Seguici su
Business 15 maggio, 2019 @ 4:00

Amazon trasforma i dipendenti in imprenditori?

di Simona Politini

Staff

Leggi di più dell'autore
chiudi

immagine amazon pop-up store

 

Tre mesi di stipendio più 10.000 dollari, è quanto Amazon sta offrendo ai suoi dipendenti per dimettersi.

Perché Amazon offre incentivi ai dipendenti per abbandonare il proprio lavoro

Come noto, il colosso dell’e-commerce ha davanti a sé una dura sfida: consegnare i prodotti in un giorno a tutti gli abbonati Amazon Prime, ed è proprio in virtù di questo obiettivo (ma non solo) che ha deciso di fare questa proposta ai propri dipendenti. L’idea però non è quella di abbandonarli come un pacco per strada, ma di incentivarli a sviluppare la propria azienda di consegna dei pacchi senza preoccuparsi di un’interruzione dello stipendio (per tre mesi) e con un budget iniziale sul quale potere contare per avviare l’impresa (10.000 dollari).

Coloro che desiderano partecipare al programma di consegna potranno usufruire di diversi benefit, come spiega l’azienda stessa, ovvero potranno noleggiare furgoni blu con il logo del sorriso Amazon apposto sul lato e approfittare di altri sconti tra cui carburante, assicurazione, uniformi e altro ancora. L’offerta è aperta a dipendenti Amazon a tempo parziale e a tempo pieno.

Amazon cerca di creare un servizio di consegna indipendente

“Dal lancio del programma Delivery Service Partner nel giugno 2018, Amazon ha consentito la creazione di oltre 200 nuove piccole imprese che hanno assunto migliaia di driver locali per offrire pacchetti ai clienti di Amazon”, ha dichiarato Amazon. “Quest’anno, la società prevede di aggiungere centinaia di nuove attività, a cominciare dai dipendenti diventati imprenditori.”

Questa mossa,dunque, riflette anche l’altra volontà di Amazon: organizzare un servizio di consegna indipendente per gestire i pacchetti che ora vanno a società come FedEx, Ups e al servizio postale.

Business 26 aprile, 2019 @ 12:02

Amazon rilancia dopo la frenata: con Prime consegne in un giorno

di Simona Politini

Staff

Leggi di più dell'autore
chiudi

Novità in arrivo per gli abbonati ad Amazon Prime. Il servizio del colosso dell’e-commerce dimezzerà i tempi di consegna necessari per vedersi recapitare al proprio indirizzo ogni tipologia di acquisto effettuato sulla piattaforma. In sostanza la consegna gratuita in due giorni prevista di default nell’offerta Prime verrà effettuata in un giorno soltanto.

Ad annunciarlo è stato Brian Olsavsky, chief financial officer di Amazon, durante la conference call tenuta per annunciare i risultati finanziari del primo trimestre 2019: “Stiamo attualmente lavorando all’evoluzione di Prime, storicamente su due giorni, verso un programma di spedizioni di un giorno”. Un annuncio arrivato contestualmente alla presentazione di risultati trimestrali che hanno segnalato utili record ma anche un rallentamento del tasso di crescita del fatturato.

Ecco perché Amazon Prime riduce i tempi di consegna gratuita da due giorni a uno soltanto

La consegna in due giorni è probabilmente il vantaggio più popolare che Amazon offre ai suoi membri Prime, e il servizio sta per migliorare ancora. Se già per gli abbonati Prime era infatti possibile accedere ad una consegna più rapida – persino fino a due ore con Prime Now in alcune città – nell’immediato futuro la consegna in un giorno diventerà lo standard a livello globale. Una decisione questa che trova la sua spiegazione in due motivazioni ben analizzate da Adria Cheng su Forbes.com: la volontà di non perdere di competitività e l’intenzione di ampliare il bacino di abbonati ad Amazon Prime oltre che di motivare maggiormente gli attuali clienti ad effettuare un maggior numero di acquisti.

