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Leader 3 Giugno, 2020 @ 3:19

Chi sono i 50 eroi dell’emergenza Coronavirus premiati da Mattarella

di Forbes.it

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto insignire dellonorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli,  professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante lemergenza del coronavirus. “I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, vogliono simbolicamente rappresentare limpegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali”, si legge in una nota del Quirinale

Ecco i nomi e le storie dei 50 eroi italiani dell’emergenza Coronavirus:

Annalisa Malara e Laura Ricevuti, rispettivamente, anestesista di Lodi e medico del reparto medicina di Codogno, sono le prime ad aver curato il paziente 1 italiano.

Maurizio Cecconi, professore di anestesia e cure intensive allUniversità  Humanitas di Milano,  è stato definito da Jama (il giornale dei medici americani) uno dei tre eroi mondiali della pandemia.

Mariateresa Gallea, Paolo Simonato, Luca Sostini sono i tre medici di famiglia di Padova che volontariamente si sono recati in piena zona rossa per sostituire i colleghi di Vo’ Euganeo messi in quarantena.

Don Fabio Stevenazzi del direttivo della Comunità pastorale San Cristoforo di Gallarate (VA) è tornato a fare il medico presso lOspedale di Busto Arsizio.

Fabiano Di Marco, primario di pneumologia allOspedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha raccontato la tragica situazione della città e dellospedale.

Monica Bettoni, ex senatrice e Sottosegretaria alla Sanità, medico in pensione, ha deciso di tornare in corsia a Parma.

Elena Pagliarini è linfermiera di Cremona ritratta nella foto diventata simbolo dellemergenza coronavirus. Positiva, è guarita.

Marina Vanzetta, operatrice del 118 di Verona, ha soccorso una anziana donna e le è stata accanto  fino alla morte.

Giovanni Moresi,  autista soccorritore di Piacenza Soccorso 118, ha offerto una  testimonianza del ruolo degli autisti soccorritori del 118.

Beniamino Laterza, impiegato presso lIstituto di vigilanza Vis Spa” e presta servizio nellospedale Moscati di Taranto, presidio Covid.

Del team presso l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma – struttura di eccellenza della sanità pubblica fanno parte:

Maria Rosaria Capobianchi, a capo del team che ha contribuito a isolare il virus

Concetta Castillettiresponsabile della Unità dei virus emergenti.

Francesca ColavitaFabrizio Carletti, Antonino Di Caro, Lucia Bordi, Eleonora Lalle, Daniele Lapa, Giulia Matusalibiologi

Nel team di ricerca dellospedale Sacco e dell’Università degli Studi di Milano, poli di eccellenza nellambito del sistema sanitario e di ricerca nazionale:

Claudia Balotta a capo del team, ora in pensione. Nel 2003 aveva isolato il virus della Sars.

Gianguglielmo Zehender,  professore associato.

Arianna Gabrieli, Annalisa Bergna, Alessia Lai, Maciej Stanislaw Tarkowski ricercatori


Ettore Cannabona, 
Comandante della Stazione dei Carabinieri di Altavilla Milicia (Palermo), ha devoluto in beneficenza lintero stipendio mensile.

Bruno Crosato in rappresentanza degli Alpini della Protezione civile del Veneto  che hanno ripristinato in tempi record 5 ospedali dismessi della regione.

Mata Maxime Esuite Mbandàgiocatore per il Zebra Rugby Club e per la nazionale italiana,  volontario sulle ambulanze per lAssociazione Seirs Croce Gialla di Parma.

Marco Buono e Yvette Batantu Yanzege  della Croce Rossa Riccione hanno risposto allappello della Lombardia che chiedeva aiuto a medici e personale con ambulanze.

Renato Favero e Cristian Fracassiil medico che ha avuto lidea di adattare una maschera da snorkeling a scopi sanitari e lingegnere che lha realizzata.

Concetta DIsantoaddetta alle pulizie in un ospedale milanese. Fa parte di quella schiera di lavoratori che ha permesso alle strutture sanitarie di andare avanti nel corso dellemergenza.

Giuseppe Maestri, farmacista a Codogno, ogni giorno ha percorso cento km per recarsi in piena zona rossa.

Rosa Maria Lucchetti, cassiera allIpercoop Mirafiore di Pesaro, ha lasciato una  lettera agli operatori 118  donando loro anche tre tessere prepagate di 250 euro.

Ambrogio Iaconodocente presso listituto professionale alberghiero Talete di Ischia. Positivo,  ricoverato al Rizzoli di Lacco Ameno, ha continuato a insegnare a distanza nei giorni di degenza.

Daniela Lo Verde, preside dellistituto Giovanni Falcone” del quartiere Zen di Palermo, ha lanciato una campagna di raccolta fondi per regalare la spesa alimentare ad alcune famiglie in difficoltà.  Suo lappello  per recuperare pc e tablet per consentire ai suoi allievi di seguire le lezioni a distanza.

Cristina Avancini, linsegnante di Vicenza che nonostante il contratto scaduto non ha interrotto le video-lezioni con i suoi studenti.

Alessandro Santoianni e Francesca Leschiutta, direttore della casa di riposo della Parrocchia di San Vito al Tagliamento (PN) e coordinatrice infermieristica che,  insieme agli altri dipendenti, sono rimasti a vivere nella struttura per proteggere gli anziani ospiti.  

Piero Terragni, imprenditore di Bellusco (Monza e Brianza), in seguito alla morte di un dipendente, Erminio Misani, che lasciava la moglie e tre figli, ha assunto la moglie Michela Arlati.

Riccardo Emanuele Tiritiello, studente dellistituto Paolo Frisi di Milano. Con il padre e il nonno hanno cucinato gratuitamente per i medici e gli infermieri dellospedale Sacco.

Francesco Pepe, quando ha dovuto chiudere il suo ristorante a Caiazzo di Caserta ha preparato pizze e biscotti per i poveri e gli anziani in difficoltà, organizzando una raccolta fondi per lospedale di Caserta.

Irene Coppola ha realizzato, a sue spese, migliaia di mascherine. Ha aiutato una associazione per sordi inventando una mascherina trasparente per leggere il labiale.

Alessandro Bellantoni  con il proprio taxi  ha fatto una corsa gratis di 1.300 km per portare da Vibo Valentia  allospedale Bambin Gesù di Roma una bambina di tre anni  per un controllo oncologico.

Mahmoud Lufti Ghuniem, in Italia dal 2012, fa il rider. Si è presentato alla Croce Rossa di Torino con uno stock di mille mascherine acquistate di tasca sua.

Daniele La Spina in rappresentanza dei giovani di Grugliasco al servizio della città di Torino che hanno portato prodotti di prima necessità a chi ne ha bisogno, in particolare agli anziani soli.  

Giacomo Pigni, volontario dellAuser Ticino-Olona ha coinvolto una ventina di  studenti che hanno iniziato a fare chiamate di ascolto per dare compagnia alle persone sole.

Pietro Floreno, malato da oltre dieci anni di Sla ha comunicato di voler mettere a disposizione della Asl, per i malati di coronavirus, il suo ventilatore polmonare di riserva.

Maurizio Magli, in rappresentanza dei 30 operai della Tenaris di Dalmine che, quando è arrivata la commessa per la produzione di 5mila bombole nel minor tempo possibile, hanno volontariamente continuato a lavorare.

