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Life 27 Maggio, 2020 @ 10:00

La “Ferrari Enzo” non muore mai: all’asta per oltre 2 milioni di euro

di Massimiliano Carrà

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ferrari enzo 2003
courtesy RM Sotheby’s

Tra i 2,4 e i 2,6 milioni di euro. È questa la stima del prezzo di vendita della Ferrari Enzo del 2003 che è stata messa in vendita all’asta organizzata dal sito RM Sotheby’s (che nel 2018 ha battuto la Ferrari più costosa di sempre). Intitolata “Driving into the summer” e iniziata giovedì 21 maggio, l’asta – come sottolinea il sito stesso – si concluderà ufficialmente venerdì 29 maggio, ma già “a partire dalle ore 11:00 di giovedì 28 maggio porterà alla conclusione diversi lotti”.

Infatti, la Ferrari Enzo del 2003 non è l’unica automobile che sarà battuta all’asta. Oltre alla rossa del cavallino rampante, sarà possibile acquistare quasi 200 vetture di alta gamma che – come rivela RM Sotheby’s – “coprono diversi segmenti di mercato”.

ferrari enzo
courtesy RM Sotheby’s

Ferrari Enzo del 2003 all’asta: la storia e i proprietari

Prodotta in occasione dei 55 anni di attività della casa di Maranello (a partire dal 2002 e fino al 2004) e presentata nell’ottobre del 2002 al Salone dell’Automobile di Parigi, la Ferrari Enzo in vendita all’asta fa molta gola agli appassionati per diversi motivi.

Tra questi, il fatto che esistono solamente 400 esemplari in tutto il mondo e che, proprio uno di questi, è stato costruito solamente per essere regalato nel 2005 dalla Ferrari al papa Giovanni Paolo II, il quale lo mise all’asta asta per poi donare in beneficenza la cifra ottenuta (poco più di 6 milioni di dollari).

Entrando nel merito della Ferrari Enzo in vendita, come evidenzia il sito RM Sotheby’s, è stata acquistata nell’agosto del 2003 da un cliente americano, che l’ha posseduta fino al 2018. Successivamente, è stata acquistata da un altro collezionista che risiede in California, il quale ha fatto fare al bolide di Maranello solo “una sgambata” da poco più di 2mila chilometri. Inoltre, facendo parte di una collezione, va segnalato che l’auto è sempre stata regolarmente revisionata dalla Ferrari di San Francisco.

Passando al lato estetico e alle caratteristiche tecniche, come per la maggior parte di tutte le Ferrari Enzo che sono state prodotte, anche questa si presenta in livrea rossa, ma al suo interno sfoggia sui sedili una rara finitura in rosso 3D.

interni
courtesy RM Sotheby’s

La propulsione è affidata a un motore V12 da 6 litri ad aspirazione naturale in grado di erogare fino a 651 cavalli di potenza e 657 Nm di coppia. La trasmissione, di derivazione Formula 1, è automatica a sei velocità. Non è un caso, quindi, se può raggiungere una velocità di oltre 350 km/h e se passa da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi.

motore
courtesy RM Sotheby’s
Innovazione 14 Maggio, 2020 @ 12:48

Pronto il primo ventilatore polmonare Ferrari, realizzato in sole 5 settimane

di Forbes.it

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Il ventilatore polmonare FI5 progettato da Ferrari insieme a IIT. (Courtesy Ferrari)

La Scuderia Ferrari Mission Winnow e l’Istituto Italiano di Tecnologia hanno unito le loro forze per realizzare il progetto di un ventilatore polmonare che potrà essere utilizzato dalle strutture ospedaliere nella lotta al Covid-19. Il progetto è stato identificato con il codice FI5: le lettere sono le iniziali, rispettivamente, della Casa di Maranello e dell’istituto di ricerca che ha sede a Genova mentre la cifra indica il numero delle settimane che ci sono volute per arrivare all’accensione del prototipo partendo da un foglio bianco.

Il progetto FI5 si affianca così alle varie iniziative messe in atto sia da Ferrari che IIT. La Casa di Maranello nelle ultime settimane ha lanciato diversi progetti per l’assistenza sanitaria per il coronavirus – sia come supporto finanziario diretto sul territorio del Modenese sia come produzione di valvole per respiratori polmonari e raccordi per maschere di protezione – nonché al programma “Back on Track”, nato dalla collaborazione con un pool di virologi ed esperti e patrocinato dalla Regione Emilia Romagna, che ha come obiettivo la sicurezza dell’ambiente di lavoro dell’azienda al riavvio dell’attività produttiva, iniziato la scorsa settimana.

