Ridurre i costi e aumentare l’efficienza energetica: con l’Intelligent Distribution di ABB le imprese diventano più competitive

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Articolo apparso sul numero di aprile 2021 di Forbes Italia. Abbonati!

Nel 2013 Yngvar Borgesen, tifoso della squadra norvegese dell’Odd Grenland, vinse alla lotteria 102 milioni di corone – circa 13 milioni di euro. Invece di una casa o di una macchina, scelse di comprare un calciatore: acquistò il 25% del cartellino del difensore Fredrik Semb Berge, per permettere alla sua squadra del cuore di trattenerlo. Se è vero che tutti i tifosi del mondo sono convinti di sostenere una squadra unica, quelli dell’Odd Grenland hanno forse qualche ragione in più di altri. Nel 2011 il centrocampista Jone Samuelsen entrò nel Guinness dei primati con un gol di testa da 58 metri. E dal 2019, il club è anche uno dei più sostenibili d’Europa. Il tetto del suo stadio, la Skagerak Arena, fu ricoperto quell’anno con 5.700 metri quadrati di pannelli solari. Il sistema serve non solo a illuminare il campo, ma anche a rifornire di elettricità una parte di Skien, la cittadina in cui Henrik Ibsen nacque e a cui si ispirò per l’ambientazione di molti drammi.

Per la costruzione dell’energy lab, l’azienda norvegese Skagerak Energi ha collaborato con ABB, multinazionale svizzero-svedese da oltre 26 miliardi di dollari di fatturato. “Una delle più significative tendenze in atto a livello globale è l’urbanizzazione”, sottolinea Sabina Belli, product marketing director electrification business – smart power di ABB. “Progetti come quello dello stadio norvegese, che rendono una città più vivibile e meno inquinata, sono il futuro”. Secondo i dati delle Nazioni Unite, nel 1960 solo un terzo dei tre miliardi di abitanti della Terra viveva nelle aree urbane. Nel 2017 la quota era del 55% su una popolazione di oltre 7 miliardi di persone. In Italia, raccontano le cifre Istat, meno di due cittadini su dieci risiedono in zone rurali o poco popolate. Numeri che evidenziano la necessità di ripensare anche la distribuzione dell’energia.

“Certo, non diventeremo tutti produttori”, prosegue Belli. “Tutti, però, possono fare almeno qualche passo in quella direzione”. Parte da questo principio ABB Intelligent Distribution: una soluzione destinata a imprese di tutte le dimensioni, che integra hardware e software e vuole permettere agli imprenditori di tenere sotto controllo l’impianto elettrico, ridurre i costi e incrementare l’efficienza energetica.

“La scalabilità del sistema è ciò che lo rende accessibile a tutti”, afferma Belli. “Dalle grandi aziende, che possono pensare a progetti milionari per trasformare impianti in piccole centrali elettriche, alle piccole realtà artigianali, che possono aspettarsi un risparmio in bolletta con un investimento di qualche migliaio di euro”. Il primo passo verso la distribuzione intelligente dell’energia, spiega, prevede una protezione dell’impianto elettrico allargata rispetto a quella obbligatoria, per prevenire i danni dovuti a incidenti come corto circuiti e blackout. Il successivo consiste nell’introduzione di una piattaforma, ABB Ability Energy and Asset Manager, per il monitoraggio in tempo reale dei consumi tramite tablet, pc o smartphone. La terza fase garantisce la continuità di processo e previene i danni economici legati ad arresti della produzione. Nei passi più avanzati, nel sistema si innestano le principali innovazioni in fatto di energia: dall’integrazione con le rinnovabili ai concetti di energia circolare, di prosumer – il consumatore diventa anche produttore – e di micro-grid: reti che operano in connessione con la rete elettrica, ma capaci di funzionare anche in autonomia.

Il 25 gennaio, un rapporto dei think tank Ember e Agora Energiewende annunciava che le rinnovabili hanno superato i combustibili fossili come prima fonte di elettricità in Europa. Secondo le statistiche di Gse, controllata del ministero dell’Economia, le fonti rinnovabili hanno rappresentato quasi il 40% della produzione nel settore elettrico nel 2019. La quota di consumi coperti dalle rinnovabili è del 18,2%.

“Per un’azienda, puntare sulla distribuzione intelligente non porta vantaggi soltanto in termini di risparmio sui costi energetici, che può arrivare al 20%, o di prevenzione di guasti o stop alla produzione: c’è anche un enorme vantaggio a livello di immagine”, aggiunge Sabina Belli. “Oggi, un imprenditore che investe nella sostenibilità non solo si allinea alle direttive di governi e autorità, ma si crea anche un biglietto da visita che certifica lo spirito innovativo ed efficiente dell’azienda”.

Il rapporto GreenItaly 2020, redatto dalla fondazione Symbola e da Unioncamere, ha dimostrato che la sostenibilità già produce vantaggi economici concreti. Il 16% delle imprese eco-investitrici ha incrementato il fatturato nell’ultimo anno, contro il 9% delle altre. Per le aziende che hanno compiuto investimenti orientati al 4.0, la quota è del 20%. Solo l’8,2% delle imprese manifatturiere green ha riportato un calo del fatturato superiore al 15%, contro il 14,5% di chi è rimasto ancorato alle fonti tradizionali. Il vantaggio competitivo si manifesta anche in termini di occupazione, export, innovazione, investimenti in ricerca e sviluppo e utilizzo di tecnologie 4.0. A partire dal 29 aprile, ABB e Confindustria Bergamo organizzano TransformationTalks, un ciclo di incontri dedicato alle piccole e medie imprese: eventi pensati proprio con l’obiettivo di far conoscere i nuovi trend della sostenibilità e per migliorare l’efficienza energetica attraverso la gestione elettrica.

“La distribuzione intelligente oggi ha un importante significato culturale”, afferma Belli. “È un tema che si lega alle più importanti innovazioni e alle principali tendenze nel settore energetico: connettività, digitale, micro-grid, smart city e smart factory, mobilità elettrica. Si tratta di pensare oggi a soluzioni per un futuro in cui l’energia sarà prodotta e distribuita in modo diversi. E significa anche capire come coniugare la sostenibilità economica e quella ambientale”.