Greta Stella, fotografa professionista, volontaria presso la Croce Rossa di Loano (Savona), ha realizzato un racconto fotografico dellattività quotidiana dei volontari.

Giorgia Depaoli, cooperante internazionale e si dedica in particolare alla difesa dei diritti delle donne. Ha subito dato la sua disponibilità alla piattaforma Trento si aiuta” .

Carlo Olmo, ha contribuito nel rifornire gratuitamente Comuni e strutture sanitarie del Piemonte di mascherine, guanti, camici.

Maria Sara Feliciangelifondatrice dellAssociazione Angeli in Moto, insieme ai suoi amici motociclisti si è impegnata per consegnare i farmaci a domicilio alle persone con sclerosi multipla.

Lifestyle 2 Giugno, 2020 @ 7:18

Le 10 spiagge europee più sicure per quest’estate secondo European Best Destinations

di Forbes.it

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Spiaggi di Meia Praia - Lagos in Algarve, Portogallo
Spiaggi di Meia Praia – Lagos in Algarve, Portogallo (shutterstock.com)

Ci siamo quasi, da domani 3 giugno gli italiani saranno finalmente liberi di muoversi da regione a regione e anche in Europa, più o meno. Eh sì, perché se per la maggior parte degli Stati membri dell’Ue saremo sin da subito i benvenuti, c’è da rilevare qualche eccezione, la più eclatante, non fosse altro per i rapporti che legano i nostri Paesi, quella della Grecia. Stando all’ultimo aggiornamento apparso sul sito dell’Ambasciata, la Grecia riprenderà i collegamenti aerei indistintamente per e da tutti gli aeroporti d’Italia senza alcuna restrizione, ovvero senza obbligo test e quarantena per i passeggeri provenienti da Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, solo dal 1° di luglio.

Al netto dunque delle limitazioni presenti all’ingresso di alcuni Paesi, European Best Destinations, il sito specializzato che da più di dieci anni raccoglie le indicazioni di oltre 300 uffici turistici europei oltre che di milioni di utenti, ha suggerito le 10 spiagge europee più sicure dove trascorrere le vacanze estive.

Spiagge a prova di Covid-19: dove andare in vacanza sicuri in Europa

Diversi i parametri presi in considerazione da European Best Destinations per individuare le migliori spiagge europee dove andare in vacanza in sicurezza, fattori che spiegano perché tra le 10 destinazioni non ve ne sia nemmeno una sul territorio italiano:

  • un basso numero di persone infettate dal coronavirus (da 10 a 600 volte meno casi di Covid-19);
  • la dimensione delle spiagge;
  • il numero di metri quadrati disponibili per ogni persona sulla spiaggia;
  • l’ampia offerta di ville private, appartamenti turistici, hotel di piccole o medie dimensioni con una specifica carta sanitaria e servizi per i viaggiatori, come il servizio di pulizia e disinfezione delle camere dopo ogni soggiorno e il rispetto delle distanze sociali;
  • la vicinanza a ospedali che non sono mai stati sovraffollati durante la crisi con una media di letti ospedalieri per abitante superiore alla media europea.

 

Ecco dunque le 10 spiagge consigliate dove potersi rilassare “distanti” dal virus

Preveza, Grecia

La Grecia è stata effettivamente uno dei paesi europei meno colpiti dal coronavirus (fino a 50 volte meno rispetto a qualsiasi altro paese europeo). Il Paese ha già adottato molte misure di sicurezza e salute per garantire ai viaggiatori una vacanza sicura, ad esempio: i filtri dei condizionatori d’aria vengono cambiati dopo ogni soggiorno e una distanza di 4 metri è obbligatoria tra ogni ombrellone. Una spiaggia della Grecia che offre garanzie di sicurezza in un contesto ricco di fascino è Preveza.

La spiaggia di Monolithi, la spiaggia principale di Preveza, è lunga 22 km e larga fino a 80 metri. Questa spiaggia è la più lunga d’Europa; con le sue centinaia di migliaia di metri quadrati (+ 1.500.000 m²) non non sarà necessario affannarsi per trovare un bel posto per mettersi sotto l’ombrellone e trascorrere rilassanti giornate al mare. La spiaggia di Monolithi non è l’unica a Preveza, ovviamente ce ne sono anche molte altre.

Preveza è ricca di fascino e priva di grandi resort. La sistemazione turistica è a misura d’uomo (ville, appartamenti, hotel per famiglie).

Numerose misure di sicurezza per la salute in alloggi, negozi e ristoranti sono già state adottate dalle autorità di Preveza. Inoltre la località è vicina a tre ospedali e a 10 minuti dall’aeroporto.

Comporta – Alentejo, Portogallo

A volte si può stare per ore su questa spiaggia lunga ben 20 km e non imbattersi in nessuno. Fino a poco tempo fa, Madonna dominava il suo cavallo su questa spiaggia la domenica mattina. Non avrebbe dovuto lasciare Comporta perché l’Alentejo è una delle regioni meno colpite dal Coronavirus in Europa (fino a 600 volte meno casi di Coronavirus nell’Alentejo rispetto a qualsiasi altra regione d’Europa).

Il Portogallo ha centinaia di chilometri di magnifiche spiagge, perfette per una vacanza in famiglia. La spiaggia di Comporta si trova a pochi chilometri da Lisbona, una delle capitali più belle d’Europa.

Comporta non è mai sovraffollata nemmeno a luglio o agosto e offre appartamenti turistici, ville private e hotel di piccole dimensioni. C’è sempre molto spazio per un ombrellone e un telo da mare.

Buono a sapersi: il Portogallo ha implementato etichette “Safe and Clean” voluta dall’Ente del Turismo del Portogallo per garantire una sistemazione che soddisfi tutte le misure sanitarie.

Penisola di Hel, Polonia

La Polonia è uno dei paesi europei meno colpiti dal Coronavirus, insieme a Portogallo e Grecia. Ci sono stati fino a 20 volte meno casi che nei paesi più colpiti dell’Europa occidentale. Qui gli ospedali non sono mai stati sovraccaricati e la Polonia ha più letti ospedalieri per residente di molti paesi europei come i Paesi Bassi o la Svizzera.

Dopo un volo per Danzica, European Best Destinations consiglia di prendere l’auto a noleggio per la Penisola di Hel che, nonostante il suo nome, è un paradiso in terra.

Questa enorme striscia di sabbia (lunga 35 km, larga 30 metri fino a 3 km), offre ai viaggiatori milioni di metri quadrati. Per chi ama andare in bicicletta, Hel è il luogo perfetto per organizzare delle affascinanti escursioni alla scoperta delle bellezze naturali del luogo.

Spiaggia di Porto Santo – Isole Madeira, Portogallo

Quest’estate il Portogallo è considerato una delle destinazioni più sicure: alcune regioni come le Azzorre, l’Alentejo e l’Algarve sono state relativamente risparmiate dal Covid rispetto al resto d’Europa. Madeira è anche la regione meno colpita del Portogallo.

Madeira è un arcipelago composto da diverse isole. C’è Madeira, l’isola principale, ma anche altre piccole isole come Porto Santo. (5.500 abitanti), una destinazione perfetta per rilassarsi nella natura dopo mesi di isolamento.

