La scimmia di Elon Musk gioca ai videogame col pensiero grazie a Neuralink: ecco le immagini

Scimmia Elon Musk Pong
(foto Neuralink)
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In un video di tre minuti che avrebbe fatto la gioia di Stanley Kubrick, un macaco di 9 mesi si mette a giocare a Pong. Non è una scimmietta qualsiasi: si chiama Pager ed è l’esemplare che ha ricevuto un impianto Neuralink circa sei settimana fa. L’obiettivo degli esperimenti di Elon Musk è il collegamento del cervello umano alle macchine, ai pc e agli smartphone, come ha spiegato lui stesso su Twitter. “I prodotti Neuralink permetteranno alle persone con paralisi di usare lo smartphone più velocemente che con i pollici”. 

 

Pager gioca a Pong con Neuralink

La voce che commenta il video spiega nei dettagli l’esperimento. Pager, all’inizio, usa un normale joystick e, quando riesce a intercettare il disco sullo schermo, viene ricompensata attraverso una cannuccia collegata a un frullato di banana. Gli esperimenti del comportamentista B. F. Skinner sul rinforzo positivo e negativo sono sempre attuali.

Mentre Pager si impegna nella sua missione, il dispositivo Neuralink che custodisce nel cranio registra informazioni su quali neuroni si stanno attivando mentre la scimmietta gioca. Imparando, in sostanza, a prevedere quali regioni del cervello vengono attivate dal movimento della sua mano: le stesse che il macaco userà per inviare comandi al pc. Un procedimento che rientra nell’ampia categoria del machine learning. 

Via il joystick

A questo punto, finita la fase di apprendimento, il joystick viene disconnesso e Pager continua a giocare usando la sua mente per muovere i cursori del classico gioco Pong.

Gli analisti che hanno seguito l’esperimento hanno raccontato al sito americano The Verge la loro sorpresa. Da un lato si sono detti positivamente stupiti delle performance dell’insolito gamer, dall’altro hanno però avanzato dubbi su un modo così inusuale di presentare un esperimento scientifico. Vale a dire, senza una pubblicazione che sia condivisibile nella comunità di scienziati e neurologi.

I precedenti

Tutti sono concordi nel dire che una scimmia che gioca con Pong è qualcosa di credibile. D’altronde, esperimenti di trasmissioni di impulsi mentali a oggetti, in passato, ce ne sono stati diversi. 

Uno dei casi più noti è quello di Erik Sorto, che rimase paralizzato a braccia e gambe a causa di una ferita da arma da fuoco. Grazie a un impianto elaborato dal Technology institute della California, riuscì a usare la mente per muovere un braccio robotico. Guidato dal suo pensiero, il braccio suonava anche una chitarra, sollevava piccoli pesi e permise a Sorto di bersi anche una birra. L’esperimento, in quel caso, venne pubblicato dalla rivista Science e messo disposizione di scienziati e studiosi.

Elon Musk punta al mercato di massa

Tutto è iniziato in una torrida giornata dell’agosto 2020, in una location simile a un porcile, dove Elon Musk ha convocato i media per illustrare i primi risultati tangibili di Neuralink, la startup da lui ispirata che lavora a impianti da innestare nel cervello umano. “Come avere un Fitbit nel cervello”, sintetizzò Musk. Protagonista dell’esperimento, una maialina di nome Gertrude.

Elon Musk ora punta al mercato di massa, con la vendita dei suoi impianti a qualche decina di migliaia di dollari. Scettico Mark Zuckerberg, che con le sue società collegate a Oculus sperimenta altri device per lo stesso scopo. “Non credo che milioni di persone siano disposte a farsi trapanare il cranio”, ha detto il fondatore di Facebook