Art de vivre: tre mestieri alternativi per il gentleman moderno

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L’aspirazione del gentleman dovrebbe prescindere dalla carriera.

Di più, dovrebbe essere svincolata da logiche di gerarchia: a pensarci bene, come occupare posizioni di vertice senza purtroppo, anche se unicamente per dover d’ufficio, coartare il prossimo? E perché mai un gentiluomo, che ha fatto della libertà (altrui e propria) il timone della sua vita, dovrebbe barattarla per una carica da dirigente?

Esistono mestieri insospettabili, che permettono al gentiluomo di distinguersi ugualmente, in attesa di diventare, se proprio non può farne a meno, un brillante manager. Questa breve guida ne elenca tre, deliziosi e intriganti: il giardiniere (di giardini giapponesi), il traduttore simultaneo, il gentleman driver.

 

Il giardiniere (di giardini giapponesi)

Non è il più caro da realizzare, ma il più esclusivo sì. Elementi semplici lo compongono, come acqua, rocce, piante e sabbia, ma il suo scopo ultimo è complesso: la contemplazione delle cose essenziali e la discussione filosofica.

Prima di essere un giardiniere sarete quindi un consigliere rispettato e poi un manutentore. Se gli elementi della Natura lo compongono, il fine è l’armonia dell’Uomo, quindi nella cura costante del giardino si racchiude il segreto della sua mistica, della disciplina zen.

Creatori di eleganza raffinata e stilizzante, suggerirete ai vostri committenti se collocare il giardino in esterno o in interno (certo, anche in interno è possibile) e non sarete mai visti come qualcuno che vende qualcosa, ma come chi condivide un sapere e tramanda una tradizione alla quale si collegano altre tradizioni (la cerimonia del tè, ad esempio).

Coltiverete e farete coltivare un arricchimento interiore che vi collocherà in una dimensione, i creatori di bellezza spirituale, che non si preoccupano mai della concorrenza e non mercanteggiano.

 

Il traduttore simultaneo

Frequenterete Capi di Stato e sarete i primi a conoscere i dettagli dei dossier più scottanti, ma col vantaggio sublime di dovervi sempre attenere a una discrezione e a un riserbo assoluti. Serietà e professionalità ai massimi livelli, senza per questo apparire una feluca vincolata mani e piedi all’etichetta del cerimoniale.

Dominerete le sfumature delle lingue straniere e frequenterete i luoghi esclusivi e glamour dei Summit, ma sempre noncuranti perché l’eccesso di zelo (il peccato capitale dei diplomatici) non vi riguarda e mai prenderete quell’aria cabotin che rovina la carriera dei carrieristi. Non che la rovini nel senso che gli nega la vetta, ma la raggiungeranno con quella patina ormai indelebile che, resti tra noi, non fa proprio impazzire le donne.

Viaggerete molto, ma se e quando stufi della politica potrete servire i festival internazionali di cinema, sempre nel cuore del bel mondo ma senza mai doverne far parte (privilegio assoluto!), per poi tornare alla politica quando vorrete. Se il dossier libico vi ha stufato c’è sempre aperta la querelle franco-tedesca sul Foie gras che merita un interprete del vostro calibro.

 

Il Gentleman Driver

Mestiere giustamente mitico: ha avuto il proprio fulgore negli anni Sessanta e ora torna di moda, con capitale indiscussa Monte-Carlo. Il Gentleman Driver è il possessore di un’auto favolosa (Ferrari Daytona, Lamborghini Miura per intenderci….) con la quale partecipa a gare, raduni e manifestazioni. La presenza della sua auto è richiesta dagli organizzatori perché apporta un inestimabile prestigio alla manifestazione.

Il Beach Club di Monte-Carlo, o meglio il suo posteggio, vi dirà quali colleghi vi hanno anticipato a bordo piscina per raccontare e raccontarsi della loro ultima avventura in pista (o galante nel paddock). Mestiere avventuroso quello del pilota: sarete i capitani del vostro destino e sempre in grande stile.

Per leccarvi le eventuali ferite (quando si corre si corre davvero…) il Beach Club è sempre pronto ad accogliervi con drink leggendari o un tuffo in piscina. Inoltre tutto si tiene: vi basterà alzare gli occhi per scoprire che la dolce collinetta di fronte a voi ospita (sembra di toccarla con mano…) la villa strepitosa che fu di Karl Lagerfeld. Bianca nella cornice curatissima della macchia mediterranea, è stato il tempio del riservato sacerdote dello stile zen-barocco.