(Courtesy Ferrari)

Ma com’è nata l’idea di realizzare il progetto FI5? La scintilla è stata la chiamata di IIT e la volontà di mettere a disposizione di tutti in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo, in Italia come nel resto del mondo, non soltanto strutture produttive di eccellenza e il sostegno alle tante iniziative sul territorio come quelle messe in atto da Ferrari ma anche creatività, reattività e know-how, caratteristiche che sono nel dna di un team di Formula 1 come la Scuderia.

LEGGI ANCHE:Ecco le prime tre vetture uscite dagli stabilimenti Ferrari dopo la riapertura”

FI5 è stato progettato come un prodotto in grado di soddisfare le esigenze tipiche delle medie intensità di cura, affidabile, versatile, facile da usare e da assemblare, in grado di ottimizzare il consumo di ossigeno e di essere prodotto in serie utilizzando materiali di facile reperibilità così da avere un costo di gran lunga inferiore a quello dei ventilatori polmonari attualmente sul mercato. Le specifiche tecniche di FI5, i disegni, il firmware, il software e la lista componenti sono ora a disposizione come open source project, permettendo così a chiunque di poterlo produrre localmente: già alcune aziende italiane e straniere (Messico e Usa) hanno contatto Ferrari e IIT per procedere alla certificazione e alla distribuzione. IIT, connesso con tutti i centri di ricerca europei, veicolerà il progetto sulla rete Dih-Hero dedicata alle tecnologie robotiche in sanità.

Il gruppo di lavoro della Scuderia – guidato da Simone Resta, head of chassis engineering, e da Corrado Onorato, F1 Innovation Manager, che si sono avvalsi anche del supporto di un team trasversale fra gestione sportiva e GT – e quello dell’IIT, che ha messo in campo una squadra ricercatori e ingegneri coordinati da Marco Maggiali, facility coordinator icub tech e da Andrea Pagnin, research manager di IIT, hanno inizialmente definito una serie di requisiti essenziali, delineati grazie all’esperienza sul campo raccolta in varie strutture ospedaliere come l’Ospedale Niguarda di Milano e l’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. Inoltre, prezioso è stato il supporto del Gruppo Camozzi, che ha avuto un ruolo chiave nella scelta di alcuni componenti fondamentali, effettuando anche esperimenti specifici sui propri prodotti per poter fornire dati utili per i modelli di simulazione.

(Courtesy Ferrari)

Il progetto è stato portato avanti attraverso cinque fasi, dalla progettazione alle simulazioni, dalla scelta e approvvigionamento dei componenti fino alla realizzazione del prototipo e al suo collaudo. Gli ingegneri della Scuderia si sono occupati della progettazione in cad, della definizione della parte pneumatica e meccanica e delle simulazioni dinamiche mentre l’IIT si è fatto carico dell’acquisto di tutti i materiali, si è occupata della progettazione dell’elettronica, del firmware e del software di controllo e contribuito sulle simulazioni e sviluppato la progettazione del cablaggio e ha utilizzato la supply chain della Scuderia. Tutto il lavoro è stato improntato ad un rigoroso rispetto delle logiche di processo e della rispondenza ai requisiti necessari, tanto in termini di sicurezza che di affidabilità, per un uso effettivo sul campo.

Il primo prototipo è stato assemblato la scorsa settimana presso la sede dell’IIT a Genova ed è stato sottoposto a tutti i test di funzionamento, superati brillantemente. Peraltro, è già iniziata la fase di analisi dei dati per vedere quali ulteriori sviluppi si possono apportare. Come accade in un vero team di Formula 1, nemmeno i protagonisti di questa inusuale partnership fra la Scuderia Ferrari e l’IIT smettono un momento di pensare a come migliorare, che si tratti di una monoposto o di un ventilatore polmonare.

Lifestyle 8 Maggio, 2020 @ 4:46

Ecco le prime tre vetture uscite dagli stabilimenti Ferrari dopo la riapertura

di Forbes.it

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La Ferrari Monza SP2.
La Ferrari Monza SP2. (Courtesy Ferrari)

Nel corso della settimana gli stabilimenti Ferrari di Maranello e Modena sono gradualmente tornati alla piena operatività, nel rispetto del programma “Back on Track”. La prima vettura a uscire dalle linee Serie Speciali, dopo sette settimane in cui ne è stata sospesa la lavorazione, è stata una Ferrari Monza SP2 con livrea nera e grigia.