Amazon punta sul servizio Prime per aumentare i ricavi

Ma c’è dell’altro. Attirare un sempre maggior numero di utenti verso i servizi Prime e far sì che i membri di Prime spendano di più potrebbe essere rilevante, dal momento che i servizi di vendita online di terze parti e di Amazon, hanno rallentato il loro tasso di crescita. Una strategia dunque per contrastare la frenata del tasso di espansione di Amazon che, sebbene nel primo trimestre dell’anno abbia raggiunto il massimo storico di utili  (3,56 miliardi di dollari), ha registrato una contrazione del tasso di sviluppo del giro di affari, passato a +17% rispetto al +43% di un anno prima. Amazon Prime, che ha registrato un aumento di abbonati nel 2018 superiore a qualsiasi altro anno, potrebbe dunque essere l’arma giusta per rinverdire le prospettive di crescita future.

Amazon, scenario sempre più competitivo

La lotta tra i giganti dell’e-commerce si fa sempre più agguerrita. Walmart, per esempio, ha raddoppiato le offerte di mercato online di terze parti e ha reso più semplice per i venditori soddisfare il requisito della spedizione gratuita di due giorni, senza la necessità di un abbonamento. La risposta di Amazon, che per ammodernare la logistica e dimezzare i tempi di consegna prevede di spendere 800 milioni di dollari in tre mesi, non poteva farsi attendere.

Classifiche 4 aprile, 2019 @ 10:16

Divorzio Bezos, raggiunto l’accordo: lei sarà la terza donna più ricca al mondo

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
Forbes Italia è l'edizione italiana del magazine più famoso al mondo su classifiche, cultura economica, leadership imprenditoriale, innovazione e lifestyle. chiudi
bezos e moglie
Jeff Bezos e la moglie Mackenzie

Dopo quasi quattro mesi dall’annuncio della fine della loro relazione matrimoniale, Jeff Bezos e sua moglie Mackenzie hanno raggiunto un accordo di separazione.

 

Divorzio Bezos: Amazon resta al suo fondatore, ma l’ex moglie diventa la terza donna più ricca del mondo

Come scrive Forbes.com, grazie al contenuto dell’agreement, Mackenzie diventerà la terza donna più ricca del mondo, in virtù delle azioni Amazon che riceverà dall’ex marito, per un valore di 35 miliardi di dollari. Si tratta infatti di una quota pari al 4% del capitale del più grande gruppo di e-commerce al mondo, il cui trasferimento dovrebbe avvenire entro luglio.

In un tweet Mackenzie Bezos ha chiarito di aver lasciato al fondatore di Amazon tutti i suoi interessi nel Washington Post e in Blue Origin, oltre al 75% delle azioni condivise dalla coppia in Amazon (compresi i relativi diritti di voto).

LEGGI ANCHE:10 donne per cui è festa tutti i giorni: sono loro le più ricche del mondo”

 

Divorzio Bezos: il fondatore di Amazon resta l’uomo più ricco del mondo

Davanti alla ex moglie di Bezos  nella classifica delle donne più ricche rimarrebbero solo Francois Bettencourt Meyers di L’Oréal (52,9 miliardi di patrimonio) e Alice Walton della famiglia fondatrice della catena Wal Mart (45 miliardi). Mentre lo stesso Jeff Bezos, nonostante il “salasso” in favore dalla moglie, continuerà a mantenere il titolo di uomo più ricco del mondo con un patrimonio a oggi di circa 110 miliardi.

Nel gennaio scorso con un tweet lo stesso Bezos aveva annunciato al mondo che dopo 25 anni di matrimonio l’unione era andata in frantumi. Una notizia non priva di ripercussioni sulla classifica dei paperoni mondiali.

Nello Stato di Washington, dove i due risiedono, vige infatti la comunione dei beni e in assenza di un accordo al di fuori del tribunale alla ex signora Bezos sarebbe potuto andare fino alla metà del patrimonio del marito, pari secondo Forbes a 137,6 miliardi di dollari (composto in buona parte dal 16,3% delle quote azionarie di Amazon, che potrebbero passare per metà alla ex moglie). Mackenzie avrebbe potuto consolarsi dell’amaro esito del matrimonio con il titolo di donna più ricca al mondo (e quinta nella classifica generale).