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Business 18 Maggio, 2020 @ 9:00

La storia del professore di Harvard diventato miliardario con il Coronavirus

di Forbes.it

Staff

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Timothy Springer, a destra, in una foto tratta dal suo account Twitter

Articolo di Giacomo Tognini apparso su Forbes.com

Il professore di biologia di Harvard e imprenditore seriale Timothy Springer ha visto la promessa in una nascente azienda di biotecnologie un decennio fa investendovi quando era agli albori. Ora, principalmente a seguito di quella scommessa – su una società di Cambridge (Massachusetts) chiamata Moderna – è diventato miliardario.

Le azioni di Moderna, che ha attualmente in fase di sperimentazione clinica sull’uomo un vaccino per Covid-19, sono salite di oltre il 12% questa settimana, in controtendenza rispetto al calo complessivo del mercato azionario. Questa ascesa prepotente ha trasformato Springer in un miliardario:  Forbes  stima che ora il suo patrimonio valga $ 1 miliardo sulla base della sua quota del 3,5% in Moderna e delle sue partecipazioni in altre tre piccole società biotech.

“La mia filosofia è di investire in ciò che si conosce, e io sono uno scienziato nel cuore. Adoro scoprire cose”, ha detto Springer, 72 anni, a  Forbes . “Molti scienziati danno vita ad aziende ma pochi hanno successo. Sono un investitore attivo e anche uno scienziato molto rigoroso, ed è per questo che ho una buona media di risultati positivi”.

Martedì Moderna ha annunciato che la Food and Drug Administration americana ha concesso il percorso di approvazione rapido per il suo possibile vaccino contro Covid-19, dando una spinta allo sforzo dell’azienda di sviluppare il primo vaccino per la malattia. Moderna è stata la prima azienda a iniziare le sperimentazioni sull’uomo del suo vaccino, il 16 marzo a Seattle, e le azioni della società sono quasi triplicate di valore da quando l’OMS ha dichiarato Covid-19 una pandemia lo scorso 11 marzo. La crescita vertiginosa aveva già di Moderna aveva già portato alla nascita di un nuovo miliardario: il ceo della società, Stéphane Bancel, che ora è accreditato di un patrimonio di circa 2,1 miliardi di dollari.

Oltre a essere emerso come investitore biotecnologico miliardario, Springer è professore di chimica biologica e farmacologia molecolare presso la Harvard Medical School, dove ha iniziato a insegnare nel 1977 e attualmente fa da tutor agli studenti post-dottorato nel suo laboratorio. Nella sua ricerca come immunologo ad Harvard, Springer ha scoperto molecole associate alla funzione linfocitaria, che hanno portato allo sviluppo di diversi farmaci basati su anticorpi approvati dalla FDA. La sua prima incursione nell’imprenditoria è avvenuta nel 1993 quando ha fondato il LeukoSite, azienda biotecnologica, che ha quotato in Borsa nel 1998 e che ha vendutoa alla Millennium Pharmaceuticals un anno dopo con un accordo del valore di 635 milioni di dollari; Springer ne ha ricavato circa $ 100 milioni in azioni Millennium.

Springer è stato uno degli investitori iniziali in Moderna nel 2010, quando ha investito nell’azienda circa 5 milioni di dollari. Ora, un decennio dopo, quell’investimento iniziale vale quasi $ 870 milioni. Ma molto prima che il Covid-19 emergesse sulla scena, Springer stava già pensando a come la rivoluzionaria tecnologia mRNA della società potesse aiutare nello sviluppo di vaccini.

“Molto presto ci siamo resi conto che poteva essere utilizzato per rispondere alla pandemia”, afferma Springer. “Ecco perché abbiamo investito nel fare test su uomini affetti da diverse forme di influenza, quelle forme che normalmente non appaiono durante le epidemie ma che potrebbero emergere e dare il via a una nuova pandemia. Eravamo consapevoli di questo tipo di scenario da sempre. ”

Sebbene Moderna possa essere considerata la scommessa di più alto profilo di Springer, lo scienziato è anche un investitore di spicco in tre piccole startup biotecnologiche quotate in Borsa: Selecta Biosciences, Scholar Rock e Morphic Therapeutic. Nei casi di Scholar Rock e Morphic, Springer è anche uno dei fondatori, avendo contribuito a creare le aziende partendo dalla ricerca scientifica svolta ad Harvard.

Imperturbabile di fronte alla sua nuova ricchezza, Springer va ancora ogni giorno al lavoro in bicicletta a Cambridge, nel Massachusetts, dove conduce ricerche nel suo laboratorio. Il suo unico lusso, dice Springer, è la sua casa. “Mi piace fare giardinaggio e collezionare pietre … Non ho bisogno di soldi. Ho uno stile di vita accademico.”

Springer sta anche usando la sua fortuna economica a favore della comunità scientifica: nel 2017 ha donato 10 milioni di dollari per creare l’ Institute for Protein Innovation, un’organizzazione no profit indipendente dedicata alla ricerca sulle proteine e ad aiutare gli imprenditori del settore delle biotecnologie a realizzare le loro idee.

“Mi piace investire attivamente, ma mi piace anche molto la filantropia attiva”, afferma Springer. “La mia motivazione alla base [dell’Istituto] non è solo quella di aiutare a sviluppare nuovi anticorpi affidabili che gli scienziati di tutto il mondo possono utilizzare per la scoperta biologica, ma anche quella di contribuire a sviluppare una nuova tecnologia che permetterà di fare molte più scoperte. È il tipo di scienza che altrimenti è difficile fare in ambito accademico. ”

Il professore di Harvard non è l’unico membro del club dei miliardari la cui ricchezza ha ricevuto impulso dalla battaglia contro Covid-19. Le fortune di alcuni miliardari della sanità sono cresciute di miliardi di dollari da quando l’OMS ha dichiarato la pandemia globale lo scorso 11 marzo. Il rally di Borsa della biotecnologia potrebbe continuare ad accelerare dato che il mondo attende con impazienza nuovi sviluppi nella lotta contro Covid-19.

Da parte sua, Springer è ottimista circa il fatto che il settore delle biotecnologie proseguirà la sua rapida crescita anche dopo che la pandemia sarà scomparsa. “Prima eravamo accusati di creare farmaci troppo cari … ma ora tutti sono abbastanza consapevoli che la biotecnologia verrà in soccorso di tutti”, afferma Springer. “La biotecnologia costituisce una grande promessa per la realizzazione di nuovi farmaci e la fiducia in essa è giustificata”.

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