Ferrai 812 GTS.
Ferrai 812 GTS. (Courtesy Ferrari)
Ferrari F8 Tributo.
Ferrari F8 Tributo. (Courtesy Ferrari)

Lo rende noto l’azienda di Maranello, aggiungendo che una spider 812 GTS di color grigio GTS e una F8 Tributo color rosso corsa sono state invece fra le prime vetture ultimate dalle linee 12 e 8 cilindri. I tre modelli sono ora pronti per essere consegnati ai loro proprietari, rispettivamente negli Stati Uniti, Australia e Germania, e conquistare finalmente la strada.

 

Trending 9 Aprile, 2020 @ 10:56

Così Ferrari riavvierà la produzione: i dettagli del progetto Back on Track

di Forbes.it

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Ferrari
La Ferrari SF90 Stradale (Courtesy Ferrari)

Presto i motori riprenderanno a rombare in quel di Maranello, ma lo faranno in totale sicurezza dell’ambiente di lavoro. È questo l’obiettivo alla base del progetto “Back on Track” presentato da Ferrari e nato dalla collaborazione con un pool di virologi, tra i quali il prof. Roberto Burioni, ed esperti e patrocinato dalla Regione Emilia Romagna.

“Back on Track”, che letteralmente significa “Torna in pista”, è un progetto articolato su più fasi che prevede anche l’utilizzo di una App la quale svolgerà la duplice funzione di sistema di tracciamento e sistema per il supporto sanitario e psicologico.

“Con queste misure – riporta la nota ufficiale – Ferrari si prende cura della risorsa più preziosa, le proprie persone, facilitando un ritorno alla vita lavorativa il più possibile sicuro e sereno”.

Le fasi del progetto “Back on Track” di Ferrari per riprendere l’attività produttiva

La prima fase della riapertura delle sedi di Maranello e Modena, secondo le  tempistiche e le modalità definite dalle Autorità Nazionali, prevede anzitutto la piena attuazione del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo 2020, ulteriormente rafforzato e personalizzato con il supporto di competenze specialistiche qualificate sugli ambienti di lavoro Ferrari.

La fase successiva prevede uno screening dei collaboratori Ferrari, su base volontaria, con esami del sangue mirati a verificare il loro stato di salute in relazione alla diffusione del virus. Tale screening porterà a definire un primo quadro dello stato sanitario della popolazione aziendale analizzata.

Si prevede poi l’allargamento del servizio alla “Comunità Ferrari”, ovvero ai familiari conviventi dei collaboratori, qualora interessati, e al personale dei fornitori presente in Azienda.

Alla Ferrari una App di tracciamento, e non solo

Nell’ultima fase si offre l’opportunità a ciascun collaboratore di servirsi di una App, per avere un supporto medico sanitario nel monitoraggio della sintomatologia del virus.

Il mantenimento dello stato di salute della popolazione che aderisce al progetto sarà supportato dal tracciamento dei contatti delle singole utenze grazie alla medesima App, nel rispetto della privacy individuale grazie a una sua gestione esterna ed estranea a Ferrari. Pertanto, in caso di positività al Covid-19 di un utente, i suoi contatti potranno essere ricostruiti dalla App.

L’azienda fornirà inoltre un servizio di assistenza sanitaria e psicologica, telefonica e domiciliare, alle proprie persone. In caso di positività al Covid-19, verrà loro messa a disposizione una copertura assicurativa specifica oltre a un alloggio adatto all’autoisolamento, con assistenza medica e infermieristica a domicilio e supporto di materiale sanitario (quali medicinali, ossimetro e, nel caso di emergenze, ossigeno).

“Back on Track”, un progetto pilota per salvaguardare la salute dell’intera comunità

Ferrari condividerà l’esito del progetto “Back on Track” con la Regione Emilia Romagna, con l’obiettivo di mettere a disposizione della comunità le pratiche più avanzate per la difesa della salute dei lavoratori.

Business 27 Marzo, 2020 @ 9:45

Ferrari riaprirà la produzione a Maranello e Modena dal 14 aprile

di Forbes.it

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Ferrari prevede attualmente di riaprire la produzione il 14 aprile 2020, a condizione che sia garantita la continuità della catena di fornitura. Lo spiega la società in una nota.