Le spiagge di sabbia dorata di Porto Santo sono famose in tutto il mondo: oltre ad essere perfette per il dolce far niente, sono famose per le virtù terapeutiche della sua sabbia. La spa di Porto Santo alterna infatti trattamenti con acqua di mare e trattamenti con sabbia calda (psammoterapia).

Spiaggia di Halikounas – Corfù, Grecia

La Grecia è spesso citata come una delle destinazioni più sicure in Europa per il Coronavirus, questo grazie anche ad alcune misure specifiche che sono state prontamente prese per combattere la diffusione del virus come: l’allontanamento sociale sulle spiagge, la disinfezione delle camere, i filtri di ricambio del condizionatore d’aria nelle camere dopo ogni soggiorno, la misurazione della temperatura all’arrivo in aeroporto, la disponibilità di mascherine e numerosi letti ospedalieri (la Grecia ha più stanze ospedaliere pro capite che Irlanda o Regno Unito).

Benedetta dagli dei, Corfù è una delle isole greche più verdi, con flora e fauna eccezionali.  A soli 40 minuti in auto dall’aeroporto di Corfù, si trova una delle spiagge più belle e grandi di quest’isola da sogno, la spiaggia di Halikounas dove i più impavidi possono concedersi anche un giro in parapendio e sorvolare questa stretta e lunga spiaggia di sabbia dorata.

Spiaggia di Ghajn Tuffieha – Riviera Bay Beach, Malta

Il numero di casi di coronavirus a Malta è stato 55 volte inferiore rispetto ai Paesi europei più colpiti. Malta ha più letti ospedalieri per residente di Finlandia, Irlanda o Regno Unito. Poiché l’epidemia è stata molto limitata a Malta, gli ospedali non sono mai stati sovraffollati e saranno in grado di accogliere i viaggiatori, se necessario.

Sapendo questo, che dire di immergersi nelle acque turchesi del Mediterraneo e scoprire i tesori e le ricchezze di una delle destinazioni più belle d’Europa? Si può scegliere la Riviera Bay o una delle tante altre spiagge di Malta. Per chi volesse davvero allontanarsi dalla folla questa estate, l’alternativa è quella di prenotare il proprio soggiorno a Gozo: l’isola più piccola dell’arcipelago maltese è ideale per gli amanti della natura, per gli escursionisti o i gli appassionati di subacquea.

Spiaggia di Meia Praia – Lagos in Algarve, Portogallo

L’ Algarve è una delle regioni meno colpite dal Coronavirus in Europa e Lagos è una delle città meno colpite dell’Algarve. Con un numero di casi 40 volte inferiore rispetto alle regioni europee più colpite, l’Algarve è una meta ambita dai viaggiatori che cercano destinazioni sicure dove andare in vacanza questa estate.

Lagos ha un bellissimo centro storico con negozi tradizionali, bar e caffè alla moda, un mercato di frutta e pesce e alcune magnifiche spiagge. Anche se “Meia” significa “Medio” in portoghese, Meia Praia è la spiaggia più grande di Lagos.

Una spiaggia di quasi 5 km di sabbia dorata dove anche in alta stagione non sarà difficile trovare alcuni metri quadrati di sabbia fine e dorata dove potersi rilassare a distanze di sicurezza.

Spiaggia di Jurmala – Lettonia

La Lettonia è stata 60 volte meno colpita dal coronavirus rispetto ai Paesi europei più colpiti e si colloca tra quelli con il numero di letti ospedalieri pro capite più alto a disposizione.

La spiaggia di Jurmala è una destinazione etichettata “Eden”. Questo riconoscimento viene assegnato dalla Commissione europea per premiare le migliori destinazioni turistiche sostenibili in Europa. La rete Eden ora include oltre 90 destinazioni turistiche sostenibili.

33 km di sabbia fine e pura caratterizzano una delle migliori destinazioni per il benessere sostenibile in Europa. Sia che si scelga di soggiornare in una delle tante ville in legno in stile art nouveau sia che si prenoti un alloggio in hotel con spa, trattamenti, massaggi, soggiornare a  Jurmala sarà indimenticabile.

Oltre all’aria di mare (100 volte meno carica di germi rispetto a qualsiasi centro città), una dolce fragranza di pini aleggia nell’aria di Jurmala. La combinazione delle due fragranze è anche benefica per le persone, specialmente per quelle con problemi respiratori.

Spiaggia di Nida – Lituania

Con 40 volte meno casi di coronavirus rispetto ai Paesi europei più colpiti, la Lituania è una terra tutta da scoprire. Nella media alta del numero di letti d’ospedale per abitante (solo la Germania e l’Austria fanno meglio in Europa), gli ospedali lituani non sono mai stati sopraffatti durante questa crisi sanitaria e possono ospitare, se necessario, i viaggiatori con problemi di salute.

Per chi desidera sconnettersi dal mondo per entrare in sintonia con la natura in modo diretto, la spiaggia di Nida è la scelta giusta dove trascorre le vacanze.  A 1 ora di auto da Klaipéda (4 ore dalla capitale Vilnius), Nida offre più di 100 km di sabbia fine in un contesto paradisiaco, quasi tagliato dal resto del mondo tra le dune e il mare.

Questa località balneare è situata sull’Istmo di Curlandia. Da non perdere la scalata fino alla duna di Parnidi, la seconda duna più alta d’Europa (seconda dopo la duna di Pyla situata in Aquitania / Francia).

In estate, l’odore dei pini si mescola al dolce profumo iodato del mare. È possibile noleggiare biciclette in loco: c’è una grande pista ciclabile che corre quasi lungo tutto l’istmo. Si può anche praticare sport acquatici (kitesurf, windsurf, etc.).

Spiaggia di Binz – Isola di Rügen, Germania

Se la Germania è stata 10 volte meno colpita dal coronavirus rispetto ad alcuni Paesi europei il Land del Meclemburgo-Pomerania Occidentale è stato particolarmente preservato con 80 volte meno casi di coronavirus rispetto ai Paesi più colpiti.

Con una sublime spiaggia di 5 km, tra le più belle e lunghe della Germania, l’isola di Rügen è una destinazione perfetta per gli amanti della natura. Binz è uno dei resort più conosciuti di quest’isola ma è possibile prenotare a Sellin o Göhren o in qualsiasi altra parte dell’isola, senza rimanere delusi.

Lifestyle 31 Maggio, 2020 @ 9:24

Viaggiare in aereo nel post Covid-19: regole e accorgimenti delle compagnie aeree

di Forbes.it

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(Shutterstock)

Nulla sarà come prima, almeno sino a quando il virus non scomparirà o, quanto meno, un vaccino sarà in grado di tenerlo alla larga da noi. Così, ogni settore dell’economia, districandosi tra decreti e facendo affidamento sul buonsenso, mette a punto le proprie strategie per rientrare in pista, in primis i settori che riguardano la mobilità. Complici le vacanze estive alle porte, una domanda più di altre spinge per avere una risposta: come si viaggerà nell’era del post Covid-19?

Come viaggi in aereo al tempo del coronavirus

Se banalmente si potrebbe richiedere un ennesimo sforzo al popolo dei vacanzieri, dirottando i loro sogni di spiagge caraibiche verso le bellezze locali facilmente raggiungibili anche in autonomia, certo è che è impensabile rinunciare a viaggiare in aereo. Gran parte degli spostamenti, infatti, sono giustificati da motivazioni legate all’ambito lavorativo o per necessità, oltre che ovviamente per ragioni di piacere.

