Polo del Gusto, Andrea Macchione è il primo ceo. “Prima un partner finanziario e poi la quotazione in Borsa”

Andrea Macchionne di Domori tra le 100 eccellenze Forbes nell'ambito della CSR
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Trovare un partner di minoranza con l’obiettivo successivo della quotazione in Borsa. Questo il piano che dovrà seguire Andrea Macchione, primo ceo del Polo del Gusto, la sub-holding del Gruppo Illy, nata nel giugno del 2019, che raggruppa tutti i marchi extra-caffè. Una linea guida data dal presidente del Polo, Riccardo Illy, e arrivata in seguito alla nomina ad amministratore delegato avvenuta a termine del CdA del 30 marzo.

Selezionato da Forbes nei ceo Awards 2020 per la sua esperienza in Domori, che fa parte dello stesso Polo del Gusto, Macchione è una scelta all’insegna della continuità, che conosce bene la mission e le priorità di questa realtà aziendale. “L’obiettivo è quello di individuare un partner finanziario a cui noi vorremmo vendere una quota tra il 20% e il 40%, in un range che valutiamo tra i 50 e i 100 milioni di euro”.

Una volta selezionato il partner di minoranza inizierà la fase due, quella relativa al piano di acquisizioni delle aziende che faranno parte di questo progetto. “Vogliamo creare un insieme di aziende super premium, con caratteristiche uniche, che andrebbero ad aggiungersi a quelle già presenti: Damman, Domori, Mastrojanni, Agrimontana sono realtà che fanno della loro unicità il loro tratto distintivo”. Un progetto che avrà una vita di dieci anni e che terminerà con l’uscita del partner attraverso la quotazione in Borsa delle aziende sottostanti o della sub-holding.

Un onore e allo stesso tempo una grande responsabilità, quella del nuovo amministratore delegato, in un momento cruciale per la storia del Polo del Gusto: “Con la nomina di Andrea Macchione ad Amministratore Delegato, il Polo del Gusto entra nella fase più strategica di sviluppo”, rivela Riccardo Illy, presidente del Polo del Gusto. “Macchione è una scelta all’insegna della continuità, della crescita interna e di una strategia che punta all’internazionalizzazione”. Una responsabilità che Macchione affronterà mettendo in campo la sua esperienza e l’aiuto degli advisor: “Farò del mio meglio cercando di farmi supportare per cercare di raggiungere al meglio l’obiettivo”, ha rivelato il ceo, che ribadisce anche alcune linee guida fondamentali.

Quella dell’attenzione alle tematiche green in primis. L’attenzione nella scelta delle aziende non potrà fare a meno di valutare anche questo aspetto: “Un ‘filo verde’ che mi piacerebbe accomunasse tutte le realtà del Polo del Gusto”, aggiunge Macchione. La seconda è senz’altro la qualità del prodotto, da raggiungere attraverso l’eccellenza delle materie prime. E la sua esperienza in Domori, con cui è riuscito a portare avanti un percorso di rinnovamento e posizionamento del suo cioccolato mantenendosi indipendente da casa madre, Illy, è sicuramente d’insegnamento: “Quando la forza del prodotto si unisce alla forza del brand, è naturale che il prodotto mantenga una sua indipendenza e una sua identità. Ogni singola azienda del Polo dovrà avere la capacità di affermare il valore del proprio brand e compito del Polo sarà proprio quello di favorire questo aspetto, attraverso anche una potenziale sinergia tra le varie ‘sorelle’”.