“Tutte le attività aziendali che possono essere svolte attraverso il lavoro agile continueranno regolarmente come è stato fatto nelle scorse settimane”, si legge nel comunicato. “La società continuerà a farsi carico dei giorni di assenza di coloro che non possono avvantaggiarsi di tale soluzione”.

La società aveva annunciato lo stop alla produzione lo scorso 14 marzo. La misura era stata adottata per garantire il benessere dei lavoratori e nel rispetto del Decreto del Governo Italiano dello scorso 11 marzo (e dei precedenti).

Ora “a fronte della grande incertezza e dell’imprevedibilità causata dal Covid-19, la società sta adottando tutte le misure più appropriate per assicurare il benessere e la salute dei suoi dipendenti, nell’interesse di tutti i suoi stakeholder”.

Ferrari ha precisato che sarà in grado di fornire ulteriori indicazioni sulla guidance finanziaria il 4 maggio 2020, nel corso della conference call con la comunità di investitori relativa ai risultati del primo trimestre.

“Alla luce del valore del marchio, della propria solidità finanziaria e del modello di business”, sottolinea la nota, “Ferrari è fiduciosa nella propria capacità di generare valore per tutti gli stakeholder al di là delle incertezze del breve periodo”.

Business 14 Marzo, 2020 @ 5:38

Ferrari ferma la produzione per il Coronavirus. L’a.d. Camilleri: “Saremo pronti a una grande ripartenza”

di Forbes.it

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Ferrari

Ferrari ha scelto di sospendere la produzione di Maranello e Modena con effetto immediato e fino al 27 marzo. L’annuncio è stato comunicato in una nota societaria.

La misura è stata decisa dalla società nell’interesse primario del benessere dei lavoratori e segue una serie di rigorose disposizioni già attuate a tutela della sicurezza dell’ambiente di lavoro, nel rispetto del Decreto del Governo Italiano dello scorso 11 marzo e dei precedenti. L’azienda, che fino ad ora ha proseguito l’attività operativa mettendo sempre al primo posto la salute dei lavoratori, ha riscontrato le prime serie difficoltà nella catena di fornitura che non permettono di assicurare la continuità produttiva.

Le attività aziendali non legate direttamente alla produzione continueranno regolarmente grazie alle soluzioni di lavoro agile (smart working).

Di pari passo con l’attività produttiva, anche la Gestione Sportiva ha sospeso le sue attività operative.

Louis Camilleri, ceo di Ferrari, ha commentato: “In un momento come questo, i miei ringraziamenti vanno prima di tutto alle persone della Ferrari, che con il loro straordinario impegno in questi ultimi giorni hanno dimostrato l’attaccamento e la passione che contraddistingue il nostro marchio. Assieme ai nostri fornitori, sono stati loro a garantire fino ad adesso la continuità aziendale. È proprio nel loro rispetto e per la tutela della loro serenità e di quella delle loro famiglie, che abbiamo preso questa decisione. Ferrari ha a cuore naturalmente anche i propri clienti e i propri fan, e per loro ci faremo trovare pronti a una grande ripartenza”.

Business 3 Dicembre, 2019 @ 3:42

La classifica Forbes dei team di Formula 1 che valgono di più

di Matteo Rigamonti

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Formula 1 Team
La partenza di un gran premio (Shutterstock)

La scuderia di Formula 1 che vale più di tutte è la Ferrari, l’unica ad aver partecipato a tutte le stagioni del Mondiale, la più vincente di sempre (con 15 titoli piloti). Seconda la Mercedes e terza la Red Bull, che vale meno della metà del Cavallino rampante. Ai piedi del podio la McLaren, che nella sua storia ha vinto 12 titoli, meglio di Mercedes (8) e Williams (7).

A stilare la classifica Formula One’s Most Valuable Teams 2019 è Forbes che attribuisce alla Rossa di Charles Leclerc e Sebastian Vettel un valore pari a 1,35 miliardi di dollari e a fronte di ricavi complessivi pari a 426 milioni. E ciò anche se non vince un titolo piloti dal 2007, costruttori dal 2008.

