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Investimenti 14 Gennaio, 2020 @ 12:31

La casa più costosa della Gran Bretagna potrebbe essere venduta per $275 milioni

di Forbes.it

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Di Isabel Togoh per Forbes.com

Il magnate e miliardario dell’immobiliare Cheung Chung Kiu sta per accaparrarsi una casa di 45 camere da letto nel raffinato quartiere di Knightsbridge a Londra, a un prezzo di 275 milioni di dollari. Se l’acquisto fosse completato, l’abitazione diventerebbe la più costosa del Regno Unito e la proprietà una delle case più costose del mondo.

  • Cheung, fondatore e presidente della CC Land Holdings, quotata a Hong Kong, sta acquistando la proprietà, 2-8a Rutland Gate, per $ 275 milioni (£ 210 milioni), secondo Bloomberg, citando una fonte ben informata sugli acquisti.
  • A quel prezzo, l’abitazione è destinata a diventare una delle più costose del mondo, battendo il record di $ 238 milioni che il gestore di hedge fund miliardario Ken Griffin ha pagato per un attico a Manhattan nel gennaio 2019. Sarebbe anche circa il doppio dei $ 183 milioni ( £ 140 milioni) pagati per una proprietà britannica di 300 anni nel 2011.
  • L’edificio della metà del XIX secolo si affaccia su Hyde Park ed è a due passi dei magazzini di lusso Harrods. Comprende 45 camere, parcheggio sotterraneo, diversi ascensori, finestre antiproiettile e una piscina.
  • I precedenti residenti includono il defunto principe ereditario dell’Arabia Saudita, Sultan bin Abdulaziz e l’ex primo ministro e miliardario libanese Rafic Hariri.
  • L’accordo è stato mediato da Beauchamp Estates, secondo quanto riferito da Bloomberg. Forbes ha contattato la società immobiliare per un commento.

Big numbers. Le maggiori vendite immobiliari in Gran Bretagna nell’ultimo decennio includono:

  • Park Place Estate a Henley-on-Thames, acquistata nel 2011 per $ 183 milioni (£ 140 milioni) dal miliardario russo Andrei Borodin, ex capo della Banca di Mosca.
  • Un appartamento all’interno dell’edificio One Hyde Park di Knightsbridge, che è stato venduto dagli sviluppatori Nick e Christian Candy per $ 177 milioni (£ 136 milioni) nel 2011.
  • Tre Carlton Gardens, situati vicino a Buckingham Palace e acquistati da Griffin a gennaio 2019, al prezzo di $ 125 milioni (£ 95 milioni).

Key background: gli esperti considerano l’acquisto di Rutland Gate come un segnale che il mercato immobiliare di lusso, che è stato sospeso per mesi a causa dell’incertezza relativa alla Brexit, si stia riprendendo. Dimostra anche come gli investitori stranieri stiano approfittando di una sterlina indebolita dalle trattative in stallo che hanno rovinato la fiducia delle imprese: la stessa proprietà è stata valutata $ 392 milioni (£ 300 milioni) nel 2012.

Trevor Abrahmsohn, amministratore delegato dell’agenzia immobiliare specializzata nel lusso Glentree International, ha detto a Forbes che la vendita è un segno di qualcosa di più ampio. “È il più grande segnale che la Gran Bretagna si sta ora muovendo nella giusta direzione, nell’era post Brexit. Questa vendita senza precedenti non è sorprendente.”

Liam Bailey, capo della ricerca globale presso Knight Frank, ha dichiarato in una e-mail che la domanda di immobili di lusso è cresciuta notevolmente dopo le elezioni  del 12 dicembre che hanno rotto una situazione di stallo politico e aumentato l’ottimismo del mercato. Ha detto: “Il numero di scambi nel centro di Londra a dicembre è stato il secondo totale mensile più alto dall’aprile 2014, con un forte aumento dopo il risultato elettorale”.

Tangent: Cheung, attraverso la sua compagnia, possiede anche l’importante grattacielo londinese noto come “The Cheesegrater” per la sua somiglianza con l’utensile da cucina.

Leader 7 Ottobre, 2019 @ 10:00

Abbiamo incontrato Andrea Rasca, il fondatore del Mercato Metropolitano di Londra

di Forbes.it

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L'interno di Mercato Metropolitano a Londra
Il Mercato Metropolitano di Londra (Courtesy: Mercato Metropolitano)

di Melania Guarda Ceccoli

“Slowfood è un movimento. Il cibo è un diritto umano e per essere riconosciuto  tale deve deve essere nutriente, accessibile e il più possibile locale”. Inizia così la chiacchierata con Andrea Rasca, il fondatore di Mercato Metropolitano, nato a Milano durante l’Expo nel 2015 e’ ora in forte espansione a Londra. Dopo il primo ad Elephant and Castle, seguono infatti, Mercato Mayfair, all’interno di una ex Chiesa, MM Factory centro di produzione oltre che Mercato ed Ilford realtà basata sulla circle economy. In questi anni cresce la consapevolezza di voler dare vita ad un Movimento basato sulla sostenibilità e dando voce alla comunità, bene prezioso di ogni quartiere. “Non è una moda, è tutto spontaneo ed autentico. Elephant and Castle, zona di poco passaggio, è ora diventata una destination point, con 4 milioni di persone ogni anno. Le persone vengono per condividere un’esperienza e buon cibo . Abbiamo più di 1000 posti a sedere perché per noi è importante la convivialità. Non abbiamo un target di consumatori. I clienti di  Mercato Metropolitano appartengono ad ogni fascia di eta’ senza prevalenza di alcun genere. Famiglie, coppie, single”

