Carrobbio
Food & Drink

La riscoperta di un angolo di Paradiso: la tenuta Carobbio compie 10 anni

Una terra promessa che aspettava solamente di essere riscoperta e risvegliata dal torpore dell’indifferenza e dal silenzioso e storico abbandono delle campagne. Può essere riassunta così la storia della tenuta Carobbio che, dopo secoli di purgatorio, è tornata a essere quell’angolo di Paradiso che illumina le terre toscane e l’Italia intera con le sue eccellenze: dal Chianti Classico fino ad arrivare ai Super Tuscans.  

Una rinascita unica, iniziata nell’estate del 1985 grazie all’intuizione di Carlo Novarese, che, grazie alla passione, all’entusiasmo e alla professionalità della nuova generazione della famiglia, ha permesso a Carobbio di compiere dieci anni d’attività. Momento che la tenuta ha voluto festeggiare, insieme a coloro hanno contribuito a rendere grande questo percorso, in una cena d’eccezione al milanese Maio Restaurant. Durante la quel sono state diverse le etichette che hanno accompagnato i piatti: dalle annate 2015, 2014 e 2013 del Leone Sangiovese Igt, al Chianti Classico Riserva del 1996 e del 1991.

I dieci anni di Carobbio

In questi dieci anni, la tenuta ha conosciuto un ampliamento della superficie vitata, che ha portato anche alla creazione di nuovi vini, persino accettando sfide considerate azzardate. Non solo quindi un Sangiovese di eccellenza che da sempre è principe in questa zona, declinato dal più fresco e godibile Rosato sino all’elegante IGT Leone, passando per un longevo Chianti Classico, ma anche una parallela produzione che esprime l’estrema variabilità e potenzialità del territorio.

Allo storico IGT Pietraforte, Cabernet Sauvignon in purezza, già in produzione con Carlo Novarese, si è recentemente aggiunto l’IGT Magaldo, un Merlot in purezza che regala vibranti speziature. Ma non è tutto. La sfida enologica degli ultimi anni, ha visto anche nascere un altro vino outsider per la zona: Piluka, un Pinot Bianco che sta diventando un altro fiore all’occhiello della tenuta.  

La storia della tenuta

Carobbio affonda le sue radici nel Quattrocento come proprietà dei Magaldi, famiglia di mercanti fiorentini che abitava la zona del Chianti specialmente d’estate. Successivamente, divenne di proprietà dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, per passare poi nel 1479 sotto la guida della celebre famiglia Gherardini, con in particolare le cure di Antonmaria. All’inizio del Cinquecento il podere tornò nelle mani dell’ospedale che lo concesse sempre a mezzadria, ma è sul finire del Settecento che la storia di Carobbio si complicò: col finire della mezzadria e l’abbandono repentino delle campagne il podere conobbe il declino.

Ma la rinascita, come dicevamo, cominciò nell’estate del 1985, quando la tenuta fu riscoperta da Carlo Novarese che, in breve tempo, la trasformò da cascinale desueto in una raffinata casa residenziale. Dando il via a una nuova era per Carobbio. Un’era che, ancora oggi, la famiglia Novarese scrive con passione, umiltà, serietà e professionalità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it CLICCANDO QUI .

Forbes.it è anche su WhatsApp: puoi iscriverti al canale CLICCANDO QUI .