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Life 7 luglio, 2019 @ 4:30

Un weekend di lusso alla scoperta della bellezza di Como

di Alessia Bellan

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Classe 1983, una laurea in Scienze umanistiche per la comunicazione, ha iniziato lavorando nel mondo dell’advertising online. Giornalista pubblicista, features editor del magazine internazionale BMI:MAG, collabora - con focus sul lusso - per diverse testate. chiudi
hotel piscina cielo
(Courtesy Filario Hotel & Residence)

Se a George e Amal basta prendere il motoscafo, attraversare il lago e in 5 minuti, grazie all’ottimo e pratico attracco, arrivare al nuovo beach bar Yeast Side e degustare il cocktail a loro dedicato, il Clooney Margarita, accompagnato da una squisita pizza guarnita con spuma di ricotta e granelle di pistacchio, gli ospiti che scelgono il Filario Hotel& Residence per un drink, una cena o una vacanza, hanno la possibilità di godersi in auto la riva più wild del lago di Como, prima di arrivare in questa esclusiva location a tutta natura. Nata nel nel 2015 da un’idea di Alessandro Sironi, la location si distingue non solo per la splendida posizione strategica, ma anche per l’autenticità e il lusso di ogni dettaglio, che lo rendono un luogo emozionale, pensasto anche per un pubblico giovane. Classe 1987, Alessandro Sironi conosce bene il mondo della ristorazione e dell’hotellerie e il Filario è un racconto della sua passione per l’accoglienza e l’ospitalità, l’amore per l’architettura, la cucina, i viaggi, la bellezza. Cresciuto al ristorante di famiglia “Il Grillo”, a Capiago Intimiano (Como), dopo il diploma al liceo classico ha proseguito all’Ecole Hotelière di Glion in Svizzera, vera istituzione nel settore. Neo-laureato si trasferisce a Miami, dove inizia a lavorare al Setai Hotel, come Assistant Restaurant Manager, per poi diventare Food & Beverage Manager. Tre anni dopo torna in Italia e decide di lanciare una sfida imprenditoriale aprendo Filario. Oggi il team è arrivato a oltre 40 professionisti che, con dedizione e meticolosità, lavorano per portare Filario sempre più in alto, offrendo il meglio. Il progetto, affiliato a Design HotelsTM, si contraddistingue per gli ambienti leggeri e lineari, ma caldi e avvolgenti. Si riconosce in ogni angolo il tocco di Alessandro Agrati, fondatore e direttore creativo di Culti, che ne ha curato l’arredamento. Il nome “Filario” è un omaggio a Como “Città della seta”: da cui filo e Lario, nome latino del lago. È inoltre un richiamo al vecchio stabilimento dove si produceva il fil di ferro, un tempo situato proprio dove ora sorge Filario.

 

L’hotel offre ampi spazi dove rilassarsi e godere della splendida posizione, con la sua vista mozzafiato su tutto il lago. La struttura è dotata di una spiaggia privata (una rarità sulle sponde del Lario), di un porticciolo che permette di raggiungere l’albergo anche in barca e di una piscina a sfioro sul blu del lago. Perfettamente inserito nell’ambiente circostante, l’edificio segue uno stile architettonico che richiama il razionalismo (di cui Como è esponente di eccellenza), con linee precise e angoli retti, all’insegna della semplicità. Altro richiamo al legame con il luogo è l’uso della pietra lombarda, il ceppo di Gre, con cui sono realizzate le facciate dell’albergo. Ispirate ai colori della natura con spazi aperti e un pattern cromatico che riflette l’acqua e i boschi circostanti, le camere sono luminosissime e ognuna dispone di balconi. Due le suite, la junior di 65 m2, e la grand suite di 95 m2, entrambe con piscina privata e terrazza a sfioro sul lago. Per le famiglie o per lunghi periodi si possono scegliere le residenze – 20, con cucina, soggiorno, terrazza e fino 3 camere da letto e un massimo di 140 m2 – in cui usufruire di tutti i servizi del Filario. Comfort, natura e lusso sono gli elementi per un relax totale; l’hotel mette a disposizione poi kayak e paddle board,  e propone escursioni in barca e giri in idrovolante per ammirare le sponde del lago da una prospettiva insolita.

A una location speciale fa eco una cucina raffinata. Al Ristorante Filo, lo chef Alessandro Parisi, 28 anni, napoletano (sous chef di Corrado Parisi al Lagana di Corvara, uno stage da Nino Costanzo al Mosaico) persegue una meticolosa ricerca della qualità con stile fresco e ricercato, un forte legame alla cucina italiana e una particolare attenzione al pesce di mare. Uno stile tra modernità e territorialità, tra innovazione e tradizione, che fa sentire l’ospite a casa, grazie a sapori familiari che vengono esaltati nella loro unicità e semplicità. Un esempio? La polvere all’olio d’oliva che accompagna una versione rivisitata della classica pappa al pomodoro. I piatti sono accompagnati da una carta dei vini ben studiata, anche questa interamente ispirata alle eccellenze italiane. Tra i signature dishes, gli spaghetti ai ricci di mare e il carpaccio di capesante con tartufo nero, burro alla nocciola e prezzemolo croccante. E per chiudere in bontà, il must dello chef: la zuppa di ciliegia e meringa accompagnato da gelato alla crema. Il menu del ristorante segue il ritmo delle stagioni, oltre che alla carta si può scegliere tra un menu ad hoc per il pranzo e una degustazione  la sera, a cui si aggiungono 2-3 piatti fuori carta a settimana. Per il pranzo viene proposto il Menu Italian Classic, 5 piatti che raccontano una cucina più semplice e casalinga.

 

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