I numeri record di Lenovo: fatturato in crescita di 10 miliardi nel 2020. E il quarto trimestre è il migliore di sempre

Lenovo Ideapad 5G
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C’è stato un ritorno nelle vendite dei pc: un milione di pezzi al giorno. Numeri che non si vedevano da oltre dieci anni nel mercato italiano. La consistenza di queste vendite deriva da due fattori: la necessità di lavorare e studiare da remoto per milioni di cittadini e il ritardo accumulato negli ultimi anni dalla nostra società. “La stessa Spagna, con una popolazione di gran lunga inferiore alla nostra, fino al 2019 aveva una diffusione di pc e di tecnologia ben superiore all’Italia”, ricorda Emanuele Baldi, country manager di Lenovo Italia.

All’interno del mercato IT – che è tornato a crescere sensibilmente – arrivano i risultati finanziari di Lenovo, che sono eccellenti. Il fatturato dell’anno fiscale supera i 60 miliardi di dollari, con una crescita di 10 miliardi sull’anno precedente. Nel quarto trimestre 2020, il migliore di sempre, la crescita è del 48%, pari a 15,6 miliardi di dollari. 

Il 48% di crescita è sicuramente eccellente, ma come farete adesso a mantenere uno standard del genere?
“Faremo del nostro meglio come azienda globale che applica ogni giorno la strategia delle tre “S”: smart IoT, smart infrastructure, smart solution. Ma quello che interessa maggiormente, in questo momento, è la crescita della competitività dell’Italia come nazione. Dobbiamo fare ogni sforzo per portare la nostra industria, manifatturiera e non, e le nostre pmi a un livello di digital density che ci accomuni ai paesi del nord Europa, alla Germania, alla Gran Bretagna. Lenovo è un’azienda che precorre le esigenze dei clienti e, quindi, si prende l’onere di fare da apripista. È proprio quello che abbiamo fatto in questo ultimo anno e mezzo per sopperire alla radicale carenza di pc e servizi connessi, di fronte all’esplosione della domanda”.

Alessandro de Bartolo, responsabile del business server e infrastrutture di Lenovo Italia, aggiunge: “Quello che mi piace sottolineare è che, come azienda, abbiamo fatto in questo ultimo anno quello che facciamo da sempre: offrire a chi lavora gli strumenti per migliorare la redditività e l’efficienza. È cambiato invece radicalmente il contesto, con le priorità dettate da scelte europee e governance che mettono la crescita tecnologica come fattore fondamentale per la nostra economia. Si percepisce una esigenza vitale di cambiamento”.

Le Pmi spesso lamentano una soglia di prezzo troppo alto per servizi di cloud, AI, sicurezza. È solo un vecchio tabù collegato alla cultura predigitale?
“Oggi abbiamo soluzioni semplici e lineari che prevedono investimenti a partire dai 20mila euro per pacchetti completi”, replica de Bartolo.

“Il comparto del lavoro in mobilità”, interviene Carlo Barlocco, che guida il business mobile e Motorola, “sta aiutando la crescita dei nostri prodotti dedicati al mobile, a cominciare dal marchio Motorola, la cui quota in Italia raggiunge il 5%. Una cifra che, certo, deve crescere, come è successo negli Stati Uniti e in Sudamerica, dove siamo oltre il 21%”.

Si stanno diffondendo i prodotti foldable, pieghevoli, e la stessa Lenovo è la prima azienda a proporre un pc che si piega, il ThinkPad X1 Fold. Operazione cosmetica e di design oppure sostanziale?
“Una soluzione molto interessante, destinata ad avere un buon futuro, in quanto viene percepita dai consumatori come un cambiamento sostanziale. Permette grande usabilità e sintesi, ampliando le funzioni dei device. Oggi la soglia di prezzo elevata non permette l’accesso al pubblico di massa. Teniamo conto che il 70% del mercato smartphone è fatto da prodotti entro i 300 euro”.

Parliamo di skills richieste dalle aziende come la vostra. Una ricerca di Monster mette in evidenza un fenomeno preoccupante: su sette specialisti richiesti dalle aziende in ambito AI e data science, ne trovano solo uno.
“Io credo che le università italiane offrano una formazione di ottimo livello. Il problema della reperibilità di specialisti dipende dal fatto che parliamo di figure la cui domanda è esplosa solo negli ultimi anni. Di conseguenza, abbiamo bisogno di un periodo sufficiente di tempo per formare queste figure”, dice Baldi.

Si dice che le aziende di successo debbano restituire alla società parte della fortuna che hanno avuto, cosa fa Lenovo per il sociale e per la scuola?
“Collaboriamo e non da oggi con diversi enti e con un impegno costante. Con la recente iniziativa RiavviaMi, insieme a comune di Milano e città metropolitana, stiamo donando pc ricondizionati agli studenti. Si parte con 250 pezzi. Presso lo spazio Lenovo di Milano ci si può registrare per aderire. Collaboriamo poi con l’università di Roma Tre, per abilitare nuove esperienze di didattica digitale, e con il PoliMi”.

Altro tema caldo è la sostenibilità, il basso impatto ambientale da parte delle big tech. Apple sta lavorando con emissione di green bond e finanzia la nascita di server a energia pulita. Anche Google adotta politiche green. Cosa fa nello specifico Lenovo?
“Lenovo CO2 Offset Services è un servizio che vede l’adesione a svariate iniziative, collaborando con i nostri partner. Tra questi spiccano alcuni progetti svolti con la supervisione delle Nazioni Unite e di ClimeCo. CO2 Offset Services significa una attenzione ad ampio raggio sulla sostenibilità e il basso impatto di materiali e di imballaggi”.