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Leader 3 Aprile, 2020 @ 4:27

Il dopo Coronavirus visto dagli imprenditori italiani, parla Alberto Dalmasso

di Piera Anna Franini

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Alberto Dalmasso è uno dei padri di Satispay, applicazione gratuita, scaricabile su telefono, per scambiare denaro o fare acquisti senza carta di credito e debito. Di Cuneo, laurea in Economia, Dalmasso  aveva 29 anni quando con Dario Brignone e Samuele Pinta decideva di mollare tutto per concentrarsi su quell’idea che girava in testa da tempo. Satispay non nasceva nel classico garage della Silicon, ma in una soffitta di Torino “per un anno  e mezzo, il nostro incubatore”.  Nel 2014 arrivava l’investimento di 4 milioni ai quali – nel frattempo – se ne sono aggiunti altri 38. Con 1 milione di utenti, Satispay è fra i leader nazional del mobile payment.
Dalmasso è il secondo protagonista del ciclo di interviste sul tema “Il D.C. (Dopo Coronavirus) visto dai grandi dell’imprenditoria italiana”.

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Serve spostare l’attenzione sul nuovo e su chi ambisce a diventare grande. Questo Paese è troppo impegnato ad accontentare il piccolo e a salvare business vecchi e in difficoltà. È vero che le PMI sono la nostra forza e il nostro motore economico, ma il livello di competizione è troppo elevato per andare avanti così, serve incentivare gli Italiani ad aggregarsi per creare insieme grandi aziende capaci di essere leader globali e in grado di sopportare le crisi. Non ha senso continuare a far nascere piccole realtà familiari, troppo deboli per non farsi spazzare via ogni cinque  anni dall’ultima evoluzione tecnologica o dall’ultima crisi economica.

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L’attenzione è ancora troppo rivolta a investire miliardi salvare le  aziende del passato o aziende  non efficienti. Serve spostare buona parte degli investimenti su realtà innovative che abbiano la possibilità di essere le protagoniste del domani. Ci sono tanti fondi di venture capital finanziati dallo Stato, ma sono troppo conservativi e le aziende che hanno davvero l’ambizione di creare qualcosa di grande finiscono per essere finanziate, e quindi partecipate, da investitori esteri.

Che ripercussioni potrebbe avere il Covid-19 sulla cultura aziendale?

Per quanto ci riguarda, ci stimola ulteriormente ad essere flessibili e attenti alle esigenze personali di tutti i componenti del team. La cultura aziendale in Satispay si basa su tre valori che mai come oggi ci danno la direzione, e sono: do it smart, Be responsible and Believe.

L’impennata del digitale registrata in queste settimane è una boccata d’ossigeno per aziende – come la vostra – che vivono di, per, con il digitale.

Ma attenzione. Devono sapersi adattare rapidamente alle nuove esigenze. Non basta offrire servizi online, bisogna essere completamente proprietari della tecnologia utilizzata, non dipendere da sviluppi di terzi, avere processi digitali e non essere legati ad alcun luogo fisico per svolgere il proprio lavoro in modo eccellente. Chi non è totalmente digitale non solo perderà l’enorme crescita del business “online”, ma farà veramente fatica a gestire il lavoro di tutti i giorni.

L’imprenditore risponde alle crisi rilanciando, trovando nuove soluzioni. Quali sono quelle di Satispay?

Abbiamo lanciato il servizio “Consegna e Ritiro” e “Prenota & Ritira” che consente agli esercenti di  ricevere gli ordini al telefono accettando pagamenti con la nostra app. Pensavamo di arrivare a questa funzionalità entro tre anni, abbiamo accelerato e lo abbiamo fatto in 1 mese.

Per dire che voi siete già in piena rivoluzione…

L’impatto è stato immediato. È calato il numero di pagamenti nei negozi, ma è cresciuto enormemente l’utilizzo dei servizi di ricariche telefoniche, pagamento bollettini e Pubblica Amministrazione. La gran parte degli Italiani eseguiva queste operazioni andando negli uffici pubblici, postali e tabaccherie. Il divieto di uscire ha fatto scoprire soluzioni che sicuramente diventeranno nuove abitudini anche quando l’emergenza sarà rientrata. E data la consapevolezza che il passaggio di denaro fisico è causa di contagio, gli strumenti elettronici si diffonderanno ancor di più, soprattutto Satispay che non richiede nemmeno di appoggiare la propria carta o il proprio telefono al POS.

Vige lo slogan “Andrà tutto bene”. Aggiungiamo un “se”…

Se ognuno farà la propria parte nel rispettare le regole, evitare le polemiche e inventarsi le soluzioni per ripartire più forti di prima.

 

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