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6 Ottobre, 2020 @ 12:04

Come cambia la gestione delle risorse umane dopo la pandemia? Una survey ADP e Forbes per comprenderlo

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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ufficio con ragazzi
(Shutterstock)

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Gli ultimi mesi hanno radicalmente mutato il contesto in cui le aziende, e le persone che ne fanno parte, operano. Le settimane del lockdown causato dalla pandemia e quelle della successiva uscita dalla fase più critica hanno infatti messo in luce la necessità di porre in essere all’interno delle aziende nuove pratiche in grado di rispondere efficientemente non solo a una diversa realtà ma soprattutto alla sua continua evoluzione, soprattutto dal punto di vista normativo.

Ne è un esempio l’approccio alla gestione delle risorse umane. Una funzione aziendale spesso svolta internamente, almeno in condizioni di normalità. Una scelta che rischia però di diventare troppo onerosa quando un contesto di crisi implica uno sforzo eccessivo in termini di tempo e risorse da parte delle strutture preposte sia amministrative che di gestione del personale. Proprio come sta avvenendo ad esempio nella gestione delle buste paga, aspetto condizionato da norme e fiscalità in continuo cambiamento: dall’introduzione della cassa integrazione fino ai numerosi interventi in materia di lavoro rientrati nei diversi decreti emanati negli ultimi mesi, che hanno creato dubbi e incertezze. Si pensi a quanto sia diventato fondamentale un adeguato piano di trasformazione del proprio sistema di gestione delle risorse umane che vada dalle buste paga ai congedi parentali, alle quarantene al lavoro agile.

Sempre più aziende stanno allora valutando l’esternalizzazione di questi servizi, affidando i propri sistemi di gestione delle risorse umane e della forza lavoro a sistemi basati su tecnologie cloud gestite in outsourcing.

Tra i vantaggi di questo approccio vi sono la loro scalabilità e adattabilità, il monitoraggio dell’attività dei team di lavoro, la migliore gestione degli investimenti e la garanzia di conformità tra le diverse sedi, che permette di ottimizzare le attività operative di team distribuiti su diverse aree geografiche, oltre che una tendenziale riduzione dei costi.

“Soprattutto”, spiega Nicola Uva Senior Director EMEA Marketing di ADP, multinazionale attiva nell’offerta di outsourcing e soluzioni per l’amministrazione del personale, oltre che per la gestione dei processi di organizzazione e sviluppo delle risorse umane, “la soluzione cloud mette nella condizione di concentrarsi sugli aspetti che più ineriscono la gestione caratteristica del business da una parte, e garantisce quella flessibilità/agilità per potere rispondere a ulteriori, ma prevedibili, richieste di modifica delle procedure operative dall’altra”.

Ecco perché, secondo alcuni dati elaborati da Gartner (multinazionale che si occupa di consulenza strategica, ricerca e analisi nel campo della tecnologia dell’informazione) entro il 2025 il 60% delle grandi imprese avrà investito in una suite di gestione del capitale umano distribuita su cloud per la gestione delle risorse umane e dei talenti.

E’ quello che viene ribattezzato il passaggio dall’On Premise all’Outsourcing, ossia il graduale abbandono di soluzioni in licenza, On-Premise appunto, per avvicinarsi alla flessibilità del cloud.

Proprio allo scopo di indagare questa svolta e la risposta delle aziende italiane, ADP sta conducendo una survey in collaborazione con Forbes Italia, finalizzato a verificare in quale modo le aziende hanno affrontato la pandemia, come hanno gestito il processo payroll e come si stanno organizzando per tornare a lavorare nel contesto di “New Normal” che si sta delineando.

Lo studio sarà diffuso in esclusiva a coloro che parteciperanno alla survey, che potranno così ricevere spunti di riflessione preziosi per HR e Management Aziendale.

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