La startup di real estate crowdfunding Walliance lancia la piattaforma dedicata agli investitori con grandi patrimoni

Giacomo Bertoldi, ceo di Walliance
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Il mercato immobiliare ha trovato nel crowdfunding un’ottima soluzione per mettere in contatto gli operatori del real estate che cercano finanziamenti veloci per i propri progetti e i piccoli risparmiatori, disposti a investire piccole somme in grandi progetti immobiliari. Walliance, piattaforma di real estate crowdfunding, nasce con questo scopo e oggi, dopo 4 anni di attività, può vantare di essere la prima piattaforma europea di investimenti immobiliari online dove puoi investire anche piccole somme – a partire da 500 euro – e direttamente dallo smartphone.

Il crowdfunding per HNWI

Con la divisione Première, la piattaforma va a occupare una fetta di mercato a cui nessuno, finora, aveva dato una risposta: quella relativa alle fasce di investimento più elevate. Un servizio dedicato a investitori private e Hnwi (High-net-worth-individual, persone con un patrimonio investibile superiore al milione di dollari) che aggiunge vantaggi esclusivi agli investimenti immobiliari su Walliance. “La maggior parte degli investitori di questa categoria non ha voluto fino a ieri focalizzarsi sulle piattaforme di crowdfunding, perché non voleva essere associata allo strumento, considerato (a torto) di ripiego”, afferma Giacomo Bertoldi, ceo di Walliance, e già Under 30 di Forbes Italia nel 2020.

“Oggi c’è infatti una migrazione verso una tipologia di offerta differente. Quello che offriamo noi è un prodotto basato sul crowdfunding, perché la normativa sottostante rimane sostanzialmente la stessa. Tuttavia stiamo andando verso una piattaforma che si ridefinirà con il tempo come soluzione di capital solution”. Se fino a qualche anno fa si confondeva l’immagine di chi ricorre al crowdfunding con quella di un’azienda che non può usufruire di altri tipi di finanziamento, oggi la situazione è cambiata. I clienti trovano in questa piattaforma uno strumento di finanza alternativa e innovativa, dedicata a profili altospendenti e con grandi disponibilità patrimoniali.

Walliance, i due account Première

Il nuovo servizio lanciato sul mercato introduce due nuove categorie di account, accanto a quello standard: il Gold e il Black. Per poter richiedere l’attivazione di un account Gold l’investitore deve avere un portafoglio attivo di investimenti su Walliance pari ad almeno 50.000 euro e possedere un patrimonio in strumenti finanziari (o liquidità) di almeno 200.000 euro. Per l’account Black invece i requisiti si alzano a 100.000 euro di portafoglio attivo in Walliance e il possesso patrimoniale in strumenti finanziari deve essere di almeno di 500.000 euro. I vantaggi offerti da Première vanno dalla reportistica all’assistenza più evoluta, passando per l’opportunità di investire in via anticipata rispetto agi investitori retail (ovvero i possessori di un account standard). Oltre al fatto che “si tratta di economia reale, dove puoi valutare effettivamente se correre il rischio o cogliere l’opportunità di investire in un prodotto immobiliare, che la finanza tradizionale non ti può offrire”. C’è una storia della realtà in cui si investe, per intendersi.

Ed è più efficiente anche come metodo di financing. Nel mercato ci sono tendenzialmente due tipologie di finanziamenti: quello bancario classico, con tutta la complessità e l’operatività che implica una struttura di questo tipo; e quello dei fondi di investimento, chiaramente non accessibili a tutti gli operatori immobiliari. “Nel caso del crowdfunding, o meglio della finanza alternativa, l’operatore immobiliare ha l’opportunità di definire quali sono le caratteristiche della sua proposta, tramite anche delle analisi effettuate da Walliance, e poi sono gli investitori che decidono se parteciparvi o no” aggiunge Giacomo Bertoldi, il fondatore classe ’91 che nel 2017 decise di importare il modello americano degli investimenti immobiliari online. Un prodotto che permette agli operatori di sviluppare operazioni senza le grandi ingerenze economico-operative dei tipici fondi d’investimento e che riduce ai minimi termini la complessità burocratica e contrattuale tipica dell’investimento.

Nel futuro espansione e minibond

Con 32 progetti finanziati e circa 3.500 investitori, Walliance non può fare altro che aprirsi a nuovi mercati, oltre alla Francia, e all’acquisizione di progetti immobiliari fuori dall’Italia. “Non solo per investitori italiani, ma anche per stranieri”, precisa Bertoldi. Dal punto di vista del prodotto, invece, si parla di implementazione di minibond: “È una soluzione sulla quale stiamo lavorando. Questa implementazione darebbe l’opportunità di finanziare non solo le singole operazioni, ma anche gruppi imprenditoriali che sviluppano più operazioni immobiliari”.