Il World Economic Forum ridisegna il prossimo vertice di Davos, sarà “The Great Reset”

World Economic Forum - DAvos
(shutterstock.com)
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Online e offline, in piena modalità post-Covid, si presenterà così l’edizione 2021 del World Economic Forum: i principali leader governativi e aziendali globali nella tradizionale sede di Davos saranno connessi con una rete globale di multistakeholder in 400 città per un dialogo orientato al futuro guidato dalle giovani generazioni.

Davos 2021: un vertice innovativo aperto a tutti

Come sempre il World Economic Forum riunirà i rappresentanti chiave dei governi mondiali e i più importanti leader aziendali nella città di Davos, ma, al tempo stesso questi saranno connessi con oltre 400 città di tutto il mondo dove, grazie a una potente rete di hub virtuali, tutti i cittadini potranno prendere parte al dialogo condividendo i propri contributi e potendo accedere anche alle discussioni. Una nuova modalità dunque che punta soprattutto a coinvolgere i giovani attorno al tema centrale dell’incontro: “The Great Reset”.

“The Great Reset”: la dignità umana al centro del World Economic Forum 2021

“The Great Reset”, è questo il tema scelto per la prossima edizione del World Economic Forum che si terrà a Davos nel mese di gennaio.

La crisi sanitaria globale ha messo in luce fratture di lunga data nelle nostre economie e società, strappi che richiedono un nuovo contratto sociale incentrato sulla dignità umana. In quest’ottica “The Great Reset” vuole essere un impegno a costruire congiuntamente e urgentemente le basi del nostro sistema economico e sociale per un futuro più equo, sostenibile e resiliente.

Un ‘grande ripristino’ è necessario per costruire un nuovo contratto sociale che onori la dignità di ogni essere umano”, afferma Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum, “La crisi sanitaria globale ha messo a nudo l’insostenibilità del nostro vecchio sistema in termini di coesione sociale, la mancanza di pari opportunità e inclusività. Né possiamo voltare le spalle ai mali del razzismo e della discriminazione. Dobbiamo integrare in questo nuovo contratto sociale la nostra responsabilità intergenerazionale per garantire il rispetto delle aspettative dei giovani”.