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Lifestyle 26 Giugno, 2020 @ 4:38

Alla scoperta di Porto Rafael, una perla di stile per intenditori dell’art de vivre

di Alessandro Turci

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(Foto di Graziano Manganelli)

Porto Rafael è un’inarrivabile perla di stile. Un fascino aristocratico, con la fortuna di non essere geograficamente lontana dallo sfacciato successo di Porto Cervo e Porto Rotondo, golose e gelose di riflettori sempre accesi, dove invece Porto Rafael lo è unicamente di discrezione.

Se la Costa Smeralda ha nei primi due nomi le mete per eccellenza del jet set luccicante, qui esprime l’eleganza di nascita di un borgo irripetibile nel Mediterraneo.

L’ha voluta Rafael Neville, Conte di Berlanga. Da suo padre Edgar Neville, nobile spagnolo e regista hollywoodiano negli anni ’30, ereditò non solo il titolo nobiliare ma il gusto per l’arte, la cultura e il collezionismo. Nei primi anni ’60 il Conte decise quindi di farsi costruire qui un piccolo rifugio, la Casita. Tra i ginepri lussureggianti, quella dimora affaccia ancora oggi su una piazzetta che, col suo pontile e i balconcini fioriti, è forse il miglior buen retiro di tutto il Mare Nostrum.

Da una parte Aga Khan, dall’altra Neville. Stili diversi.

A Porto Rafael sorgono quindi negli anni, attorno alla Casita, ville che sono vere opere d’arte, perché trovano armonia e sudditanza nel paesaggio dominato dalle bouganville e dai lentischi. L’aristocrazia mondiale accorre, artisti e modelle, intellettuali e bon vivant: le feste sino all’alba hanno la riservatezza dei ricordi indelebili. E’ quel mondo di raffinate celebrità (come Jackie Kennedy e la sorella, la Principessa Lee Radzwill) che amano camminare scalze per i porti del Mediterraneo.

Eppure solo ieri, passeggiando in Piazzetta, tra gli aficionados discreti la tacita domanda era una sola: il coronavirus ha lasciato un brutto segno? E ancora: come sarà quest’anno? A Porto Cervo la vetrina di Chopard parla chiaro: “see you next summer”.

Qui invece parla chiaro… Milano. Lo fa en passant la voce di Luca Guelfi, mentre da perfezionista osserva la sistemazione dei tavolini in pietra lavica fatti arrivare da Caltagirone per il suo nuovo locale, il Rafael, che apre in Piazzetta con idee chiarissime e una bella dose di coraggio.

L’imprenditore ha già due locali in Costa Smeralda (oltre a quelli milanesi), un oyster bar a Polto Quatu e un beach bar molto “Peace and Love” con fascino anni Settanta, ma in realtà pensato per raffinati gourmet odierni sulla battigia di Liscia Ruja. Però Guelfi sa bene che a Porto Rafael non può sbagliare. Questo è un universo boutique dove la magia del tocco discreto, dell’understatement, è essenziale.

“Questa Piazzetta è stato il palcoscenico di teste coronate, ma tutte rigorosamente a piedi scalzi”, ci dice. “E così mi piace pensare anche la Porto Rafael di domani: il luogo magico dove gli yacht vogliono fare tappa per scendere a terra scalzi (i tacchi alti s’intonano meglio con altre località qui vicino) e apprezzare una cucina che vuole essere un omaggio al Mediterraneo. Per questo ho voluto che lo chef Marco Fossati (esperienze in Park Hyatt, Bulgari e Marchesi) firmasse una cucina italo-spagnola. E la Paella è entrata nel menu come piatto d’incontro e di sintesi di tutta la ricchezza e la cultura del nostro Mediterraneo.”

D’altronde guardarsi indietro è inutile. Il Conte Neville gettò cuore e immaginazione oltre l’ostacolo e oggi c’è una Costa Smeralda che ha passato il mese di giugno scrutando l’orizzonte per capire se gli yacht e i voli (anche privati) in arrivo stessero portando in Sardegna gente col desiderio di lasciarsi alle spalle un periodo complesso e col segno meno.

Un’isola dove si spera che la seconda ondata sia solo quella irruente del vento di maestrale quando, con una coppa di champagne davanti e un libro d’arte tra le mani, ci si gode il tesoro segreto di Porto Rafael tra i pochi intimi di sempre e qualche new entry elegante: il silenzio.

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