Mercato Metropolitano
(Courtesy: Mercato Metropolitano)

Fino a pochi anni fa nessuno avrebbe pensato che Londra sarebbe diventata una delle città migliori per il cibo. Prima di lei solo Tokyo, con più di 150 mila ristoranti.

“Mercato Metropolitano nel cuore è italiano, come filosofia, come pensiero ma all’interno di un pensiero globale e locale. Ospitiamo cucine da tutto il mondo e solo il 20% e’ rappresentato dalla tradizione italiana. L’idea di essere per forza solo italiani è restrittiva. Da italiano,  mi piacerebbe creare ed alimentare il movimento all’interno dei vari Paesi,  integrando le loro biodiversità. MM vuole infatti  portare avanti una filosofia, non semplicemente distribuire un prodotto. Quando mi trovo a parlare  con i vari produttori di eccellenze quali il  prosciutto di Parma o San Daniele o il culatello, mi sorprendo poi nel non vedere nessuno di loro venire a proporlo. Il prosciutto Iberico, ad esempio, è  ben distribuito e i produttori hanno aperto più di  50 locali. Gli italiani spesso sono bravi a lamentarsi, ma non a creare campagne di promozione coerenti e continuative dei loro  prodotti. Il culatello non lo conosce nessuno perché nessuno fa niente. Un inglese, un cinese , un colombiano,  cosa ne sa del culatello?”

andrea rasca con un bicchiere
Andrea Rasca (Courtesy: Mercato Metropolitano)

La cucina italiana è ancora la migliore al mondo?

È un grande mito che sia la cucina più buona del mondo. È meravigliosa per la sua biodiversità,  ma questa rimane soprattutto nelle piccole cittadine d’Italia. Sicuramente il piatto più amato al mondo è la pizza. Ma poi abbiamo il caffè, simbolo italiano per decenni, che sta perdendo terreno di fronte allo sviluppo del prodotto da parte di piccoli artigiani e grandi gruppo e altre tipicità che rimangono all’interno delle nostre regioni. Molti paesi stanno andando avanti nell’evoluzione del prodotto, sorpassando l’Italia che non riesce ad imporsi o ad evolversi.

Qual è il prodotto più venduto da MM?

La pizza è la proposta più venduta. La pasta vende bene, ma quanto il kebab o la carne argentina. Il gelato va benissimo, tanto quanto un hot dog fatto con prodotti biologici naturali vegani e vegetariani.  La birra perché la facciamo direttamente qui. Il vino è di piccoli produttori e spesso  è di produzione locale. Quindi qui c’è un bel mix.

Come scegliete gli spazi? Tra pochi giorni ne aprirete un altro proprio in centro a Londra.

Cerchiamo i luoghi abbandonati o che non sono stati utilizzati nel modo giusto, poi creiamo la strategia intorno a questo. È lo spazio a determinare l’offerta che noi facciamo, quindi ogni posto cambia completamente. Sulla base di questo poi facciamo uno studio antropologico sulle persone che vivono attorno e cerchiamo di fare un’offerta misurata per loro. Noi siamo l’antitesi della catena, l’antitesi della foodhall, l’antitesi dei supermercati dove la standardizzazione è fondamentale per poter ottimizzare. La farina la compriamo da Drago in Sicilia o i grani antichi in Francia o in Inghilterra e poi li trasformiamo noi. No chimica, no plastica, no grandi gruppi industriali. Teniamo troppo alla salute nostra e del nostro pianeta per accettare ancora di essere in balia di scelte altrui. Questi spazi che cerchiamo devono avere un carattere, una storia comune che accomuna quella zona.  La prossima location è in una chiesa sconsacrata del 1800 a Mayfair, zona molto fashion ed elegante, ma nessuno sa che nelle immediate vicinanze convivono case popolari e persone in difficoltà. Ecco che noi cerchiamo di creare un posto che sia accessibile a tutti, coinvolgendo l’intera comunità. Seguiranno poi Elephant Park, che col nome di MM Factory darà vita a produzioni artigianali di farine, caffè, pane, etc…e  Ilford, zona degradata di Londra, che tornerà alla luce grazie alla collaborazione con GLA (Great  London Authority) ed il sindaco di Londra che, per la prima volta nella storia, ha deciso di finanziare un progetto come il nostro grazie all’impatto sociale che Mercato ha sviluppato a supporto delle comunità. Educhiamo ogni anno più di 1000 bambini e aiutiamo le famiglie indigenti d’estate con i summer camp. Iniziamo a fare qualcosa dove siamo, nel nostro piccolo.

mercato metropolitano
Mercato metropolitano

Non pensi mai di tornare a Milano?