Le Frecce d’argento, che da sei anni stravincono il Mondiale piloti e costruttori con il fenomeno Lewis Hamilton, invece, si fermano a poco più di un miliardo (1,015), in crescita del 46% rispetto all’ultima rilevazione, ma con ricavi maggiori (451 milioni) della Ferrari.

Sul terzo gradino del podio sale la Red Bull di Max Verstappen, che vale 640 milioni (327 di ricavi). Il figlio d’arte olandese dell’ex compagno di Michael Schumacher alla Benetton negli anni ’90, quest’anno ha chiuso in terza piazza anche il Mondiale, dietro alle Mercedes e davanti ai ferraristi.

A insidiare le posizioni di primo piano c’è la McLaren con 620 milioni, scavalcata proprio dalla Red Bull rispetto alla precedente rilevazione. La scuderia di Woking, che quest’anno con Carlos Sainz è tornata a podio dopo anni di digiuno, è seguita in classifica dalla Renault (430) di Daniel Ricciardo e dalla Williams (400).

La scuderia di Grove, pur avendo riportato Robert Kubica nel circus a otto anni dal terribile incidente, quest’anno non è mai stata davvero competitiva. Chiudono la top ten Toro Rosso (200), Racing Point (130), Haas (115) e Alfa Romeo (105).

Equilibri che potrebbero cambiare in vista del 2021 quando saranno operativi il cambio di regolamento e il tetto alla spesa voluti dall’attuale proprietà Liberty Media, che nel gennaio 2017 ha rilevato la F1 per 8 miliardi.

Una data sulla quale, peraltro, aleggia anche lo spettro di un eventuale addio da parte di Mercedes e Red Bull.

 

Formula One’s Most Valuable Teams 2019

1 Ferrari (Valore in milioni di dollari: 1.350; ricavi: 426)

2 Mercedes (1.015; 451)

3 Red Bull Racing (640; 327)

4 McLaren (620; 165)

5 Renault (430; 195)

6 Williams (400; 176)

7 Toro Rosso (200; 172)

8 Racing Point (130; 104)

9 Haas F1 (115; 95)

10 Alfa Romeo (105; 84)

Lifestyle 24 Novembre, 2019 @ 10:44

La prima vettura venduta da Ferrari e altri pezzi iconici: cosa vedere a Milano AutoClassica

di Emiliano Ragoni

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Alcune delle auto esposte a Milano AutoClassica, in primo piano la Ferrari 250 GT Berlinetta SWB (Courtesy: Gruppo Fassina)

Come ogni anno siamo andati a fare un giro nel polo espositivo di Rho Fiera Milano dove ancora per oggi si tiene Milano AutoClassica, la manifestazione dedicata alle auto classiche e storiche. Ma non solo. Infatti la nona edizione di AutoClassica è particolarmente densa di appuntamenti e novità dedicati al mondo dell’automobilismo storico. All’interno dei due padiglioni, il 18 (auto) e il 22 (auto e ricambi), oltre alla presenza delle case ufficiali con le loro divisioni che si occupano di restauro delle storiche, c’è anche tanto spazio per i privati, con l’occasione per fare diverse compravendite.

Tra gli eventi da segnalare c’è sicuramente quello di ieri nel quale la Casa d’Aste Wannenes ha messo all’asta quaranta lotti di auto e motociclette storiche. Uno dei pezzi forti è stato sicuramente l’Alfa Romeo 8C Competizione (lotto 29, stima 240.000 – 400.000 euro) nell’unico esemplare verniciato nel colore Maserati Blu Notturno; auto ordinata da un amico personale di Sergio Marchionne.

 

La Ferrari 125 (Foto dell’autore)

Ma la parte da leone in quest’edizione di Milano Auto Classica 2019 la fa sicuramente la Ferrari, che festeggia il novantesimo anniversario dalla fondazione. La scuderia Ferrari è stata infatti fondata il 16 novembre del 1929 nello studio del notaio Alberto Della Fontana, a Modena. Per festeggiare questa importante ricorrenza i Musei Ferrari espongono tre vetture iconiche. Tra di esse figura la prima vettura venduta con il marchio Ferrari, nel 1947: la Ferrari 125 è una barchetta (non ha parabrezza e finestrini) “ala spessa” prodotta in due esemplari e dotata di un motore 12 cilindri progettato da Gioachino Colombo. Questa vettura è riuscita a conquistare la prima vittoria, a maggio del 1947, con Franco Cortese al Gran Premio di Roma alle Terme di Caracalla.

