famiglia in Toscana, a Lucca, dove decise di seguire la sua passione per l’olio di oliva, fondando nel 1867 la propria azienda, la Filippo Berio & C. Negli anni successivi iniziò a esportare i propri oli d’oliva in Nord America, grazie al grande flusso migratorio degli italiani negli Stati Uniti. L’evoluzione e la crescita, dopo la morte di Berio nel 1894, proseguirono sotto la guida della figlia Albertina e del suo socio in affari Giovanni Silvestrini.

Il 14 ottobre 1919 lo stesso Silvestrini, con il contributo di Dino Fontana e di altri imprenditori della Lucchesia, fondò la Salov e l’anno successivo costruì un nuovo stabilimento a Viareggio, la cui vicinanza con il porto consentì di rifornire i clienti e ricevere le materie prime con maggiore efficienza. La successiva evoluzione commerciale fu l’inaugurazione di uno stabilimento negli Usa. Fu proprio la famiglia Fontana ad assicurare nel tempo alla Salov la continuità produttiva e imprenditoriale, grazie al lavoro di tre generazioni che hanno portato il brand toscano a essere conosciuto e riconosciuto nel mondo e a compiere un ulteriore passo avanti, entrando a far parte del gruppo internazionale Bright Food, vedendo rafforzato il suo ruolo di educatore e ambasciatore della cultura dell’olio a livello mondiale.

I 100 anni dalla fondazione

Il resto è storia dei giorni nostri: la ricorrenza dei 100 anni dalla fondazione, l’affermazione dei brand Filippo Berio e Sagra, la crescita che consente oggi di essere presenti in più di 70 paesi, con un fatturato di 376 milioni di euro che pone la Salov al primo posto tra le aziende nazionali e tra le prime cinque livello mondiale. Una crescita consapevole e sostenibile che non ha mai snaturato la filosofia aziendale né mutato il rapporto con il territorio. “I collegamenti con la comunità locale sono tanti per quantità e qualità”, sottolinea Fabio Maccari, amministratore delegato del gruppo. “Ogni anno mettiamo in campo varie iniziative a scopo benefico e culturale, dal supporto all’ospedale locale passando per la collaborazione con il Festival Pucciniano. È questo, a nostro avviso, il modo migliore per ringraziare un territorio e una comunità che hanno avuto e hanno ancora un ruolo fondamentale nella storia di Salov”.

Produrre olio di qualità significa lavorare in modo sostenibile e trasparente, come richiesto dagli organismi di controllo italiani. Ma anche in questo caso Salov ha precorso i tempi: cura nella scelta delle materie prime, ricorso a coltivatori e frantoi certificati per alcune linee di prodotti, rispetto del territorio, gestione della salubrità dei terreni. Queste e tante altre misure hanno permesso di conseguire numerose certificazioni. “In molti casi è stato sufficiente apportare piccole modifiche a processi già in atto per raggiungere rapidamente i requisiti per ulteriori riconoscimenti, un risultato di cui andiamo orgogliosi”, aggiunge Maccari. “Il 75% delle nostre bottiglie viene venduto all’estero, dove nei mercati principali operiamo direttamente attraverso le nostre filiali e i nostri uffici commerciali, o attraverso distributori e agenti”.

La filosofia di Salov

‘Ricerca’ e ‘innovazione’ sono i termini chiave per descrivere la filosofia di Salov: dalla costruzione della raffineria, un unicum ai tempi, ai progetti svolti in collaborazione con alcune università – quella di Pisa su tutte – per giungere a livelli di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni in atmosfera e acqua. Fino alla nuova sfida: riuscire a prolungare le caratteristiche organolettiche e qualitative dell’olio di oliva. Ma la protagonista del manifesto aziendale della Salov è sicuramente Villa Filippo Berio, immersa in un oliveto di 75 ettari, divenuta un laboratorio a cielo aperto. Insieme al Cnr-Ibe (Consiglio nazionale delle ricerche) si sviluppano e studiano diversi progetti, tra cui l’applicazione dell’agricoltura di precisione al settore olivicolo e lo sviluppo di tecniche di produzione all’avanguardia, la valorizzazione della biodiversità olivicola, strutturando l’oliveto della biodiversità con antiche cultivar toscane, riscoperte dal Cnr.

A queste attività si affiancano gli investimenti in ambito tecnologico (negli ultimi quattro anni ha investito mediamente 5 milioni di euro all’anno in tecnologia, 1.5 in digitalizzazione) con cui l’azienda sta portando avanti diversi progetti mirati alla trasformazione digitale e alla supply chain. Gli investimenti proseguono anche nelle aree del marketing e della comunicazione, per essere sempre vicini ai consumatori con messaggi chiari che raccontino l’innovazione dei prodotti e la tracciabilità in piena trasparenza.

“Siamo al fianco dei nostri clienti e consumatori per cogliere le loro esigenze e gli eventuali cambiamenti nelle modalità di consumo”, dice Maccari. “Per via della nostra anima internazionale, il nostro obiettivo è quello di favorire la conoscenza e la crescita del consumo dell’olio di qualità anche in mercati lontani dalla cultura alimentare mediterranea. La fondazione della nostra ultima filiale a Shanghai ne è un esempio”. 

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