Azimut cresce negli Stati Uniti grazie all’accordo con il fratello di Jeff Bezos. E punta alla blockchain

pietro-giuliani-azimut
Pietro Giuliani, presidente di Azimut (Imagoeconomica)
Share

Uno dei più grandi operatori indipendenti in Europa nel campo del risparmio gestito e il fratello dell’uomo più ricco del mondo. Il gruppo Azimut ha annunciato l’acquisizione di una partecipazione di minoranza in HighPost capital, società newyorkese di private equity che conta tra i suoi fondatori Mark Bezos, fratello minore di Jeff. L’operazione è stata condotta tramite la controllata americana Azimut alternative capital partners (Aacp) e ha l’obiettivo di sviluppare una piattaforma e veicoli di investimento nel private equity specializzati nel settore consumer.

Azimut e HighPost

Azimut è un gruppo italiano fondato da Pietro Giuliani che si occupa di risparmio gestito dal 1989. È presente in 17 Paesi e gestisce 70 miliardi di euro. Aacp è nata nel novembre 2019 per creare partnership con società di investimenti alternativi in America.

Tra i fondatori di HighPost, società focalizzata soprattutto sul settore consumer, c’è Mark Bezos, che può sfruttare la rete personale e quella della famiglia, oltre alle esperienze maturate come dirigente in diverse agenzie pubblicitarie globali (inclusa quella che ha fondato e poi venduto nel 2006). L’altro fondatore è David Moross, investitore di lungo corso, che da oltre 30 anni punta soprattutto sul ramo consumer, sport e media.

L’accordo

L’operazione comporta l’acquisto da parte di Aacp di una quota iniziale del 12,5% di HighPost, con opzioni per salire fino al 24,9%. L’intero investimento sarà utilizzato dalla società per crescere e investire nel business, rafforzando l’impegno del team per guidare la crescita a lungo termine. Inoltre, la società nominerà un rappresentante nel consiglio di amministrazione. 

“Siamo entusiasti di iniziare questa partnership con Azimut”, hanno dichiarato i fondatori di HighPost. “L’operazione fornisce alla nostra società il capitale necessario per un ulteriore sviluppo e ci permette di migliorare la capacità di intercettare opportunità d’investimento tra le aziende ad alta crescita e focalizzate sul settore consumer a livello globale. Azimut condivide i valori di HighPost e l’approccio di capitale paziente negli investimenti”.

Secondo l’amministratore delegato di Aacp, Jeff Brown, “la forte esperienza nel private equity e la conoscenza del settore consumer, assieme alle competenze globali di Azimut, aiuteranno HighPost a raggiungere il suo massimo potenziale”.

“Siamo orgogliosi di questa partnership”, ha ribadito Gabriele Blei, ceo del gruppo Azimut. “Siamo allineati con professionisti e imprenditori di primo livello come David Moross e Mark Bezos nel far crescere il business con successo e in modo sostenibile. La transazione conferma il nostro impegno a crescere nel settore degli investimenti alternativi, sia in Italia che negli Stati Uniti. Il gruppo continua a essere concentrato sullo sviluppo e la gestione di strategie liquide e illiquide, con un focus crescente nello sviluppo di competenze fintech, anche attraverso il token Azimut e il progetto Banca Sintetica, per investire e sostenere l’economia reale”.

Azimut Token

Il riferimento di Blei è ad Azimut Token, il primo security token nel settore dell’asset management: la cartolarizzazione digitale di un asset finanziario disponibile per investire nel credito alternativo. Il token di Azimut è la rappresentazione digitale di un portafoglio di 5 milioni di euro di prestiti alle piccole e medie imprese italiane.

“Azimut Token”, si legge nel comunicato della società, “apre una nuova frontiera negli investimenti in economia reale e offre nuovi scenari per la gestione del risparmio, dove, attraverso il processo di tokenizzazione, anche gli investimenti illiquidi, come quelli dei private markets, possono diventare liquidi e immediatamente trasferibili grazie alla tecnologia blockchain”.

Lo stesso comunicato sottolinea come il token possa ridurre “costi e tempi di transazione”, “aumentare la trasparenza” e favorire la “democratizzazione” degli investimenti. Il token servirà ad Azimut anche per rafforzare il progetto di Banca Sintetica, con cui il gruppo intende finanziare le pmi italiane per 1,2 miliardi di euro entro il 2025.