Da attrice a producer e imprenditrice, passando dalla Mostra del Cinema di Venezia

Melania Dalla Costa (Foto di Maria La Torre)
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Melania Dalla Costa (Foto di Maria La Torre)

È stata catturata dall’obiettivo del fotografo Giovanni Gastel che l’ha resa protagonista dell’importante mostra ‘Cattura’, ha incassato premi al Los Angeles Film Awards e ha firmato un corto che ha ricevuto il plauso della critica nell’ambito della 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Melania Dalla Costa, classe 1988, italianissima, si sta impegnando su lungometraggi dal cast internazionale in qualità di attrice e producer. A fine 2019 è stata testimonial della campagna contro la violenza sulle donne dell’Unicri, l’agenzia delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia. E oggi è anche produttore creativo della produzione internazionale di Miami, Magic Fair, che ha base in Italia e in Russia. Intanto fa moda, si impegna sui temi legati alla difesa dell’ambiente e va fortissima sui social.

Ho sempre respirato il cinema in casa”, ci dice. “Devo il mio nome a mia madre che si è innamorata di Olivia de Havilland in “Via col Vento” mentre interpretava Melania Hamilton. Sono cresciuta nel mondo dell’arte perché mio padre, italo-francese, è stato autore di poesie, pittore e fotografo. E ho sempre guardato moltissimi film. Sono nata a Marostica e cresciuta a Enego, un paesino di montagna nell’Altopiano di Asiago. Mio nonno faceva il pastore. Per me è sempre stato un sogno vivere in una città e lavorare nel mondo del cinema, perciò mi ritengo molto fortunata. Mi definisco un animale in città, sono un’ex atleta di sci nordico e ora mi ritrovo in un contesto metropolitano. Ma sono molto legata alle mie radici. La mia terra ha un richiamo di verità”.

Alla 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è stato presentato il cortometraggio “I Sogni Sospesi” che ti vede protagonista, co-sceneggiatrice e produttrice. A cosa ti sei ispirata per questa storia?

Il titolo nasce da un viaggio che ho fatto nel 2015 a Tokyo. All’ultimo piano della Tokyo Tower c’è una sorta di monastero dove i visitatori scrivono i propri sogni su cuori intagliati nel legno, li appendono in alto e tutti si inginocchiano davanti ai sogni delle persone. Da lì il pensiero che i sogni sono la forma futura e migliore di noi, e per raggiungerli dobbiamo evolvere in qualcosa di migliore. Affronta un tema purtroppo molto attuale: la violenza sulle donne. Il mio personaggio alla fine si immerge nell’acqua che rappresenta una sorta di depurazione, una rinascita, una seconda vita per uscire dalla situazione nella quale ha vissuto fino al giorno prima. Le donne devono lottare e riuscire ad affrontare i loro problemi in modo da poter stare meglio, devono denunciare le violenze subite. Sono nate varie associazioni di sostegno alle donne vittime di violenza e sono state approvate importanti leggi ma c’è ancora molto da fare.

Cos’è un’artista?

È un prodotto. Io sono l’agente di me stessa: ho una visione anglosassone e cerco di essere trasversale. Faccio cinema ma anche moda. E produco alcuni dei film in cui recito. L’artista a mio avviso deve saper fare tante cose ed essere capace di recitare, fare moda, trovare i finanziatori. Ho imparato a gestire la competitività quando ho vissuto negli Stati Uniti e non mi spaventa. Bisogna lavorare, studiare tanto e fare sacrifici per raggiungere gli obiettivi.

A quali progetti stai lavorando?

Mi sto occupando di produzioni e vendite di film a livello internazionale ma al momento non posso essere più specifica.

Da dove viene la decisione di essere imprenditrice e non solo attrice?

Negli Stati Uniti è normale. I protagonisti del cinema recitano, producono, scrivono sceneggiature e trovano i soldi. Personalmente ho deciso di intraprendere un percorso imprenditoriale perché solo così posso scegliere i progetti dove recito, a livello nazionale e internazionale. Trovo le produzioni, procaccio investitori per i progetti, mi occupo dell’aspetto finanziario. Sono un produttore creativo. Veglio su un progetto dal suo concept alla sua piena realizzazione. E mi piace molto.