In linea di principio, dunque, la tendenza è quella di configurare l’ambiente aeroporto come una “bolla sicura” nella quale l’accesso venga consentito solo a persone sane, che dovranno seguire precise indicazioni, e che possibilmente verranno ricontrollate prima di reimmettersi nel mondo esterno. Per rendere questo microcosmo a prova contagio tante procedure ormai consolidate dovranno essere modificate.

Ecco come sarà viaggiare in aereo dopo il coronavirus:
(simpliflying.com)

SympliFlying, la società di consulenza globale con sede a Singapore specializzata in strategie di marketing per compagnie aeree, ha realizzato un rapporto nel quale prevede quali potrebbero essere le nuove disposizioni di sicurezza anti Covid-19 per chi si accinge a prendere un aereo.

Dimentichiamoci gli arrivi in aeroporto all’ultimo minuto: tempi, spazi, azioni dovranno seguire uno schema ben preciso.  Prima ancora di arrivare in aeroporto bisognerà: effettuare il check-in online, che, secondo lo studio, sarà l’unica modalità consentita in tutti gli aeroporti; acquistare guanti e mascherina;  portar con sé il passaporto immunitario. A tal proposito, pochi giorni fa, il direttore generale e Ceo della IATA Alexandre de Juniac ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di un vaccino, un passaporto immunitario o un test COVID-19 efficace che possa essere somministrato su larga scala“. Tuttavia, è giusto ricordarlo, la comunità scientifica e la stessa Oms, non hanno ancora raggiunto un verdetto unanime sull’efficacia di questo “patentino”, soprattutto se non concepito secondo modalità e percorsi diagnostici chiari e rigorosi.

Una volta giunti in aeroporto, dove sarà concesso entrare solo ai passeggeri (oltre a chi accompagna i minori e persone che necessitano di assistenza), bisognerà sottoporsi immediatamente al controllo della temperatura e potrebbero essere previsti anche altri test rapidi per verificare la presenza o meno del virus. Per quanto riguarda il rilevamento della temperatura la tecnologia ci viene incontro. Apparecchi termoscanner verificheranno se il passeggero presenta una temperatura superiore a 37,5, in quel caso gli verrà negato l’accesso al volo. L’azienda Aeroporti di Roma è stata la prima in Europa a dotare i propri servizi di sicurezza dello “smart helmet”, un casco da indossare che consente di misurare la temperatura dei passeggeri mentre si sta procedendo in movimento al regolare controllo delle aeree. I bagagli  dovrebbero essere sanificati attraverso il passaggio in un tunnel di nebulizzazione.

Il rilevamento biometrico sarà un’altra di quelle tecnologie che contribuiranno all’efficienza degli aeroporti post Covid-19. Attraverso questo sistema i passeggeri verranno riconosciuti sulla base dei propri lineamenti del volto senza così dover tirare fuori documenti o carta d’imbarco nel loro percorso all’interno dell’aerostazione. L’aeroporto di Fiumicino è il primo scalo in Italia a sperimentare la nuova procedura del controllo biometrico,si tratta di un test  di 6 mesi riservato ai soli passeggeri in partenza per Amsterdam che viaggiano con la compagnia aerea KLM.

E poi ancora: demarcazione degli spazi per mantenere la distanza sociale, pannelli in plexiglass ai banconi del servizio assistenza, spazi più ampi per la coda e l’attesa, igienizzanti per mani collocati di frequente, pagamenti solo tramite sistemi contactless per evitare il contatto coi soldi, addetti alla pulizia dei servizi igienici sempre presenti.

Anche all’interno dell’aeromobile non mancheranno le novità: sarà necessario mantenere per tutto il volo la mascherina, addio alle riviste di bordo;  addio forse anche al servizi ristorazione (perlomeno dove non sia strettamente necessario, e comunque i menù saranno solo in formato digitale); nuovi video sulla sicurezza in volo contempleranno anche le regole igieniche da seguire; il bagno verrà pulito con frequenza anche durante la navigazione e tra un volo ed un altro sarà necessario più tempo per sanificare correttamente l’aeromobile.  L’idea di ridurre il numero dei posti disponibili all’interno dei voli pare essere stata ormai accantonata per via del suo palese risvolto antieconomico che ha scatenato contro la maggioranza degli operatori aerei.  Il ceo di Ryanair Michael O’Lear, in un’intervista al Financial Times dello scorso 22 aprile, ha minacciato che la compagnia non avrebbe ripreso a volare qualora venisse richiesto obbligatoriamente di applicare tale regola.

Una volta atterrati non si esclude un nuovo test di controllo prima di uscire dall’aeroporto. Insomma, partire sarà un viaggio in tutti i sensi.

Viaggi in aereo post Covid-19: le nuove regole per volare

Vediamo dunque come si stanno muovendo alcune delle principali compagnie aeree e quali potrebbero essere gli accorgimenti che potremmo ritrovarci in occasione del prossimo volo.

Voli Alitalia post Covid-19

Sul sito Alitalia è possibile conoscere in dettaglio le nuove regole del vettore per viaggiare in sicurezza. La compagnia invita caldamente ad effettuare il web check-in o di servirsi dei chioschi per il fast check-in in aeroporto, di modo da limitare la formazione di code. Ove possibile viene assicurato un imbarco tramite jet-bridge. L’utilizzo del manicotto d’imbarco eviterà così lo spostamento dei passeggeri tramite bus. Mascherine sempre e distanza di sicurezza di almeno un metro in tutte le fasi del viaggio sono di obbligo. Stando a quanto riportato sul sito, sembrerebbe infatti che Alitalia (almeno per il momento) voglia seguire la regola del distanziamento anche in volo: “la distanza interpersonale di almeno un metro è garantita su tutti i voli in accordo alle disposizioni vigenti”. Effettivamente, stando alle nostre fonti, chi ha effettuato prenotazioni per i mesi a venire si è trovato a selezione il proprio posto in una configurazione della disponibilità a sedili sfalsati, non è detto tuttavia che questa modalità venga mantenuta né che proseguirà. Maggiore elasticità nelle politiche di cambio prenotazione o la possibilità di ricevere un voucher di pari valore del biglietto acquistato sono e formule previste dalla compagnia verso chi ha subito un danno a causa dell’inaspettata circostanza.

Voli British Airways post Covid-19

Anche se consigliato, nessun obbligo di indossare la mascherina per i passeggeri di British Airways, tuttavia la compagnia garantisce un’igiene ancora più accura all’interno dei propri aeromobili che verranno puliti approfonditamente dopo ogni volo. A tale scopo ha aumentato le squadre di pulizia e delle ispezioni. Inoltre tutti gli aeromobili sono dotati di filtri HEPA che rimuovono la contaminazione da particolato e i batteri, fornendo lo stesso livello di filtraggio dell’aria delle sale operatorie ospedaliere. Stop alla preparazione dei cibi a bordo, ai passeggeri verranno offerti spuntini leggeri confezionati prima del voli, sia per le tratte a breve che a lunga percorrenza. Infine British Airways grazie alla politica “Book with Confidence” consentirà di modificare la data e la destinazione della propria prenotazione senza commissioni consentendone finanche la cancellazione a fronte della quale verrà emesso un voucher di pari valore per una prenotazione futura da effettuare entro il 30 aprile 2022.

