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Smart Mobility 4 Febbraio, 2020 @ 10:00

Quattro ragazzi italiani hanno raccolto 6 milioni di euro per la loro startup

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Coordinatore di Forbes ItaliaLeggi di più dell'autore
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Startup, Italia: i quattro ragazzi di 2Hire raccolgono 6 milioni di euro
Andrea Verdelocco, Matteo Filippi, Filippo Agostini e Elisabetta Mari sono i co-fondatori di 2hire.

La startup 2hire, che sviluppa una tecnologia in grado di connettere qualsiasi tipo di veicolo (automobili, motorini, bici e monopattini elettrici) e abilitare servizi di mobilità condivisa ha chiuso un round di investimento da 5,6 milioni di euro. L’investimento è stato condotto dal gestore di venture capital P101 Sgr – attraverso il suo secondo veicolo Programma 102, che ha investito 3,9 milioni di euro – con la partecipazione di Linkem – uno dei leader nazionali delle telecomunicazioni wireless a banda larga – e assieme ai soci precedenti Invitalia Ventures, LVenture Group e Boost Heroes.

Nel 2017, 2hire aveva ricevuto un primo finanziamento da parte di LVenture Group, Invitalia Ventures, Boost Heroes, MobilityUP e altri investitori per un totale di 680mila euro, portando così la raccolta totale della startup a circa 6,2 milioni di euro.

Fondata a Roma nel 2015 da Filippo Agostino, Matteo Filippi, Andrea Verdelocco ed Elisabetta Mari, tutti ragazzi classe 1993, e accelerata da Luiss EnLabs, acceleratore d’impresa di LVenture Group nato da una joint venture con l’Università Luiss, 2hire offre soluzioni di gestione della mobilità per i veicoli connessi e non.

Grazie alla piattaforma di 2hire è possibile monitorare, gestire e aggiornare i servizi collegati ai parchi auto dei grandi produttori dell’automotive, così come quelli dei nuovi operatori dello sharing. La piattaforma di 2hire connette già oggi oltre 10mila veicoli in tutto il mondo, dall’Europa al Sud America e conta tra i clienti diverse società leader nel noleggio e nello sharing, e molti altri.

I vantaggi e le soluzioni offerti sono diversi e permettono di portare l’intelligenza del veicolo in cloud consentendo in questo modo l’evoluzione e la personalizzazione dei servizi con grande facilità. Un esempio è la possibilità di utilizzare un veicolo – sia esso a noleggio, in sharing o di proprietà – senza l’utilizzo delle chiavi, ma utilizzando soltanto il proprio smartphone. Inoltre, la connessione dei veicoli consente di semplificare e potenziare la gestione amministrativa, la manutenzione dei veicoli stessi e la sicurezza per gli utilizzatori.

“Il nostro obiettivo”, dice Filippo Agostino, che è anche ceo della startup, “è quello di affermarci come piattaforma leader nei servizi legati ai veicoli connessi e questo nuovo aumento di capitale rappresenta un passaggio fondamentale per espanderci e proseguire nel processo di innovazione di un settore, quello dell’automotive, che si sta trasformando a ritmi elevatissimi.

Capitali che trovano una ragione se si considera che il settore di riferimento in cui si inserisce 2hire è quello del mobility-as-a-service, che secondo le più recenti analisi (Accenture Mobility Report 2018) entro il 2030 avrà un valore stimato in circa 3,4 trilioni di euro a livello globale.

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