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Video 4 Febbraio, 2021 @ 9:30

“Infrangere le regole paga nel lavoro e nella vita”. La leadership ribelle secondo Francesca Gino

di Piera Anna Franini

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“Leadership ribelle significa combattere gli impulsi propri della natura umana verso tutto ciò che è comodo e familiare. Infrangere le regole paga nel lavoro e nella vita”. Parole di Francesca Gino, esperta di scienze comportamentali e di leadership.

Italiana, ma da 20 anni negli Usa, occupa una delle cattedre universitarie di Business Administration più ambite in assoluto alla Harvard Business School, dove tiene corsi di formazione a executive e ceo di aziende come Akamai, Ferrari, Google, Goldman Sachs, Honeywell, Merck, Walmart.

Settima ospite della nostra serie “Fattore R. Riscrivere per Rinascere”, Francesca Gino è un talento ribelle. Nata e cresciuta in un centro di montagna di 3600 abitanti – Tione, Trento – è approdata all’università forgiatrice dell’imprenditoria, della finanza e del management made in Usa.

I ribelli godono di una brutta reputazione, eppure i talenti di questo genere migliorano il mondo grazie a un approccio anticonvenzionale. Questa la tesi di Francesca Gino che si basa su ricerche decennali condotte con super-squadre, e spesso nate in seno ad Harvard. Il  suo nome è una garanzia oltre che un marchio. Ricercatrice pluripremiata, è stata annoverata da Poets & Quants tra i quaranta migliori business professor al mondo sotto i 40 anni (ora ne ha 42), e Thinkers50 l’ha inclusa nella lista dei 50 management thinker più influenti del pianeta.

In questa video intervista Francesca spiega alcuni dei principi della leadership ribelle (chi volesse approfondire, legga il suo bel libro Talento Ribelle).

In tutto i principi sono otto. Si va dalla capacità di cogliere la libertà nei limiti, fino alla spinta a mettere in discussione il proprio status quo. Il leader ribelle, e Gino menziona spesso Massimo Bottura,  è vorace, nutre interessi di ampia portata, incoraggia il dissenso costruttivo. Non chiude, bensì apre continuamente le conversazioni. Pungolato dal desiderio di innovare, è pronto a imparare tutto per dimenticarlo: perché il motto è “andare oltre”. E come Napoleone insegna: non si domina dai piani alti, ma si entra in trincea con la truppa.

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