Il fondo globale Atomico ha svelato i trend tech in Europa. Buone notizie per l’Italia

(Getty Images)
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La transizione al digitale forzata dal Covid lancia l’industria tecnologica europea. Il settore ha registrato quest’anno investimenti privati per la cifra record di 41 miliardi di dollari, con 18 aziende che hanno raggiunto una quotazione superiore al miliardo. Il dato emerge dall’ultimo Report annuale sullo stato della tecnologia europea, redatto dal fondo di venture capital Atomico (venture capital che ha investito in Skype, Gympass, Lime e molte altre aziende) in collaborazione con Slush, organizzatore della conferenza tecnologica, Orrick, studio legale nel settore tech, e Silicon Valley Bank. Il rapporto evidenzia anche come gli investitori istituzionali – fondi pensione, compagnie assicurative, fondi di fondi, fondi europei e globali – riversino oggi nell’industria tecnologica europea il triplo delle risorse rispetto a cinque anni fa.

L’Italia, si legge nel rapporto, ha comunque subito gli effetti della pandemia. I finanziamenti da venture capital calati dai 450 milioni di euro del 2019 ai 400 del 2020. Una tendenza analoga a quella riscontrata in Germania, Regno Unito, Spagna e Portogallo. Tra i dati positivi c’è il terzo posto dell’Italia tra i Paesi fornitori di talenti nel campo dell’intelligenza artificiale. Uno dei momenti salienti dell’anno è stato il risultato della startup italiana di e-commerce Commerce Layer, che ha raccolto 6 milioni di dollari da Benchmark Capital, una delle principali società di venture capital della Silicon Valley. La tecnologia è, in generale, un importante motore del nostro mercato del lavoro: siamo al terzo posto in Europa, dietro a Spagna e Portogallo, per numero di annunci per milione.

“Assistiamo a una crescente interazione tra capitale di rischio, private equity e mercati finanziari”, rileva Tom Wehmeier, partner di Atomico e coautore del rapporto. “Si creano maggiori opportunità di fusione e acquisizione, una forte pipeline di futuri candidati a ipo e figure esperte su cui costruire una nuova generazione di aziende. Per accelerare questo circolo virtuoso, serve che le principali società individuino percorsi di accesso alla liquidità e trattengano i loro talenti”.

Il report delinea 4 tendenze chiave nel settore tecnologico italiano:

1. Il settore tecnologico europeo ha registrato livelli record di investimenti, anche da parte di investitori statunitensi, ma quelli in Italia sono diminuiti
Le società europee sostenute da venture capital per un valore superiore al miliardo di dollari sono oggi 115, contro le 46 di quattro anni fa. Il report sottolinea anche il crescente coinvolgimento degli investitori statunitensi. Il 19% dei round includeva infatti la partecipazione di un finanziatore americano, contro il 16% dello scorso anno. Il valore d’impresa totale stimato delle società tecnologiche europee fondate dopo il 2000, quotate e non quotate in borsa, è salito a quasi mille miliardi di dollari (960), con un aumento quintuplicato rispetto ai 191 miliardi di dollari del 2016. L’Italia è all’undicesimo posto per presenza in borsa nel settore tecnologico (13 milioni di dollari), guidato in gran parte da Nexi, quotato in borsa nel 2019 (ora valutato a 9,7 miliardi di dollari)

2. Ci sono segnali di speranza per l’ecosistema tecnologico italiano, guidato da un forte pool di talenti tecnici
L’Italia ha una delle cifre più basse per il capitale investito pro-capite cumulativo in Europa tra il 2016 e il 2020: 36 dollari, rispetto a una media di 172. Il capitale investito, tuttavia, è fluttuante di anno in anno, poiché il Paese ha ben poche scaleup per poter attrarre in modo consistente elevate somme di investimento, diversamente da quanto accade in altri Paesi. Dal 2016 ci sono state 22 Ipo tecnologiche inferiori al miliardo di dollari in Italia, il terzo numero più significativo in Europa. La quotazione in borsa è una via percorribile per le startup per raccogliere capitali in assenza di un mercato di venture capital ben sviluppato.

3. Il movimento Black Lives Matter ha messo in luce la scarsa diversità etnica in Europa, mentre i progressi sulla diversità di genere si sono bloccati
La ricerca sullo stato della tecnologia europea denuncia tuttavia la scarsa diversità etnica e l’arresto dei progressi sulla parità di genere. Se la maggior parte degli imprenditori ha dichiarato di avere trovato più difficile raccogliere finanziamenti, il dato è infatti più grave per chi appartiene a una minoranza etnica. Il 90,8% del capitale è andato poi a team di soli uomini, contro il 90,3% del 2019. L’Italia è, sotto questo aspetto, uno dei paesi più virtuosi, con il suo 79%.

4. L’attenzione dei cittadini e dei politici sul cambiamento climatico ha ulteriormente accelerato il ruolo del purpose come elemento di differenziazione per la tecnologia europea
È molto marcata la crescita delle startup che si occupano di cambiamento climatico. Negli ultimi cinque anni, hanno ricevuto finanziamenti per oltre 11 miliardi di dollari. Altri 9,7 sono andati ad aziende che si occupano di energia pulita e accessibile. A spingerle anche il Green Deal della Commissione europea.