La nuova vita di Mr. Candy Crush, tra il venture capital e la scuola di coding

Riccardo Zacconi, fondatore e ceo di King, ha lanciato una scuola di programmazione informatica.
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Riccardo Zacconi, fondatore e ceo di King, ha lanciato una scuola di programmazione informatica.

Articolo tratto dal numero di febbraio 2021 di Forbes Italia. Abbonati.
Di Angela Antetomaso

Considerato uno dei grandi visionari del mondo digitale, Riccardo Zacconi è meglio conosciuto come il papà di Candy Crush, uno dei videogiochi per smartphone più seguiti (e giocati) al mondo, con 500 milioni di utenti al mese in oltre 200 Paesi. Ci racconta il segreto del suo successo, e di cosa farà da grande. Sì, perché a 53 anni Zacconi ha appena lasciato la guida di King, la società madre del super-game da lui fondata nel 2003, portata in borsa nel 2014 con una maxi Ipo da 7,5 miliardi di dollari, e poi ceduta nel 2016 ad Activision Blizzard per quasi 6 miliardi di dollari. Fino all’agosto scorso è rimasto comunque nel gruppo, prima come ceo e poi come chairman. Ora volta pagina, e si rimette in gioco.

Con la voglia di reinventarsi e di restituire quanto ha ricevuto dalla vita. E come meglio farlo se non guardando al suo Paese natale, che ha sempre portato nel cuore? “Sono 25 anni che sono fuori dall’Italia e 25 anni che sogno di tornare”, scherza Zacconi. “Il nostro è un Paese stupendo che tutti ci invidiano, siamo fortunati. Vorrei solo che l’Italia stesse bene, e che tutti gli italiani stessero bene”.

Proprio da qui nasce una delle più recenti iniziative dell’ex-re di Candy Crush, che sì, volta pagina ma lo fa tornando alle origini: a quella Università Luiss di Roma dove si è laureato 30 anni fa e che ora farà da piattaforma accademica a uno dei suoi nuovi progetti. Si tratta della 42 Roma Luiss, una rivoluzionaria scuola di coding, che è partita a gennaio e insegnerà programmazione informatica ad altissimo livello. La scuola lancerà i giovani talenti italiani nel mondo del digital e allo stesso tempo accelererà la trasformazione digitale del nostro Paese – assolutamente necessaria, visto che secondo uno studio Eurostat siamo al terzultimo posto in Europa per competenze digital tra gli under 25.

Il progetto, nato tra Parigi e la Silicon Valley e presente oggi in 30 Paesi al mondo, è interamente finanziato da Zacconi insieme ad altri imprenditori italiani – tra cui il cfo di Apple, Luca Maestri. Già, perché il corso di studi è anche completamente gratis. “Diventerà più di una scuola”, spiega Zacconi. “Sarà una piattaforma di lancio nel digitale per persone di vero talento. Per farne parte non ci sono prerequisiti, basta solo passare un test di logica molto avanzato. Alcune aziende italiane e un team di mentor in Silicon Valley offriranno internship e supporto agli studenti durante e dopo il percorso di studi”.

Un bel progetto di crescita per il Paese dunque, e un trampolino di lancio per i giovani più intraprendenti e capaci. Anche perché, come sottolinea Zacconi, “il segreto non sta nella fortuna: la fortuna viene quando si prova tante volte. Quel che serve davvero è la tenacia”. E lo sa bene lui, che ha provato a lungo prima di sfondare. “Quando è nata King eravamo in sei. Siamo arrivati nel giro di qualche anno ad avere duemila persone e due miliardi di fatturato, ma la fortuna è arrivata solo nel 2012 con Candy Crush. Nei precedenti nove anni abbiamo lanciato circa 200 videogiochi: non tutti hanno funzionato ma ho imparato tante cose. Si impara soprattutto quando le cose non funzionano, per questo è importante provare più volte. Se non ci si arrende, prima o poi il successo arriva”.

Riccardo Zacconi ha anche creato la Pten Research Foundation, una charity non profit nell’ambito della ricerca medica.

E le basi per mantenerlo quel successo? Zacconi non ha dubbi. “È fondamentale avere un team molto forte e circondarsi di persone di talento. E poi avere un’idea veramente innovativa ed essere ben preparati. La preparazione è cruciale: noi abbiamo creato la società a Stoccolma ma avremmo potuto farlo in Italia. Da noi c’è un potenziale enorme ma non sempre viene sfruttato: di gente in gamba ne abbiamo tanta, dobbiamo solo formarla”.

Primo passo dunque la scuola di coding, che è comunque solo uno dei suoi nuovi progetti. Dopo il boom nel mondo dei videogame, Mr. Candy Crush si dedica al venture capital, e con la sua Sweet Capital punta su un settore che conosce bene, quello del mobile consumer, quindi delle app per i telefoni cellulari. Il portafoglio è molto differenziato e spazia da società del settore medico allo sport, dal food all’arte. Il vero investimento però è quello nel capitale umano: “Preferisco investire nelle persone. Punto su giovani in gamba che credo abbiano potenzialità e li lascio liberi di fare, anche di sbagliare se necessario. Credo sia giusto dare la libertà a ognuno di andare avanti da solo e imparare dai propri errori”.

L’investimento che in realtà sta più a cuore a Zacconi è comunque quello nella ricerca medica. Da qualche anno ha creato la Pten Research Foundation, una charity non profit. “Credo fermamente che nei prossimi 30 anni l’avanzamento maggiore dello scibile umano sarà nel settore medico e biomedico. Da qualche anno finanzio la ricerca nel settore delle malattie genetiche rare, in particolare nei bambini. Abbiamo messo su un bel team e stiamo sostenendo diversi progetti guardando al futuro”.

Tutto questo mentre impara a suonare il piano, un altro sogno nel cassetto che adesso Zacconi vuole realizzare “perché non è mai troppo tardi nella vita per imparare, né per realizzare i propri sogni”. Lo dice lui, che il sogno di avere successo e vedersi catapultato al top della rivoluzione tecnologica di questo millennio lo ha raggiunto verso i quarant’anni. “Se avessi saputo prima cosa volevo fare nella vita, sarei andato dritto verso la meta senza perdere tempo prezioso. Essere pronti e avere le idee chiare è fondamentale”.

Il suo consiglio più sentito a chi vuole ricalcare le sue orme non è però di puntare al guadagno e alla ricchezza, ma di seguire il proprio cuore e le proprie passioni tenendo sempre a mente i veri valori. “Per vivere bene non ci vogliono tanti soldi. I soldi sono un mezzo, ma non motivano”, spiega Zacconi, che di soldi ne ha visti nella vita. “Ciò che motiva è avere successo, avere un’idea e poterla realizzare…e secondo me è anche aiutare gli altri. Credo che ognuno debba cercare di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo ha trovato. Se riuscissimo a farlo tutti, non solo il mondo migliorerebbe davvero ma ognuno potrà essere contento della propria vita”. Con una storia così, Zacconi è certamente sulla strada giusta.