L’open innovation come strategia virtuosa per la crescita: la ricetta di Valentina Sorgato, ad di Smau

Valentina Sorgato Smau
Valentina Sorgato, ad di Smau
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In Smau si gettano ponti fra imprese e startup, domanda e offerta: di innovazione. Una piattaforma di relazioni che ogni anno coinvolge oltre 1000 aziende innovative, 500 startup già pre-selezionate e 50mila professionisti. 

A più di mezzo secolo dalla nascita (1964), Smau cambia di nuovo pelle per rispondere ai cambiamenti in atto. Ne abbiamo parlato con Valentina Sorgato, tredicesima ospite della serie Fattore R. Riscrivere per Rinascere. Ad di Smau, consigliere in InnovUp, Sorgato compare – tra l’altro – fra le 100 donne di successo selezionate da Forbes nel 2019.

La pandemia ha accelerato una serie di processi. Smau che “pezzi” sta cambiando del proprio motore?

Per esempio, anche su spinta delle nostre esperienze all’estero, tutti i contenuti di aggiornamento professionale che si svolgono durante gli eventi ora possono essere fruiti in live streaming gratuitamente, così da riservare l’evento fisico a quanti sono interessati ad allacciare nuove relazioni d’affari o a entrare in contatto con potenziali nuovi partner.

Quali sono i vostri più grandi successi degli ultimi tre anni? In particolare, startup decollate grazie al vostro supporto.

Voglio pensare che i nostri più grandi successi siano quelli che devono ancora accadere. Scherzi a parte, negli ultimi anni abbiamo assistito all’ingresso nel programma di accelerazione food di Techstars a Berlino, fra i maggiori acceleratori al mondo, di una startup calabrese che aveva partecipato allo Smau Berlino. All’ultimo Smau di Milano, una startup siciliana è entrata in contatto con St Microelectronics e da lì è nata una collaborazione per la messa a punto del loro prodotto in ambito Agricoltura 4.0. Oppure, dall’ultimo scouting che abbiamo realizzato per Chiesi Italia si sono candidate ben 109 startup e imprese innovative interessate a lavorare con l’azienda farmaceutica sul tema della customer experience per migliorare il rapporto tra l’azienda e i medici e farmacisti. Sono solo tre esempi tra centinaia di piccoli successi che, sommati tra loro, possono fare la differenza nel livello di diffusione dell’open innovation in Italia.

A proposito di open innovation, risulta che il 35% delle grandi imprese faccia open innovation, il  27% intenda impegnarsi in tal senso e il 38% non ci pensi minimamente. Così come il 4% delle Pmi fa open innovation, l’11% conta di farlo, mentre l’85% no. Un commento. 

L’Osservatorio sull’Open Innovation che realizziamo con Mind the Bridge fa emergere un aspetto curioso. Molte aziende fanno open innovation senza esserne consapevoli e questo accade soprattutto alle piccole imprese. Quanto ai dati evidenziati, certamente la strada da percorrere per far sì che l’open innovation diventi una modalità ampiamente in uso è ancora molto lunga, ma sono certa che, nel momento in cui le aziende comprenderanno che è una via piena di opportunità da esplorare, i tassi di crescita del fenomeno diventeranno rapidamente a doppia cifra.

Che relazioni avete con i più grandi parchi scientifici e tecnologici d’Italia? Per esempio, il Kilometro Rosso o l’Opificio Golinelli. 

Nell’ecosistema dell’innovazione di Smau (figura sotto), Kilometro Rosso e l’Opificio Golinelli sono giusto due esempi di abilitatori, come gli incubatori, gli acceleratori, gli investitori, nazionali e internazionali, che a diverso titolo affiancano le imprese nei loro processi di innovazione. Pertanto, facilitiamo l’incontro con gli altri protagonisti dell’ecosistema, ad esempio facilitando lo scouting di startup che possano entrare nei loro programmi di accelerazione, o favorendo l’incontro con omologhe realtà internazionali con cui sviluppare progetti su scala più ampia.

Smau ecosistema

Avete istituito la SmauAcademy per fare formazione. Da quanto siete attivi in tal senso, su cosa puntate e quanti vi seguono? 

Con Smau Academy offriamo informazione e aggiornamento professionale sui temi dell’innovazione e del digitale. È possibile fruire gratuitamente di tutti i workshop da 50 minuti che vengono realizzati in occasione degli eventi, sia su www.SmauAcademy.it che attraverso Spotify e iTunes per le versioni podcast. Il progetto è operativo da cinque anni e viene utilizzato da 50mila professionisti ogni anno.

La mortalità delle startup è altissima. D’ora in avanti, in un contesto ulteriormente mutato, quali saranno gli ingredienti imprescindibili del successo?

I fattori chiave perché una startup abbia successo sono: il mercato di riferimento, che deve esistere ed essere ben conosciuto, la spinta internazionale, perché la sfida vera è quella sul mercato globale, e il team, perché le persone sono la vera forza che permette a un’azienda che risponda ai precedenti requisiti di avere successo e restare sul mercato.

Dati i tempi, sta mutando l’identikit dell’azienda che si rivolge a Smau?

Smau è da sempre casa delle imprese, ma se fino a qualche anno fa ciò si traduceva nell’incontro con le aziende tecnologiche, oggi – grazie alla spinta dell’innovazione – i protagonisti di Smau sono aziende di ogni settore: da Angelini, Chiesi e Sanofi per l’ambito farmaceutico a E.On, Acea e Terna per il settore energy, fino a Ferrovie dello Stato e Trenord per la mobilità. Aziende che hanno l’innovazione nella loro strategia e guardano all’ecosistema startup e Pmi innovative come a nuovi partner e fornitori.

In InnovUP cosa state facendo per promuovere normative a favore dello sviluppo delle imprese innovative?

InnovUp è l’associazione di riferimento dell’ecosistema startup in Italia e svolge, pertanto, un ruolo di lobbying, dialogando con il governo e le controparti europee sulle normative legate alle startup, ma anche facendo proposte di utilizzo delle risorse destinate all’innovazione, come quelle del Pnrr. Un’altra importante attività è legata al knowledge e al network, che, come associazione, stiamo portando avanti in questi mesi favorendo occasioni di condivisione delle esperienze tramite webinar informativi e relazioni tra gli associati, anche grazie a un canale Telegram dedicato che ha subito trovato ampia partecipazione e interessanti spunti di scambio e approfondimento.