Andy Jassy Amazon
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Andy Jassy possiede più azioni Amazon di qualsiasi altro dipendente oltre a Bezos. Ma non è ancora miliardario

Andy Jassy è il nuovo ceo di Amazon.

Articolo di Lauren Debter apparso su Forbes.com

Come ha fatto notare il fondatore di Amazon Jeff Bezos nella sua lettera di martedì ai dipendenti, il suo successore Andy Jassy è all’interno dell’azienda praticamente da sempre. Quando Jassy si è unito nel 1997, tre anni dopo la fondazione, Amazon era una neonata libreria online con meno di 300 dipendenti e 32 milioni di dollari di vendite.

Laureato alla Business School di Harvard, avrebbe ideato il servizio di cloud computing, Amazon Web Services, e avrebbe poi speso 14 anni a trasformarla nella più grande fonte di guadagno dell’azienda, con un elenco clienti che include Netflix, Zoom e ESPN. Questa divisione nel 2020 ha realizzato vendite per un totale di 45 miliardi di dollari, con un incremento del 30% rispetto all’anno precedente. In questo modo si è rivelato molto più redditizio del business al dettaglio, dal momento che porta quasi il 60% dei proventi operativi di Amazon.

Per il suo impegno, Jassy è stato ben ricompensato, ricevendo 349.000 dollari nel 2019 e una guardia del corpo. Tuttavia, in fin dei conti, ha ricevuto poche azioni in Amazon. Il ceo entrante infatti ha al momento soltanto 81.500 azioni, per un valore di circa 275 milioni di dollari. Ha altri 162 milioni di dollari tra flusso di cassa e investimenti, provenienti dalla vendita di azioni nel corso degli anni, per un patrimonio netto di quasi 440 milioni di dollari.

Abbastanza per uno stile di vita confortevole? Certamente. Ma allo stesso è la dimostrazione di quanto sia difficile costruire la propria ricchezza come dipendente, anche in una delle aziende di maggior successo al mondo, che vanta una capitalizzazione di mercato di 1,69 trilioni di dollari. Jeff Bezos ha mantenuto sotto stretto controllo la proprietà dell’azienda sin dai primi giorni, detenendo una quota di circa il 42% dal giorno in cui l’ha resa pubblica nel 1997.

Anche dopo aver ceduto un quarto delle sue azioni all’ex moglie MacKenzie, in seguito al loro accordo sul divorzio, e dopo aver venduto una fetta delle sue azioni per dedicarsi ad altri progetti (come il finanziamento della sua impresa spaziale Blue Origin, oppure l’acquisto del Washington Post), detiene ancora 53 milioni di azioni, equivalente all’11% dell’azienda.

Nessuno degli altri “luogotenenti” di Bezos è diventato ricco – miliardario, s’intende. Basti vedere Jeff Wilke, ceo della divisione consumer mondiale di Amazon che è entrato in azienda più di due decenni fa ed è stato considerato a lungo la persona più importante dell’azienda. Ha un patrimonio di circa 400 milioni di dollari, basato su circa 49.000 azioni e 245 milioni di dollari di incassati proveniente dalla vendita delle azioni. Wilke ha annunciato l’anno scorso che avrebbe lasciato la società all’inizio del 2021.

“Non ho un nuovo lavoro e sono felice ed orgoglioso di Amazon, come sempre”, ha detto Wilke in un’email indirizzata ai dipendenti. “Abbiamo lavorato sodo. E ci siamo divertiti tantissimo. Perché andarsene? È semplicemente giunto il momento di prendermi tempo per esplorare altri miei interessi personali, lasciati in secondo piano per oltre due decenni”.

Jeff Blackburn è un altro degli importanti dirigenti con relativamente poche azioni. È entrato a far parte dell’azienda nel 1998, dopo aver contribuito a renderla pubblica l’anno precedente. Fa parte del “S-Team” di Bezos, una ristretta cerchia di consulenti, dal 2006, e ha guidato una serie di aziende tra cui Prime Video, Amazon Studios, Amazon Music e Amazon Advertising. Ha 345 milioni di dollari di patrimonio, basato su circa 67.000 azioni e un flusso di cassa stimato di 118 milioni di dollari. Blackburn, probabilmente desideroso di una pausa dall’intenso carico di lavoro, si è preso un anno sabbatico proprio l’anno scorso.

L’unica altra persona nota per essere entrata nel club dei miliardari grazie alle azioni in continua crescita di Amazon è una di famiglia: per l’esattezza, l’ex moglie MacKenzie. I due si sono sposati nel 1993, un anno prima che Bezos iniziasse a vendere libri dal suo garage. In seguito all’accordo sul divorzio nel 2019, ha ricevuto 19,7 milioni di azioni, rendendola la terza donna più ricca del pianeta dopo l’erede di L’Oreal Francoise Bettencourt Meyers e l’erede di Walmart Alice Walton.

Ovviamente, non tutti i fondatori di società tecnologiche tengono così tante azioni per sé. Facebook ha reso miliardarie molte persone, tra cui non soltanto i tre fondatori, ma anche alcuni dipendenti, come il coo Sheryl Sandberg e l’ex vice presidente Jeff Rothschild. Eric Schmidt, che è stato scelto come primo ceo di Google nel 2001, è un altro miliardario che non ha fondato l’azienda. Tuttavia Jassy non è l’unico tra gli amministratori delegati nel settore della tecnologia a non essere abbastanza ricchi da entrare nel club dei miliardari. Tra questi si trova anche Satya Nadella, amministratore delegato di Microsoft.

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