La seconda vettura esposta è la Ferrari 250 GT Berlinetta SWB, una vettura creata dalla matita di Pinin Farina, presentata al Salone di Parigi del 1959. La 250 GT Berlinetta SWB è equipaggiata con un V12 di 3 litri ed ha una potenza compresa tra 260 ed i 280 CV; anche se è stata progettata per le corse, riscosse un buon successo anche in versione stradale.

La terza vettura tra quelle più preziose esposte all’ingresso del padiglione 18 troviamo la monoposto di Formula 1, la F2002, utilizzata da Schumacher per vincere il suo quinto titolo piloti.

La Ferrari Monza SP1 (Courtesy Gruppo Fassina)

Recandosi allo stand del Museo Ferrari, sarà possibile vedere una vettura assolutamente inedita, oltre che preziosa. Stiamo parlando della Monza SP1 del 2018, la variante della barchetta, che attinge a piene mani dalle gloriose vetture da corsa Ferrari degli Anni ’50, e che fa parte del segmento di vetture denominate ‘Icona’, che racchiude le serie speciali limitate dallo stile senza tempo.

Il frontale della Pagani Zonda (Courtesy Gruppo Fassina)

Chiuso il capitolo Ferrari, sempre nel padiglione 18, è possibile ammirare le particolari e seducenti forme delle Pagani, produttore di hypercar che a Milano Autoclassica festeggia i 20 anni di Zonda. Sono tre i modelli Zonda esposti: la Roadster, che di fatto è l’evoluzione estrema della versione coupé; la Zonda 5 Roadster, prodotta in soli cinque esemplari caratterizzati da una livrea molto particolare; la Zonda F, che rende omaggio al pilota cinque volte campione del mondo di Formula 1 Juan Manuel Fangio. Si tratta di un modello molto leggero, tanto da conseguire, nel 2007, il record di velocità per le auto stradali di soli 7 minuti e 27 secondi sul Nürburgring Nordschleife. Allo stand di Pagani sarà poi possibile ammirare anche Huayra Roadster, la prima versione roadster ad essere più leggera della propria variante coupé.

La McLaren 600LT (Courtesy: Gruppo Fassina)

Oltre alle auto classiche, all’appuntamento milanese è possibile vedere anche vetture attuali. Tra di esse possiamo contare la McLaren GT, esposta nel colore Namaka Blue, la McLaren 600LT nel colore Orange, è il quarto modello McLaren ad avere la denominazione Longtail.

Lifestyle 14 Novembre, 2019 @ 9:02

Nuova Ferrari Roma, le prime foto ufficiali della GT ispirata alla Dolce Vita

di Forbes.it

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Nuova Ferrari Roma
Ferrari Roma

La Ferrari Roma è stata presentata oggi ai clienti nel corso di un evento esclusivo tenutosi nella Città Eterna. La nuova coupé 2+ a motore centrale-anteriore della Casa di Maranello è caratterizzata da un design senza tempo, da una spiccata raffinatezza e da guidabilità e prestazioni di assoluta eccellenza.

Nuova Ferrari Roma
(Courtesy Ferrari)
Nuova Ferrari Roma
(Courtesy Ferrari)

La Ferrari Roma non è infatti solo una vera e propria icona di design italiano, ma è anche in grado di garantire prestazioni al vertice della categoria grazie al suo motore V8 turbo appartenente alla famiglia vincitrice del premio Engine of the Year per 4 anni consecutivi. Il motore da 620 cv a 7.500 giri/min. è abbinato al nuovo cambio dual-clutch a 8 rapporti, introdotto per la prima volta sulla SF90 Stradale.

Nuova Ferrari Roma
(Courtesy Ferrari)

 

Lifestyle 28 Ottobre, 2019 @ 3:19

C’è una nuova Ferrari in pista: la 488 Challenge Evo

di Forbes.it

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La Ferrari 488 Challenge Evo. (Courtesy Ferrari)

La nuova 488 Challenge Evo ha fatto il suo debutto nel corso delle finali Mondiali Ferrari in svolgimento presso l’Autodromo del Mugello. A tre anni dalla presentazione della 488 Challenge avvenuta a Daytona, la casa di Maranello introduce un kit di aggiornamento sviluppato con l’obiettivo di migliorare le performance assolute, la guidabilità e la ripetitività della prestazione, per offrire ai piloti sempre maggior piacere e divertimento di guida.

