La piattaforma nata per semplificare i pagamenti online. Il caso Adyen

Philippe DePassorio è il country manager per l’Italia di Adyen. (Courtesy Adyen)
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Articolo tratto dal numero di dicembre 2020 di Forbes Italia. Abbonati.
Insight /paid program
È bastato il breve volgere di pochi mesi per far compiere all’e-commerce in Italia un salto epocale. Complice lo scoppio della pandemia e conseguenti lockdown, gli acquisti online sono entrati a far parte delle abitudini consolidate di milioni di italiani. Secondo il recente Retail Report di Adyen, ben il 37% dei consumatori lo utilizzerà sempre di più nei prossimi mesi, mentre il 79% si aspetta che i retailer che iniziano a vendere online durante i lockdown continuino a farlo anche quando i negozi potranno riaprire. Una richiesta di agilità nell’offerta di opzioni di acquisto fra online, mobile e in-store a cui le aziende cercano risposta nelle nuove tecnologie.

“Ci sono moltissimi modi in cui la tecnologia oggi può venire in soccorso dei merchant che hanno l’esigenza di spostare le vendite da un canale di vendita all’altro, magari nell’arco di poche settimane”, spiega Philippe De Passorio, country manager di Adyen in Italia. “Molti nostri clienti dopo lo scoppio della pandemia, hanno adottato pay-by-link, una soluzione che permette di iniziare a vendere tramite mail o chat live, utilizzando dei link di pagamento. Molti brand del lusso hanno trovato in questa soluzione una perfetta estensione digitale del loro human touch nella vendita. I suoi contesti d’uso sono i più svariati ed è solo una delle moltissime opzioni oggi disponibili sul fronte dei pagamenti”. 

De Passorio conosce bene questo settore, avendo accumulato quasi 20 anni di esperienza nel mondo dell’economia digitale, prima di entrare a far parte della famiglia di Adyen: la piattaforma che ha unificato l’intera catena dei pagamenti (online, mobile e in-store), mettendo a disposizione dei propri clienti una soluzione unica basata su un’infrastruttura end-to-end che si collega direttamente a Visa, MasterCard e agli altri metodi di pagamento più utilizzati nel mondo. Fondata nel 2006, l’azienda è oggi uno dei giganti mondiali del fintech con clienti globali come Spotify, Uber, eBay, L’Oreal e McDonald’s, e brand del made in Italy quali Benetton, Furla, Brunello Cucinelli, Boggi Milano e Eataly Net.

“In questo momento senza precedenti, il nostro obiettivo è aiutare le aziende ad adattarsi e reagire con la massima rapidità ai cambiamenti”, aggiunge De Passorio. “Ad esempio, permettendo a un brand di trasformare in brevissimo tempo il proprio sito internet in un negozio online. Lo facciamo impostando una hosted checkout page, ovvero una pagina di pagamento che rispecchia l’identità della marca, offre controlli di rischio e l’autenticazione sicura e, se il cliente vuole, è in grado di adattare i metodi di pagamento selezionabili in base alla provenienza del cliente”. 

Ma l’aiuto della tecnologia non si esaurisce nella dimensione online: “Nel momento in cui il cliente ha la possibilità di tornare in negozio, poi, soluzioni come lo scaffale virtuale (possibilità di acquistare online un prodotto che non figura in magazzino, utilizzando un totem o tablet presente in boutique), il click&collect (acquisti online, ritiri in store) o il try at home pay later (ricevi i prodotti a casa e paghi solo quello che decidi di tenere), realizzano quello che oggi viene definito il paradigma phygital, ovvero l’ibridazione fra i canali di vendita: compro in negozio dopo aver ottenuto informazioni online e viceversa”. 

Un nuovo trend, dettato da quell’evoluzione tecnologica a cui proprio un’azienda come Adyen ha contributo, collaborando con i più importanti brand globali nel realizzare esperienze di acquisto innovative e che, oggi, si scoprono adatte a rispondere in modo agile alla situazione fluida e in continuo mutamento che stiamo vivendo.