Voli Lufthansa post Covid-19

Per viaggiare a bordo della compagnia di bandiera tedesca, al fine di garantire la massima sicurezza a tutti i passeggeri, oltre all’applicazione di nuove procedure d’imbarco per mantenere il distanziamento sociale, è resa obbligatoria la mascherina o anche una sciarpa che copra naso e bocca, almeno,  come riportato da ultima comunicazione ufficiale, sino al 31 agosto 2020. Implementazione dell’utilizzo dei finger e bus raddoppiati per accedere all’aeromobile. Stop al parziale distanziamento sociale a bordo che era stato previsto per le Economy Class e Premium Economy a partire dal 27 marzo, a garantire la sicurezza ci penseranno adesso le mascherine. Inoltre, il gruppo dichiara che su tutti gli aeromobili sono presenti filtri dell’aria della massima qualità, che garantiscono una qualità dell’aria simile a quella di una sala operatoria clinica. Per quanto riguarda il discorso prenotazioni, Lufthansa ha deciso di attuare fino a fine agosto una politica sulle prenotazioni più flessibile e l’emissione di un voucher volo opzionale del valore di 50 euro indipendentemente dalla tariffa originale della prenotazione non utilizzata, dunque anche light. Questo è quanto disposto dalla più grande compagnia aerea della Germania.

Voli Air France post Covid-19

Mascherina obbligatoria anche per chi vola Air France a partire dall’11 maggio, ma, a differenza dei passeggeri Lufthansa che potranno coprire naso e bocca anche con una sciarpa, su questi voli è esplicitamente richiesta una “mascherina approvata”. Ad ogni modo, per chi non ne fosse provvisto, gli assistenti di volo ne forniranno una alla porta dell’aereo. Sospesi i servizi di ristorazione a bordo sui voli nazionali e sui voli a corto raggio all’interno dell’Europa, mentre sui voli a lungo raggi il servizio a bordo sarà limitato e verranno preferiti prodotti sigillati o confezionati singolarmente. Prioritaria l’igiene all’interno degli aeromobili che verranno ripuliti con attenzione tra un volo e l’altro.  Un sistema di filtraggio dell’aria costituito da filtri antiparticolato ad elevata efficienza (HEPA) identici a quelli utilizzati nelle sale operatorie mediche garantiscono un ricambio d’aria completo ogni 3 minuti. L’equipaggio verrà fornito di dispositivi di protezione personale supplementare quali mascherine, guanti, salviette e spray disinfettanti. Infine, date le attuali circostanze eccezionali la compagnia ha deciso di eliminare le spese di cambio su tutti i biglietti acquistati entro il 21 aprile per voli previsti prima del 31 agosto 2020 per offrendo una maggiore flessibilità per le sue prenotazioni.

Voli Emirates post Covid-19

Sul sito Emirates è possibile seguire una guida dettagliata per i viaggiatori su come bisognerà comportarsi e sui servizi attualmente disponibili. Si raccomanda di portare con sé mascherina e guanti (questi ultimi non obbligatori), ad ogni modo al check-in e al gate di imbarco la compagnia offre a tutti i suoi passeggeri un kit igiene da viaggio che include guanti, mascherina, igienizzante e salviette. In aeroporto verrà misurata la temperatura corporea. Per ridurre al minimo i contatti, attualmente verranno servite delle box contenenti pasti preconfezionati, con spuntini caldi sui voli più lunghi. Al momento le riviste e gli acquisti a bordo non sono disponibili. I pasti sono serviti in confezioni monouso. Il Wi-Fi di bordo è disponibile solo a pagamento. Sospesi anche i servizi di auto privata con chauffeur e le lounge aeroportuali. Per quanto riguarda la politica di rinuncia viaggio, la compagnia offre tre opzioni: “conserva il tuo biglietto”, ovvero tutti i biglietti Emirates prenotati prima del 31 maggio per viaggi fino al 31 agosto saranno automaticamente prorogati di 760 giorni; un voucher di viaggio valido fino a 2 anni; rimborso completo su biglietti non utilizzati.

 

Business 28 Maggio, 2020 @ 4:18

I club di calcio di maggior valore al mondo. Delusione Juve, rivalsa Inter

di Massimiliano Carrà

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Gareth Bale, gallese in forza al Real Madrid, la squadra di maggior valore in Europa

Quali sono le squadre di calcio europee che valgono di più al mondo. È questo il focus della quinta edizione del report “Football clubs’ Valuation: The European Elite 2020” redatto, come di consueto, da Kpmg.

Prima di entrare nel vivo del report, è importante precisare – come sottolinea la stessa società di consulenza – che, essendo riferita al 1° gennaio 2020,  la classifica non tiene conto della crisi scatenata dal coronavirus e dei suoi effetti sui conti dei singoli club.

La pandemia, infatti, oltre ad aver mandato in picchiata i valori dei cartellini dei giocatori e le entrate delle principali leghe calcistiche, “ha abbattuto – secondo Andrea Sartori, partner e global head of Sports di Kpmg – i valori del settore calcio in media del 20-25%”. Inoltre, aggiunge Sartori “anche se l’impatto immediato del Covid-19 non può ancora essere quantificato, la perdita di valore può oscillare dal 15% per squadre ben patrimonializzate e con una buona liquidità, come Manchester United e City o Bayern, fino a picchi del 30% o più per squadre medie che fanno affidamento sulla vendita di calciatori”. 

Calcio: il Real Madrid si conferma in testa

Nuova edizione, diverse novità, ma una sola certezza: anche per quest’anno il Real Madrid si conferma la squadra di calcio europea che vale di più al mondo. Il club di Florentino Perez, secondo quanto evidenziato dal report di Kmpg, ha registrato un valore d’impresa (“enterprise value”) di quasi 3,5 miliardi di euro, con esattezza 3,47 miliardi di euro, facendo tra l’altro segnare un incremento del 20% rispetto alla scorsa edizione.

Tra l’altro, bisogna ricordare che il valore d’impresa viene calcolato da Kpmg grazie a un algoritmo che tiene in considerazione cinque fattori: popolarità sui social media, potenziale sportivo espresso dal valore di mercato della squadra, diritti tv, proprietà dello stadio.

Tornando alla classifica, anche al secondo posto non vi sono sorprese rispetto alla precedente edizione, visto che con un valore d’impresa pari a 3,34 miliardi di euro (in crescita del 15%) troviamo il Manchester United. I Red Devils, quindi, nonostante le ultime annate non proprio entusiasmanti, si confermano ancora una volta ai vertici del mondo del calcio. 

La novità, però, arriva guardando la terza piazza. Grazie a un valore d’impresa di 3,19 miliardi di euro, il Barcellona scavalca il Bayern Monaco (che scende in quarta posizione) e permette alla Spagna di posizionare due club sul podio delle squadre europee che valgono di più al mondo. 

Italia: Juventus fuori dalla top ten, Inter in crescita costante

Se la Spagna e l’Inghilterra possono esultare, visto che la prima ha piazzato due squadre tra le prime tre posizioni e la seconda ne ha classificate sei in totale tra le prime dieci, l’Italia, invece, è andata incontro a una vera e propria débâcle

La Juventus, per esempio, anche se ha fatto registrare una crescita del valore d’impresa del 12%, che si è attestato a 1,6 miliardi, (poco meno della metà rispetto al Real Madrid) è uscita ufficialmente dalla top ten e si è classificata all’undicesimo posto. Il motivo va ricercato nella redditività e nei conti bianconeri che sono in profondo rosso. Tra l’altro, il rapporto stipendi e ricavi è il peggiore tra i primi dieci club della classifica: 71%.