Dove noi andiamo creiamo consensi perché siamo autentici. Milano ha avuto un grande successo e ancora oggi in moltissimi ci chiedono quando torneremo. Lo spazio in Porta Genova è purtroppo tornato ad essere abbandonato o usato malamente. Noi siamo pronti.

E con la Brexit?

Non vedo il problema. La gente mangerà lo stesso. Noi abbiamo  localizzato talmente tanto che i prodotti li troviamo sul territorio che ci ospita. L’aver basato il business non solo sull’italianità avrebbe probabilmente creato  problemi, ma avendo lavorato sul localismo, cambia solo il prodotto. Bisogna essere aperti.  Poi noi speriamo ancora che non ci sia questa  Brexit. Me lo auguro. Come diceva Cipolla, il famoso storico, le 5 leggi fondamentali  della stupidità si applicano sempre, ai governi in particolar modo ultimamente, e chi ne fa le spese sono i cittadini . Ma la gente mangerà lo stesso. Costerà di più portare dei vini, allora vorrà dire che prenderemo quelli che costano di meno all’entrata. Non ci fa nessuna paura. In questi tre anni siamo solo cresciuti, il fatturato è aumentato: 9 milioni, 15 milioni e ora 23 milioni di sterline. In questi momenti di crisi e di confusione, la gente vuole un po’ di confort.

Ci sono altre aperture previste all’estero?

Si, siamo abbastanza avanti con Bruxelles, Parigi, Lisbona, Tokyo, Boston, New York, Los Angeles, Miami. Le richieste sono tante.

Come si può entrare a far parte di Mercato Metropolitano?

Se condividi il nostro MManifesto, condividi i nostri valori di artigianalità, naturalità , comunità, sostenibilità , allora entri a far parte del nostro Movimento e quindi di  MM, con un investimento iniziale irrisorio. Noi chiediamo solo una percentuale sulle vendite ma ti seguiamo in tutto. Siamo una startup: abbiamo cinema, mostre d’arte, tre zone di concerto per i giovani musicisti, così diamo cibo per il corpo e per la mente. Siamo una grande piattaforma che incuba i progetti di giovani che vogliono diventare imprenditori. Gli step da seguire sono molto semplici da una prima email di presentazione ad un attento screaning da parte del team di sostenibilità e approvazione dell’offerta da parte del team di scouting, fino alla degustazione con il nostro Executive Chef e Head of Commercial per valutare l’offerta e quindi approvazione e inizio del processo di onboarding.

 

 

Business 31 Maggio, 2019 @ 8:00

New York strappa a Londra il titolo di capitale finanziaria globale

di Forbes.it

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le ore nel mondo
(Getty Images)

New York riconquista il titolo di principale hub finanziario nel mondo ai danni di Londra. E’ quanto emerge dalla settima edizione del Global Regulatory Outlook Report 2019 di Duff & Phelps, società di consulenza che l’anno scorso è stata protagonista dell’acquisizione di Kroll.

L’analisi, basata su un’indagine che ha coinvolto esperti professionisti di istituzioni finanziarie in tutto il mondo, ha rilevato che gli intervistati considerano New York il centro finanziario più importante a livello mondiale. New York strappa così il primato a Londra, in cima alla classifica lo scorso anno, risultato, questo, su cui ha sicuramente influito la Brexit, che continua a gettare un’ombra di incertezza sull’economia del Regno Unito. In particolare, il 52% del campione vede New York come il centro finanziario mondiale per eccellenza, segnando un incremento del 10% rispetto al 2018. Il 36% vede invece attualmente Londra come l’hub finanziario globale più rilevante (-17% dallo scorso anno).

le capitali della finanza
Le capitali della finanza oggi e fra cinque anni secondo la survey di Duff & Phelps (Global Regulatory Outlook 2019)

Proiettandosi avanti di 5 anni, la percentuale di professionisti che crede che New York manterrà questa posizione è scesa al 44%, e solo il 21% del campione ha dichiarato che Londra potrebbe essere il più importante centro finanziario mondiale. Inoltre, il 12% degli intervistati ha dichiarato che Hong Kong deterrà questo primato entro il 2024, un incremento significativo rispetto al 3% che aveva espresso questa opinione nel 2018. 

Altre città vengono citate come possibili capitali finanziarie globali del futuro, tra queste: Shanghai (9%), Dublino (4%), Francoforte (4%), a Lussemburgo (3%). Nessuna di queste raggiunge livelli compatibili con una rilevanza statistica, ma – spiega il report – conferiscono ulteriori evidenze di degli effetti combinati di globalizzazione e Brexit, che stanno spingendo l’industria finanziaria a ricercare nuovi centri finanziari in Europa.