Seguici su
L'eleganza del vino 28 Settembre, 2020 @ 2:00

125 anni e non sentirli: il percorso sartoriale della cantina Cecchi

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
chiudi

Cantina Cecchi vini italiani

Articolo di Riccardo Corazza apparso sul numero di settembre 2020 di Forbes. Abbonati

Un nome che ha attraversato la storia della viticoltura Italiana nel periodo della sua progressiva affermazione, e che conserva tuttora, nella zona del Chianti Classico, il suo cuore pulsante. Questo è l’universo Cecchi. È il 1893 quando il capostipite Luigi, assaggiatore di vino professionista, inizia la dinastia. Il business comincia vigoroso, tanto che dopo gli anni ’30 la fama della cantina valica i confini italiani, in una storia di progressiva affermazione, culminata nell’acquisizione della Tenuta di Villa Cerna alla fine degli anni ‘60. Negli anni ’70 il progetto di Castellina viene completato con la ristrutturazione della villa e, poi, con la costruzione della cantina, anche se gli investimenti conservativi continuano fino ai nostri giorni.

Dalla fine degli anni Ottanta, Cecchi decide di confrontarsi con altri scenari, tenendo fede ai principi che la animano da sempre: religioso rispetto per la territorialità (con un occhio di riguardo per le denominazioni, che costituiscono la quasi totalità della produzione), propensione per la sostenibilità delle coltivazioni e per l’innovazione associata alla filiera vite-vino. Nel 1988 viene acquistato Castello di Montauto, zona di San Gimignano, dove si inizia a produrre la Vernaccia e successivamente il Chianti, poi, nel 1998, è la volta di Val delle Rose, in località Poggio la Mozza, cuore del Morellino di Scansano. Si arriva al 2000, un anno particolarmente significativo, dato che per la prima volta Cecchi valica i confini regionali per investire in Umbria, nell’area del Montefalco Sagrantino, con i tre vigneti di Monterone, San Marco e Alzatura, che compongono Tenuta Alzatura. Nel 2015 è il momento del ritorno alle origini: Cesare e Andrea, che rappresentano la quarta generazione, decidono di investire nuovamente nel Chianti Classico, dove acquisiscono la storica Villa Rosa, sempre a Castellina in Chianti. Vigneti di grande pregio, custoditi per 70 anni dalla Famiglia Lucherini Bandini, collocati all’interno di una delle cipressete più grandi d’Europa e adibiti da sempre a Chianti Classico, un territorio di inestimabile vocazione vitivinicola. È di un paio di anni fa l’acquisto di sei ettari di vigneto a Montalcino, di cui tre a Brunello, nei pressi della millenaria Abbazia di Sant’Antimo, tra San Polo e Castelnuovo dell’Abate.

Ora, superati i 125 anni dalla fondazione, il cuore di Cecchi è sempre lo stesso, equamente diviso tra l’artigianato che regna in vigna e la grande precisione di fattura in cantina, dove vige la cifra stilistica sartoriale. Ancora una volta, come spesso succede nei casi di conclamato successo vitivinicolo, è il caso di dire che si è raggiunto il blend perfetto tra saggezza degli avi e sapere moderno.

Vuoi ricevere le notizie di Forbes direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!