A differenza dei bianconeri, può invece esultare l’Inter. La società di Suning, infatti, in un solo anno è andata incontro a un incremento del valore d’impresa del 42% (il terzo più elevato in Europa), attestandosi così a 939 milioni di euro e quindi in 14esima posizione. Inoltre, a partire dal 2016 il club nerazzurro ha fatto registrare un aumento del valore d’impresa del 146%. Tra le altre squadre di calcio italiane, cresce anche il valore d’impresa della Roma (+12%) del Napoli (+4%) e della Lazio (+11%). Brutte notizie, invece, per il Milan che fa registrare un decremento pari al 5%. 

La top 10

  1. Real Madrid: 3,47 miliardi di euro
  2. Manchester United: 3,34 miliardi di euro
  3. Barcellona: 3,19 miliardi di euro
  4. Bayern Monaco: 2,87 miliardi di euro
  5. Liverpool: 2,65 miliardi di euro
  6. Manchester City: 2,60 miliardi di euro
  7. Chelsea: 2,21 miliardi di euro
  8. Tottenham: 2,06 miliardi di euro
  9. Paris Saint Germain: 1,91 miliardi di euro
  10. Arsenal: 1,85 miliardi di euro
Business 27 Maggio, 2020 @ 5:20

Cos’è il Recovery Fund presentato dall’Ue e come funzionerà

di Massimiliano Carrà

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La tanto agognata risposta europea al coronavirus prende ufficialmente forma. Dopo i continui batti e ribatti e i no dei paesi del Nord Europa alle richieste di diversi Stati membri (tra cui l’Italia), l’asse franco-tedesco, andato in scena la scorsa settimana, sembra aver dato i suoi frutti.

Durante la seduta plenaria di oggi dell’Europarlamento, iniziata all’ora di pranzo, la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, ha presentato ufficialmente la proposta del cosiddetto recovery fund (ribattezzato in “Next Generation Eu”), ossia il fondo di ripresa associato al bilancio a lungo termine dell’Unione Europea (2021-2027). 

Stando a quanto dichiarato durante la seduta plenaria e a quanto contenuto nel tweet di Paolo Gentiloni, commissario con delega agli Affari economici dell’Unione Europea, il recovery fund presentato da Ursula Von der Leyen è ancora più generoso rispetto a quello immaginato dal presidente francese Emmanuel Macron e della cancelliera tedesca Angel Merkel.

Si parla, infatti, non di una dotazione di 500 miliardi di euro, ma di 750 miliardi di euro, che dovrebbero essere divisi in questo modo: 500 miliardi sotto forma di sovvenzioni, e quindi a fondo perduto, e 250 miliardi sotto forma di prestiti. Proposta confermata e accettata di buon grado anche dal premier Giuseppe Conte, che su Twitter ribadisce: “Ottimo segnale da Bruxelles, va proprio nella direzione indicata dall’Italia”.

All’Italia la fetta più grossa

Anche se ancora si parla espressamente di una proposta, visto che ancor prima di essere realizzato il recovery fund deve essere approvato dai 27 paesi membri (e per questo bisognerà attendere il prossimo vertice europeo che dovrebbe andare in scena a metà giugno), secondo le indiscrezioni riportate da Reuters, l’Italia dovrebbe essere il paese che godrà della fetta maggiore. 

Nel dettaglio, il governo italiano potrebbe ricevere in totale 173 miliardi di euro: 82 a fondo perduto (complessivamente più delle risorse finanziarie impegnate per il decreto Cura Italia e per quello Rilancio), 91 in prestiti. 

La Spagna, che insieme all’Italia è uno dei paesi europei più colpiti dal coronavirus, dovrebbe invece ricevere la seconda quota più alta: 140 miliardi di euro (77 di sovvenzioni e 63 di prestiti). La Polonia risulterebbe il terzo paese con 63,8 miliardi. Francia e Germania, invece, dovrebbe ricevere, in termini di sovvenzioni, meno della metà dell’Italia: rispettivamente 38,7 e 28,6 miliardi di euro

Cos’è e come funziona il recovery fund (o il “Next Generation Eu”)

Secondo quanto dichiarato oggi dalla Von der Leyen, il recovery fund, o meglio il “Next Generation Eu”, “è un fondo che si aggiungerà a un Quadro finanziario pluriennale (Qfp) che è stato riveduto a 1.100 miliardi, arrivando così ad un totale di 1.850 miliardi”. Bisogna ricordare che a questa cifra vanno sommati i 550 miliardi delle misure già approvate: Mes light, Sure per la disoccupazione e fondi Bei. Ciò significa che il piano europeo per la ripresa si attesta a circa 2.400 miliardi di euro. 

Entrando più nel dettaglio, il recovery fund, sarà finanziato direttamente dai mercati tramite le emissioni di obbligazioni proprio da parte della Commissione europea.  Ciò significa che a essa saranno affidati nuovi poteri di finanziamento che, fino ad ora, sono limitati alla Banca europea degli investimenti e al Mes. È importante evidenziare che i titoli avranno scadenze diverse, ma l’impegno è di rimborsarli entro il 2058 e non prima del 2028. 

Inoltre, Ursula Von der Leyen ha lanciato un importante segnale ai paesi membri per ripagare il debito, dichiarando che “la Commissione proporrà poi nuove forme per il recupero dei fondi, sul commercio delle emissioni o con una tassa sull’emissione di CO2 oppure pensiamo a una tassa sul digitale. Chi genera miliardi di utili dovrà versare un contributo per il bene comune”.

Quanto al suo funzionamento, la proposta della Commissione guarda pressoché al futuro. Le risorse, infatti, dovranno essere utilizzate non solamente per il rilancio, ma soprattutto per modernizzare l’attuale sistema economico. Ciò significa che le priorità saranno due pilastri ben precisi: digitale e ambiente.

Proprio per questo, come spiegato dal vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis ogni paese membro dovrà presentare un proprio piano nazionale che sarà valutato da Bruxelles. In sintesi, l’uso dei fondi del Next Generation Eu sarà strettamente legato alle misure nazionali e alle raccomandazioni specifiche per paese.

Business 27 Maggio, 2020 @ 3:29

Un business non si è fermato nemmeno con il coronavirus: quello della cocaina. I numeri in Italia e nel mondo

di Forbes.it

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Articolo di Alexandra Sternlicht apparso su Forbes.com

Gli agenti doganali di Hong Kong hanno scoperto un carico di cocaina del valore di 31,7 milioni  di dollari nascosto all’interno del motore di un aereo spedito dall’Ecuador. Si tratta del più grande carico di cocaina sequestrato quest’anno. Il motore, che è arrivato a marzo in un container, ha preoccupato molto i doganieri, perché è molto raro che dei motori a reazione possano trasportare qualcosa dal Sud America. Inoltre, il cosiddetto “ricevitore” non ha mai ritirato il carico di cocaina, solo i raggi x – secondo il South China Morning Posta – sono riusciti a rivelare che c’era una forma strana all’interno del motore.

