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Style 9 maggio, 2019 @ 3:26

Il viaggio moderno di Louis Vuitton tra New York e Parigi

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

Scrivo di moda e tutto ciò che le gravita attorno.Leggi di più dell'autore
Nata in Sicilia, si trasferisce a Milano per studiare giurisprudenza ma soprattutto per inseguire la sua più grande passione: la scrittura. In precedenza ha collaborato con il quotidiano di Class editori MFFashion occupandosi di moda e finanza. Appassionata di romanzi gialli, musica jazz e cinema. chiudi
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L’aeroporto John F. Kennedy di New York
Perché allestire una sfilata in una location qualunque quando si può avere un intero aeroporto? Corretto. Evidentemente, l’ha pensata così anche Louis Vuitton che per la sua Cruise Collection 2020 ha scelto l’aeroporto John F. Kennedy di New York, disegnato dall’architetto Eero Saarinen nel 1962. Il nostro volo decolla dal TWA Flight Center, vero e proprio gioiello architettonico della struttura, concepito da Saarinen come un grande volatile nel momento di maggiore entusiasmo per i viaggi in luoghi lontani. Un viaggio, quello della maison affidata alla matita creativa di Nicolas Ghesquière, soprattutto stilistico: c’è il fascino dell’America per la moda francese, condito da un pizzico di spirito couture. E poi le stampe, che ricordano i leggendari edifici della Grande Mela, ricami preziosi e giochi di broccato.
I colori, volutamente acidi e freddi, ricordano la luce che si eleva dal centro della città fino ad Uptown. E poi tailleur-divise che suscitano una trasgressione quasi poetica, molto Gotham City. Una collezione cinematografica. Che cita anche la famosa serie Game of thrones (proprio Sophie Turner, la Sansa di Trono di spade, siede nel front row della sfilata ed è una delle muse della casa di moda).
Ma protagoniste della passerella sono naturalmente loro: le iconiche maxi bag, da portare a mano o in spalla, elemento distintivo del marchio di LVMH. “Sono stato fortunato ad essere atterrato al TWA Flight Center alla fine degli anni ’90. Per vent’anni questo posto è stato dimenticato, per tornare ora alla vita. Ed è un piacere vederlo rivivere con un corso tutto nuovo”, ha commentato lo stilista Ghesquière riferendosi al fatto che la struttura, dopo due decenni di oblio, diventerà un hotel il prossimo 15 maggio.