Deliveroo, il debutto in Borsa è amaro: le azioni crollano del 30%

(Getty Images)
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Articolo di Iain Martin apparso su Forbes.com

L’ipo di Deliveroo doveva essere la più grande degli ultimi dieci anni per la Borsa di Londra, ma le sue azioni sono crollate fino al 31% al suo debutto. La compagnia britannica che consegna cibo a domicilio, che è ancora la società tecnologica più preziosa a Londra, all’inizio di questa settimana ha dovuto tagliare il prezzo di offerta iniziale fino ad arrivare al minimo della forchetta prestabilita di 3,9 sterline per azione e una valutazione di 10,4 miliardi di dollari.

Le azioni di Deliveroo sono crollate a minimi di 2,76 sterline per azione prima di stabilizzarsi a 2,99 sterline per azione a metà mattinata. Un crollo che ha fatto scendere di 2,6 miliardi di dollari la valutazione della società sostenuta da Amazon. L’apertura di Deliveroo ha segnato uno dei peggiori esordi degli ultimi anni per una società quotata a Londra.

La società tecnologica con sede a Londra sperava di rientrare nella fascia più alta del prezzo iniziale stabilito per l’ipo, con una valutazione di 12 miliardi di dollari, ma i principali investitori nel Regno Unito hanno rifiutato di acquistare azioni a causa della struttura dell’azionariato che permette al fondatore e ceo, Will Shu, di superare i voti degli azionisti e del modo in cui la società tratta la sua flotta di riders autonomi.

“Sono molto orgoglioso che Deliveroo diventi pubblica Londra, la nostra casa”, ha detto Will Shu in una dichiarazione. “In questa prossima fase del nostro viaggio come società per azioni continueremo a investire nelle innovazioni che aiutano ristoranti e negozi a crescere le loro attività, per offrire ai clienti una scelta più ampia che mai e per fornire ai riders più lavoro”.

La deludente ipo intaccherà i tentativi di promuovere Londra su New York e Hong Kong come destinazione per startup nascenti e in rapida crescita che cercano di raccogliere capitali nei mercati pubblici. Una proposta per consentire a società come Deliveroo di assumere una struttura di azioni a doppia classe, che permette ai fondatori di avere una ‘quota d’oro’ superiore a quella di altri investitori e alla società di essere inclusa nell’indice FTSE100. Scelta che è stata acclamata dal primo ministro Boris Johnson, ma che al contempo non è stata ben vista dagli investitori.

Nonostante ciò, l’offerta pubblica iniziale di oggi sarà la più grande per la Borsa di Londra dalla quotazione di Glencore nel 2011. Bisogna anche ammettere che l’ipo di una società tecnologica del Paese avrebbe dovuto attirare tanti investitori, ma alcuni dei più grandi gestori patrimoniali del Regno Unito, come Aberdeen Standard, Aviva Investors e LGIM hanno annunciato che non avrebbero preso parte alla quotazione.

Una lunga battaglia di un piccolo sindacato, che rappresenta la flotta di riders autonomi di Deliveroo, sembra essere stata ascoltata nelle sale del consiglio della City di Londra, il quartiere finanziario della città. L’ Independent Workers ‘Union of Great Britain ha affermato che i ‘rider verdi’, onnipresenti nelle strade di tutto il Regno Unito, possono essere pagati solamente due sterline l’ora, nonostante Deliveroo affermi che la maggior parte dei guadagni si attesti a circa 10 sterline l’ora.

Le questioni lavorative sono state segnalate come una delle principali preoccupazioni nel prospetto della società con indagini normative sui diritti dei lavoratori in corso nel Regno Unito e in Europa, mentre Uber è stata costretta a garantire ai suoi tassisti un salario minimo, indennità di ferie e pensioni, inquadrandoli come dipendenti invece di autonomi.

Gli investitori hanno anche espresso diverse preoccupazioni su come il business in perdita possa realizzare un profitto in un momento in cui la concorrenza con Uber Eats e Just Eat Takeway e sempre più pressante e, al contempo, la società è costretta a pagare salari e benefici più alti ai suoi riders.

Deliveroo raccoglierà 1,38 miliardi di dollari dalla quotazione per investire nel business e nella tecnologia dopo che gli ordini online, nell’ultimo anno, sono andati incontro a un vero proprio boom, visto che i ristoranti nel Regno Unito e in Europa sono stati costretti a chiudere per la pandemia. Tuttavia, nonostante il boom, la società ha affermato di essere riuscita ad affrontare il crollo dell’anno scorso, grazie al fatto che l’ autorità di regolamentazione antitrust del Regno Unito ha approvato l’investimento di 575 milioni di dollari di Amazon, che inizialmente era stato bloccato per motivi di concorrenza.

Anche a una valutazione inferiore, la quotazione segnerà una vittoria per il fondatore americano Will Shu, la cui quota del 6,1% nell’attività varrà 655 milioni di dollari. L’ex banchiere di investimenti ha lanciato Deliveroo dal suo appartamento di Londra nel 2013 e può affermare di aver trasformato il modo in cui mangia il Regno Unito, espandendo l’attività a 2mila dipendenti, che operano in 13 paesi.