I doganieri hanno scoperto un compartimento segreto all’interno del motore che conteneva otto contenitori per un totale di 217 chilogrammi di droga illegale. Anche se l’ufficio di indagine sulle droghe della dogana di Hong Kong ritiene che parte della cocaina fosse destinata al consumo locale, gran parte probabilmente doveva essere essere spedita in altri paesi.

Questo è il più grande carico di cocaina a livello globale del 2020. Va ricordato però che all’inizio di questo mese,  la Marina americana ha intercettato una nave con un carico di cocaina del valore di $ 28 milioni di dollari nell’Oceano Pacifico orientale. L’economia della cocaina, per un valore di 100 miliardi di dollari, secondo quanto riferito dall’Organized Crime And Corruption Reporting Project, si è adattata con maggiore efficienza alla pandemia da coronavirus rispetto a molti altri business legali.

Quanto vale il business della cocaina

Uno degli aspetti che fa più riflettere è che, come afferma l’Organized Crime And Corruption Reporting Project, il business della cocaina sta prosperando in un mondo in cui anche pilastri dell’economia come il petrolio stanno affrontando gravi perturbazioni”.

Anche se è difficile valutare le dimensioni del mercato, secondo OCCRP, il business illegale della cocaina ha un valore di circa 113 miliardi di dollari l’anno per una produzione di oltre 2mila tonnellate. E il traffico è cresciuto durante la pandemia: i sequestri di cocaina nei mesi di marzo e aprile sono diminuiti dell’80% su base annua in Italia, che è stata devastata dal coronavirus, mentre il prezzo di vendita della droga nel paese è aumentato dal 20% al 30%.

Ormai la cocaina viene sempre più tagliata con sostanze economiche, che sono meno costose da produrre, creano maggior dipendenza e sono più pericolose e letali per chi le consuma. E se da una parte la vendita per le strade sono diminuite, dall’altra le vendite sul dark web, dove è molto più difficile rintracciare l’origine del venditore e l’identità dell’acquirente, sono aumentate del 30% in tutto il mondo. Oltre a ciò, in Europa ha preso piede anche l’usanza da parte dei clienti di farsi portare la sostanza a casa da spacciatori travestiti da fattorini o da altri lavoratori considerati essenziali.

Life 26 Maggio, 2020 @ 12:22

L’Oms mette in pausa l’idrossiclorochina, preoccupa la sicurezza del farmaco

di Forbes.it

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Articolo di Nicholas Reimann apparso su Forbes.com

Lo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità che sta esaminando l’idrossiclorochina – il controverso farmaco antimalarico che il presidente Donald Trump afferma di aver preso per scongiurare il coronavirus – è stato fermato per via delle preoccupazioni sulla sicurezza di una tale prescrizione come trattamento anti coronavirus.

Aspetti principali

  • Per ora, lo studio che esamina l’efficacia del farmaco nel trattamento del coronavirus è stato sospeso temporaneamente , ha detto lunedì il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, mentre la somministrazione del farmaco è ancora generalmente considerata sicura nel trattamento della malaria.
  • L’annuncio arriva dopo che la rivista medica The Lancet ha pubblicato un documento che collega l’idrossiclorochina ad un aumentato rischio di morte e problemi cardiaci per chi assume il farmaco rispetto a coloro che non ne fanno uso. Ghebreyesus cita il documento come motivo per sospendere lo studio.
  • Il documento è arrivato subito dopo che The Lancet aveva pubblicato un editoriale feroce nel quale criticava la risposta di Trump alla pandemia, dicendo che “la salute non dovrebbe essere guidata dalla politica faziosa”.
  • Lo stesso Trump ha detto di aver preso l’idrossiclorochina come trattamento preventivo contro il coronavirus, dichiarando che domenica aveva “appena finito” un trial di due settimane .
  • Trump ha ripetutamente difeso l’ idrossiclorochina come trattamento anti coronavirus, domandando retoricamente all’inizio di questo mese “Cosa hai da perdere (prendendo il farmaco)?.

Contesto chiave

L’uso del farmaco per il trattamento del coronavirus è emerso per la prima volta a marzo, dopo che un piccolo studio condotto da un medico francese ha dimostrato che il farmaco potrebbe aver avuto alcuni effetti positivi nel trattamento del coronavirus. Nonostante lo scetticismo di gran parte della comunità medica, in tutto il mondo è seguita una corsa al farmaco, causando carenze di scorte. Prima di lunedì, il farmaco faceva parte di un gruppo di pochi che veniva utilizzato come parte di un “Solidarity Trial” di farmaci che l’OMS stava testando come potenziali trattamenti per il coronavirus. Le domande continue sulla sua efficacia, tuttavia, grazie al recente documento – che rileva i risultati da oltre 96.000 pazienti in 671 ospedali – forse hanno ottenuto la risposta più completa fino a questo momento.

Cosa non sappiamo

Ghebreyesus non ha detto per quanto tempo potrebbe essere archiviato lo studio o quanto tempo potrebbe essere necessario per determinare se l’idrossiclorochina è sicura e poter così tornare a far partire la sperimentazione.

Che cosa tenere sottocchio 

Remdesivir, Lopinavir / Ritonavir e Lopinavir / Ritonavir con Interferone beta-1a – questi sono i farmaci ancora studiati dall’OMS nell’ambito della sua sperimentazione clinica “Solidarity“.

Business 22 Maggio, 2020 @ 11:35

Il Prime Day di Amazon potrebbe essere rimandato a settembre

di Forbes.it

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Amazon Prime Day
(shutterstock.com)

Articolo di Carlie Porterfield apparso su Forbes.com

Amazon starebbe pensando di far slittare a settembre il Prime Day, il suo spettacolare eventuale annuale dello shopping. Lo riporta il Wall Street Journal, adducendo come motivazione il fatto che la pandemia di Covid-19 ha fatto esplodere la domanda nei magazzini dell’azienda.

Aspetti principali

  • Il Prime Day di Amazon si è sempre tenuto a luglio da quando l’azienda lo ha introdotto nel 2015.
  • Secondo il Wall Street Journal, i responsabili di Amazon avrebbero posticipato l’evento di due mesi quest’anno per evitare di accumulare ulteriori tensioni nei magazzini e nella rete di consegna in concomitanza con l’impatto della pandemia da coronavirus.
  • Da marzo Amazon ha dato la priorità alla consegna di articoli “essenziali”, come prodotti per la salute, prodotti per la pulizia e prodotti alimentari a lunga scadenza, sebbene la società stia lentamente facendo progressi verso il ripristino delle consegne rapide di una selezione più ampia di prodotti, secondo fonti del Wall Street Journal.
  • Ad aprile, Reuters ha dichiarato che il Prime Day sarebbe stato rinviato almeno ad agosto, con un costo dichiarato di 100 milioni di dollari.
  • Amazon sta prendendo provvedimenti per ripristinare un numero più alto di consegne in un giorno.

Contesto chiave

Le entrate di Amazon sono aumentate nel primo trimestre fino a 75,5 miliardi di dollari grazie a un grande flusso di ordini online, dato che gran parte della popolazione mondiale si è trovata chiusa in casa. Tuttavia, gli aumenti del costo delle assunzioni, delle retribuzioni e delle spedizioni hanno messo a dura prova i profitti di Amazon, facendo sì che il gigante non raggiungesse gli obiettivi, secondo il Wall Street Journal.

