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Forbes Italia 12 Settembre, 2019 @ 3:10

Quanto vale il real estate crowdfunding nel mondo

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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Real estate crowdfunding: crescono gli investimenti immobiliari 2.0

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C’era un tempo in cui, tra la gente comune, fare un investimento immobiliare significava mettere dei soldi da parte in maniera sicura individuando il mattone come un bene rifugio. Oggi però, con lo sviluppo delle nuove tecnologie, tutto è più fluido e veloce e anche investire nelle costruzioni ha assunto nuove forme trasformando potenzialmente ognuno di noi in piccoli imprenditori del settore immobiliare.

Stiamo parlando del real estate crowdfunding, ovvero la possibilità di partecipare a operazioni immobiliari di una certa rilevanza anche con quote contenute attraverso piattaforme online dedicate, un fenomeno che da qualche anno sta prendendo piede a livello globale. Lo dimostrano i numeri del report sul real estate crowdfunding mondiale, giunto alla sua seconda edizione, che verrà presentato in occasione dell’anniversario della piattaforma italiana Walliance nella cornice del Fintech District di Milano.

Il report nasce dalla partnership tra il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, attraverso il prof. Giancarlo Giudici, e il Gruppo Bertoldi, attraverso la sua controllata Walliance e si conferma essere l’esempio vincente di sodalizio tra Università e Impresa. DWF è stato uno degli attori della composizione del report, avendo curato la sezione del report dedicata all’evoluzione della normativa, a integrazione e completamento di quella sull’inquadramento normativo inserita nella prima edizione.

Real estate crowdfunding: una crescita sostenuta in tutto il mondo

Il Real estate crowdfunding report rileva un aumento dei volumi generalizzato di questa nuova modalità di investimento immobiliare. Globalmente, attraverso le piattaforme digitali sono transati 11,9 miliardi di dollari e gli Stati Uniti si confermano leader del settore con $7.4miliardi. $1,75miliardi sono stati invece investiti attraverso piattaforme europee, mentre $1,7miliardi nel resto del mondo; la categoria “resto del mondo” rappresenta una novità importante dell’edizione di quest’anno perché per la prima volta sono state mappate piattaforme nell’area Asia-Pacifico, Medio Oriente e Sud America.

Sempre più piattaforme per accedere al real estate crowdfunding

Il mercato del real estate crowdfunding continua dunque una fase di forte espansione non soltanto nei capitali raccolti ma anche nel numero di piattaforme che hanno scelto di operare in questa verticale. Guardando meglio questo dato si vede però come negli Stati Uniti, dove il fenomeno è nato prima, ci sia stata un’esplosione del numero dei portali nel biennio 2013/2014, mentre in Europa questa forte crescita si è avuta più tardi, a cavallo tra il biennio 2015/2016. Se negli USA le piattaforme attive sono 38, venti in più se ne contano in Europa, mentre nel resto del mondo ne sono state censite 27.

Meno operatori per più capitali raccolti: lo sviluppo del real estate crowdfunding passa dall’aggregazione

Interessante notare come negli USA, mercato certamente più maturo, ci siano meno operatori ma in grado di concentrare grandi volumi di raccolta; in Europa la situazione è opposta: di fronte ad una raccolta complessiva di “appena” 1,75 miliardi, le piattaforme rilevanti censite sono 58. Dato questo che fa ritenere ragionevolmente l’eventualità di un fenomeno di aggregazione nel futuro prossimo.

Lo stato del real estate crowdfunding in Italia

Facendo uno spaccato sull’Italia, è da rilevare come gli operatori attivi, sia italiani che esteri, siano soltanto 5. La quota di mercato più ampia, in termini di capitali raccolti, spetta a Walliance, che ha raggiunto gli 11,1 milioni di euro. Secondo posto per la piattaforma spagnola Housers con 6,28 milioni e a chiudere il podio c’è Crowdestate con 2,6 milioni di euro.

Quale futuro per il real estate crowdfunding

L’elaborato offre infine un’analisi di scenario sulle prospettive future, che si articolano su quattro direttive: 1) concentrazione del mercato 2) creazione di fondi di investimento interni alle piattaforme 3) operazioni trans-frontaliere e 4) opportunità di sviluppo offerte dal mondo proptech.

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