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Leader 10 Aprile, 2020 @ 10:00

L’incredibile storia del fondatore di Zoom

di Francesco Nasato

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Eric Yuan ha fondato Zoom e secondo Forbes ha un patrimonio netto di (Photo by Kena Betancur/Getty Images)

Il Coronavirus ha cambiato e stravolto molte abitudini quotidiane ormai considerate acquisite e cristallizzate nella loro ripetitività. L’emergenza sanitaria in corso ha anche obbligato molte persone a familiarizzare all’improvviso con strumenti come le videochiamate sicuramente diffusi, ma non considerati “popolari”. Tra le piattaforme che più si sono fatte notare in questo settore, anche in Italia, c’è sicuramente Zoom. Prima nel bene, perché largamente utilizzata per motivi di lavoro o di svago, poi nel male viste le falle legate alla sicurezza e alla privacy dei suoi utenti emerse in questi giorni. A metterci la faccia, in ogni circostanza, è stato il fondatore di Zoom, Eric Yuan, come raccontato da Forbes entrato tra le 178 persone diventate miliardarie nel corso dell’ultimo anno.

La storia di Eric inizia però molto lontano da miliardi e tecnologie a disposizione di milioni di persone in tutto il mondo. Figlio di ingegneri minerari, nasce nella provincia dello Shandong, parte orientale della Cina che di fronte a sé ha la penisola che comprende le due Coree e sopra e sotto le megalopoli Pechino e Shanghai. Come racconta un articolo di Forbes.com del 2019, già da ragazzino Eric si fa notare per la sua voglia di sperimentare, anche se i risultati sono rivedibili: in quarta elementare, per esempio, inizia a raccogliere scarti di costruzione per rivendere il rame contenuto al loro interno. Per sbarazzarsi degli avanzi di questa ulteriore selezione, Eric sceglie di bruciarli all’interno di un pollaio dietro casa del vicino, con il risultato di costringere i pompieri a intervenire per domare l’incendio provocato. Disapprovazione dei genitori a parte, non per questo Eric perde la voglia di guardare avanti e provare a immaginare soluzioni innovative per il futuro. Alla Shandong University of Science & Technology studia matematica applicata e informatica, prima di sposarsi a 22 anni mentre sta frequentando un master.

Sono proprio gli anni dell’università e del fidanzamento con quella che sarà poi sua moglie a dare a Eric la scintilla per immaginare Zoom, come racconta lui stesso in un’intervista apparsa su medium.com nel 2017: “Ho immaginato per la prima volta Zoom quando ero una matricola universitaria in Cina e dovevo fare un viaggio di dieci ore in treno per vedere la mia ragazza. Detestavo quei viaggi e immaginavo altri modi in cui avrei potuto parlare con lei senza essere per forza costretto a quel genere di spostamenti”. Terminato il master Eric avvia una prima attività imprenditoriale a Pechino, una piccola startup di software come ricorda un articolo del 2019 apparso sul sito della CNBC. Già negli anni ’90 sono però gli Stati Uniti, in particolare la Silicon Valley, la destinazione che bisogna in qualche modo raggiungere se si vuole davvero provare a fare qualcosa con internet, ancora agli inizi del suo sviluppo. Eric sembra avere bene in testa questo concetto, così inoltra la propria richiesta per ottenere un visto d’ingresso negli States, ma per ben otto volte nel giro di due anni la risposta per lui è negativa.

La nona è quella buona e così, come riporta sempre la CNBC, nel 1997 Eric ottiene il via libera per arrivare in America grazie a un impiego come ingegnere presso WebEx, società nata da un paio di anni che aveva come obiettivo la realizzazione di un sistema per avere riunioni online. L’inglese di Eric era per ovvie ragioni traballante, incrollabile invece la sua volontà di mettere tutto se stesso in questa nuova avventura. “Per i primi anni scrissi solo codici ed ero estremamente impegnato”, spiega il fondatore di Zoom ancora alla CNBC. Come ricorda invece Forbes.com l’impegno di Eric e dei suoi colleghi non è però vano: nel 2007 infatti WebEx viene acquistata da Cisco per 3,2 miliardi di dollari ed Eric viene scelto per guidare il gruppo di ingegneri che fanno parte di WebEx. Un traguardo importante e prestigioso. Già nel 2010 però qualcosa non torna ad Eric che non fa mistero della sua insoddisfazione e delle sue perplessità. Il servizio offerto da Cisco/WebEx, secondo lui, non è all’altezza. Ogni volta infatti che gli utenti accedono a una conferenza i sistemi dell’azienda identificano quale versione del prodotto (iPhone, Android, PC o Mac) eseguire, con conseguente rallentamento del programma. In più troppe persone connesse portano ad audio e video instabili, senza dimenticare che il servizio non offre funzionalità come la condivisione dello schermo per dispositivi mobili.

Così nel 2011, ricostruisce sempre Forbes.com, Eric Yuan lascia Cisco dopo un anno passato a provare a convincere i propri capi della necessità di migliorare la piattaforma. Una scelta non semplice, considerando lo stipendio e la responsabilità di gestire qualcosa come 800 persone. La moglie non manca di sollevare qualche dubbio, a cui però Eric risponde così: “So che ora diventa un viaggio lungo e molto difficile, ma se non ci provo, so che me ne pentirò”. Il viaggio appena iniziato ha come destinazione finale Zoom che viene fondata nell’estate del 2011, anche se, come sottolinea CNCB, per i primi due anni la società era di fatto solo un piccolo team composto da altri ingegneri fuoriusciti come Eric da Cisco. Nonostante un settore già occupato da nomi come Skype o Google Hangouts, Zoom riesce a farsi largo riunendo in un’unica piattaforma le principali caratteristiche dei concorrenti sul mercato, riuscendo poi a chiudere nel 2016, tra le altre cose, un accordo triennale di sponsorizzazione con i Golden State Warriors, in quel momento la miglior squadra di tutta la NBA.

Marzo 2019 è il momento della quotazione al Nasdaq, l’inizio del 2020 è segnato dall’esplosione di popolarità, prima di critiche tanto feroci, quanto giustificate. Lo stesso fondatore si è scusato personalmente attraverso un video apparso su Youtube: “Abbiamo chiaramente molto lavoro da fare per garantire la sicurezza. Posso promettere che prendiamo queste questioni molto, molto sul serio. Stiamo esaminando ognuna di esse. Se troveremo un problema, lo risolveremo”, le sue parole riportate dall’ANSA. A ripercorrere la sua storia difficile non concedere un minimo di credito a Eric e alla sua creatura, immaginata per la prima volta su un treno che percorreva in lungo e in largo la Cina per portare uno studente universitario dalla sua fidanzata.

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