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Lifestyle 8 Maggio, 2020 @ 10:05

La storia di Gusto17, il gelato personalizzato che ha conquistato brand della moda e chef

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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Gusto17, gelato artigianale personalizzato
(Courtesy Gusto17)

Reinventare l’essenza di un prodotto, tornando alle origini e aggiungendo la possibilità di personalizzarlo. E’ la ricetta che ha consentito a Gusto17, realtà di eccellenza nel mondo del gelato artigianale, di crescere attraverso una strategia che integra ai punti vendita di proprietà (due a Milano) la presenza all’interno di location di prestigio come La Rinascente, a Milano, in P.za Duomo e all’interno di Vòce Aimo e Nadia in Piazza della Scala.

Il progetto, destinato ad ampliarsi ulteriormente, nasce dall’intuizione di Stefania Urso, Rossella De Vita e Vincenzo Fiorillo, provenienti da esperienze diverse, dal Marketing alla Finanza, che insieme sono partiti dall’idea di realizzare un prodotto di assoluta qualità, accompagnato da un’offerta unica e un format modulabile in chiave di differenziazione e diversificazione.

(Courtesy Gusto17)

Attenzione dunque agli ingredienti, ma con una formula nuova. “Abbiamo solo 16 gusti e il Gusto 17 è quello creato dalle persone – il gusto dei desideri – che viene proposto e condiviso dai clienti sui social o direttamente in store.  Ogni settimana ne selezioniamo uno che prenderà il nome della persona che lo ha creato. In questo modo artigianalità e personalizzazione trovano la loro simbiosi perfetta e per Gusto 17 è l’occasione di confermare che il gelato è frutto di una creazione autentica ed artigianale e che rifugge da tutto ciò che è preparato e artificiale”, spiega Vincenzo Fiorillo. Così è anche accaduto che brand della moda si siano rivolti a noi per creare insieme il proprio gusto ispirato ai colori e ai tratti iconici del marchio. Una peculiarità assoluta che anticipa un’ulteriore accelerazione sul fronte del coinvolgimento dei clienti, con la creazione di un menu social. Gusto17 ha così ribaltato il paradigma di un settore, quello del food, in cui si associa sempre più un prodotto a una persona, tipicamente uno chef o il creatore di una ricetta, ridando centralità al cliente.

“Non abbiamo modelli, abbiamo creato il nostro modello”, racconta Stefania Urso, “anche il format del punto vendita è ‘easy-to-go’ grazie ad un bancone direttamente su strada che permette l’interazione immediata con i clienti; anche  la scelta sin dall’inizio di puntare su locali con metrature piccole si è rivelata vincente: tutti guardavano con scetticismo quella che per noi era una vision, ossia la sfida di creare – in 17 metri quadrati – gelaterie complete di laboratorio artigianale. Le dimensioni ridotte, oltre a garantire costi fissi più bassi, ci permettono di reinvestire in qualità del prodotto avendo personale impiegato ina produzione continua del gelato, tutti i giorni per tutto il giorno.

(Courtesy Gusto17)

Così al punto vendita in via Savona 17 si è dapprima affiancato quello in via Luigi Cagnola 10 (zona Arco della Pace). Due zone scelte non a caso, ci racconta Rossella De Vita. “E una nicchia smart market: per poter essere apprezzati era fondamentale posizionarsi in location in cui c’era un’alta domanda e un buco di offerta di qualità; non aree qualsiasi ma luoghi in linea con il nostro brand – in termini di target, di abitudini di consumo e di stili di vita. Volevamo e vogliamo essere quella eccellenza che devi scoprire.”. Ma naturalmente Gusto17 lavora anche in partnership con le società di delivery dove pare che in questo periodo di lockdown sia esplosa la richiesta di inviare del gelato come regalo.

Eccellenza, personalizzazione e diversificazione che hanno portato Gusto 17, come detto, dai due negozi di proprietà, fino da Vòce Aimo e Nadia e in Rinascente Milano in cui abbiamo ampliato la nostra offerta, diversificando con la pasticceria gelato”. Una diversificazione che ci ha permesso di entrare negli uffici, nel mondo delle feste private e del catering, anche grazie ad un carrettino gelato rivisto in chiave moderna: un’idea di importanza concreta ora che, nella cosiddetta Fase 2, sarà più fondamentale che mai essere vicini anche fisicamente ai clienti.

 

 

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