Notizia collegata

Il ceo miliardario di Amazon, Jeff Bezos, è stato criticato fortemente dopo che sono emerse notizie secondo cui la società ha sanzionato e persino licenziato i lavoratori che hanno sollevato preoccupazioni sulla salute e la sicurezza nei magazzini dell’azienda durante la pandemia. Almeno sette dipendenti di Amazon sono morti di Covid-19.

Business 21 Maggio, 2020 @ 4:52

I business esplosi con Covid: il caso delle aziende produttrici di barriere in plexiglass

di Massimiliano Carrà

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barriere di plexiglass coronavirus
Andreas Rentz – Getty Images

Articolo di Alexandra Sternlicht apparso su Forbes.com

Negli Usa la lotta per la ricerca di divisori e scudi in plexiglass tra le varie aziende sta causando enormi ostacoli agli affari, poiché ormai le barriere in plexiglass sono diventate essenziali per riaprire molte aziende.

Fattori chiave

  • Secondo quanto riportato da CNBC, il servizio di intelligenze ICIS ha registrato per alcuni produttori di plexiglass un aumento del 300% della produzione nei mesi di marzo e aprile rispetto a febbraio.
  • A Costa Mesa, California, la Best Framing è stata chiusa fino al momento in cui il proprietario Medi Bendanna ha promosso l’attività di produzione delle barriere in plexiglass. Questo, secondo quanto affermato dalla CBSN di Los Angeles, ha permesso all’azienda di non licenziare i propri dipendenti e mantenere i numeri di vendita coerenti con l’anno scorso.
  • “Ci siamo occupati del municipio di Newport Beach, del campo da golf Pelican Hill, oggi dell’ufficio del mio dentista e della mia assicurazione. Stiamo portando i divisori anche nelle piccole imprese. Ognuno ne ha bisogno per ragioni diverse”, ha detto Bendanna all’outlet TV locale.
  • L’azienda Plastic Man Inc, con sede a Las Vegas, ha aumentato il suo business del 300%. Il responsabile dell’ufficio, a 8 NewsNow Las Vegas, ha dichiarato che il il 99% della loro attività è guidato da divisori di plastica, che vanno da 165 a 385 dollari per ordine. Tra i loro clienti vi sono: Burger King, McDonalds, dispensari di cannabis, saloni di bellezza, dentisti e Costco, con richiesta di backup di ordini per un massimo di 26 settimane.

Coronavirus e barriere di plastica e di plexiglass

Tap Plastics, produttore di plexiglass a San Leandro (California), ha affermato che le vendite sono aumentate del 200% rispetto allo scorso anno, raggiungendo – come afferma Marker – un livello di attività che mai era stato raggiunto dal 1963, ossia dalla nascita della società.

Come indicato nel rapporto dell’OMS di febbraio, il plexiglass ormai viene considerato un elemento chiave dei DPI per i lavoratori in prima linea durante la pandemia. Quando, infatti, riapriranno tutti gli uffici e le attività essenziali, le barriere di plexiglass saranno essenziali.  Ad esempio – secondo quanto dichiarato dall’ Oregon Live, il Casinò Ilani di Southwest Washington riaprirà la prossima settimana con barriere di plexiglass ai tavoli da gioco.

I ristoranti, come questa gelateria a Le Mars, Iowa, stanno installando pareti divisorie in plexiglass che consentono ai commensali di interagire con il personale e sedersi faccia a faccia senza respirare l’uno sull’altro, il che può portare, tramite le cosiddette “goccioline”alla trasmissione malattia. Ecco un Forbessaggio fotografico della nuova realtà di un pubblico diviso dai plexiglass.

Innovazione 21 Maggio, 2020 @ 4:23

Il sistema di tracciamento contatti di Apple e Google debutterà in 3 Stati degli Usa

di Forbes.it

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App tracciamento contatti Covid 19
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Articolo di Rachel Sandler su Forbes.com

Mercoledì Apple e Google hanno rilasciato il software che consentirà alle agenzie sanitarie pubbliche di tutto il mondo di creare le proprie app per tracciare chi potrebbe essere stato esposto a Covid-19 usando segnali bluetooth, con Alabama, North Dakota e South Carolina i primi stati USA che hanno aderito.

Aspetti chiavi

  • Apple e Google non costruiranno app da sole, ma hanno invece rilasciato la tecnologia sottostante che consente alle autorità sanitarie pubbliche di creare le proprie app di tracciamento dei contatti da scaricare nell’Apple Store o nel Google Play Store.
  • Alabama, North Dakota e South Carolina sono i primi stati statunitensi a impegnarsi a utilizzare la tecnologia Apple e Google, insieme a 22 paesi, tra cui Irlanda, Germania, Italia e Paesi Bassi.
  • Il sistema di contact tracing di Apple e Google utilizzerà i segnali bluetooth per scambiare “chiavi” anonime tra telefoni che sono vicini l’uno all’altro; se a qualcuno viene successivamente diagnosticato Covid-19, può inserire il risultato del test positivo in un’app e avvisare tutti gli altri telefoni che erano vicini a quella “chiave” di recente.
  • L’app dispone di rigide misure sulla privacy, come il non utilizzare i dati sulla posizione e il fatto di archiviare i dati sui dispositivi degli utenti piuttosto che un database centralizzato controllato da un’autorità governativa, ma alcuni stati e paesi, come il Regno Unito , si sono lamentati del fatto che tali misure rendono la app meno efficace.

Dichiarazione rilevante

“Il Nord Dakota è entusiasta di essere tra i primi stati della nazione a utilizzare la tecnologia di notifica dell’esposizione sviluppata da Apple e Google per aiutare a proteggere i nostri cittadini”, ha affermato il governatore Doug Burgum in una nota. “Mentre rispondiamo a questa emergenza di salute pubblica senza precedenti, invitiamo altri Stati a unirsi a noi nel fare leva sulle tecnologie degli smartphone per rafforzare gli sforzi di tracciamento dei contatti esistenti, che sono fondamentali per far funzionare le comunità e le economie”.

Contesto chiave

Esperti di salute pubblica affermano che l’identificazione e l’isolamento delle persone infette e i loro contatti saranno necessari man mano che i paesi inizieranno a riaprire le loro economie, anche se alcuni sostengono che mentre la tecnologia può aiutare nel processo, non è un sostituto per l’assunzione di migliaia contract tracers, esseri umani che sono addestrati rintracciare e informare le persone potenzialmente esposte. Il Johns Hopkins Center for Health Security stima che gli Stati Uniti debbano assumere circa 100.000 contract tracers umani per essere efficaci.

Notizia correlata

Altri paesi hanno scelto di lanciare le proprie app di tracciamento dei contatti senza utilizzare la tecnologia di Google e Apple, tra cui Cina, India, Australia e Israele. Solo la Cina e l’India hanno incaricato i cittadini di utilizzare l’app, il che ha portato a un uso diffuso, ma quelle app devono essere ancora esaminate per le pratiche sulla privacy. Anche lo Utah ha realizzato la propria app di tracciamento dei contatti che utilizza i dati sulla posizione GPS, a differenza di Apple e Google.

A cosa fare attenzione

L’adozione sarà una sfida: i ricercatori dell’Università di Oxford affermano che le app di tracciamento dei contatti devono essere scaricate dal 60% della popolazione per essere efficaci, e resta da vedere se lo sforzo di Apple / Google otterrà così tanto buy-in.