La 488 Challenge Evo raggiunge questi obiettivi massimizzando la sinergia tra aerodinamica e dinamica veicolo, ovvero l’interazione tra pneumatici, bilanciamento del downforce e controlli elettronici. Le prestazioni vengono garantite dall’incremento del carico verticale e dal nuovo sviluppo degli pneumatici Pirelli. Per quanto riguarda il piacere di guida, affrontato in sede di sviluppo iniziale attraverso sessioni al simulatore di guida GT, si è deciso di partire da una valutazione approfondita del bilanciamento aerodinamico tra gli assi, che è stato spostato in avanti al fine di favorire la prontezza di inserimento e la riduzione del sottosterzo in uscita di curva.

Il bilanciamento aerodinamico “dialoga” con i sistemi di controllo E-Diff3 e F1-TCS basati sul Side Slip Control (SSC), i quali offrono nuove tarature dedicate. Il concept di controllo SSC, che si fonda sullo stimatore dell’angolo di assetto, è stato adeguato ai nuovi livelli di performance per fornire ai sistemi di controllo un linguaggio comune finalizzato alla massimizzazione dell’agilità in ingresso curva e della disponibilità di trazione in uscita.

La sinergia tra la direzione tecnica ed il Centro Stile Ferrari, cui spetta il disegno della nuova vettura, ha portato ad una profonda rivisitazione dell’aerodinamica soprattutto nella parte anteriore, che ha prodotto un incremento del 30% di efficienza rispetto alla 488 Challenge. Perseguendo il duplice scopo di aumentare il carico aerodinamico complessivo e ottimizzare il bilanciamento, è stata variata la lunghezza dello sbalzo anteriore incrementando la sporgenza delle prese d’aria laterali del paraurti, mentre un terzo convogliatore a forma di ‘U’ in posizione centrale contribuisce a conferire alla 488 Challenge Evo un’identità e un carattere unici.

Nella parte bassa del paraurti, un importante splitter dotato di due pinne alle estremità ha lo scopo di gestire e controllare al meglio l’aria che fluisce dagli sfoghi laterali. I fianchi sono stati riproporzionati smagrendone le superfici per inserire un secondo flick laterale, capace di migliorare la qualità del flusso d’aria. Il carico aerodinamico verticale totale della vettura risulta così aumentato del 50% rispetto alla 488 Challenge attuale.

Sulla fiancata, al di sotto dello specchio retrovisore, spicca una caratteristica aletta progettata allo scopo di deviare il flusso verso l’intercooler. Sul posteriore, invece, sono evidenti i richiami alla FXX-K. I lati del paraurti sono caratterizzati da una superficie estremamente aerodinamica dove sono stati scavati due sfoghi per l’estrazione dei flussi generati all’interno dei passaruota. Al di sotto dello spoiler posteriore è stata ricavata un’uscita d’aria, volta a incrementare il carico aerodinamico e incastonata nella griglia di evacuazione dell’aria motore. Nuova anche la bandella dell’ala posteriore che produce un aumento del coefficiente di deportanza.

La 488 Challenge Evo introduce una novità assoluta per il monomarca del Cavallino, vale a dire la possibilità di modificare il carico anteriore in modo indipendente da quello posteriore, per avere sempre sotto controllo il bilanciamento senza dover modificare l’altezza da terra della vettura. Il pilota può selezionare differenti configurazioni spaziando da High Downforce a Low Downforce prima di ogni gara a seconda delle caratteristiche del circuito e delle condizioni climatiche. Queste evoluzioni hanno permesso di avere un incremento di oltre venti punti percentuali del carico all’anteriore rispetto alla 488 Challenge.

Gli interni, di impronta marcatamente corsaiola, sono caratterizzati da un volante concettualmente diverso, sviluppato a partire dall’esperienza maturata con la FXX-K Evo e la 488 GTE che ha trionfato alla 24 Ore di Le Mans. Dotato di leve cambio integrate, il volante migliora sensibilmente l’ergonomia poiché il pilota può sempre mantenere le mani nella posizione ideale, traendo notevoli vantaggi in termini di visibilità e controllo dei sistemi. È stata inoltre introdotta una nuova modalità di gestione dell’ABS attraverso il manettino. Il pilota può selezionare quattro diverse modalità di intervento, due da asciutto e due da bagnato, che attuano una strategia mirata alla performance o alla stabilità.