L’avvocato matrimonialista italiano specializzato in divorzi internazionali e con grandi patrimoni

L’avvocato Armando Cecatiello.
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Lui è uno dei più richiesti matrimonialisti in Italia, specialista di divorzi internazionali e con patrimoni importanti, esperto della pratica collaborativa, un procedimento alternativo al contenzioso, nato negli Stati Uniti e ora diffuso in tutto il mondo che accompagna le coppie in crisi a separarsi in modo costruttivo. Si tratta dell’avvocato Armando Cecatiello, professionista che ha contribuito alla diffusione della pratica collaborativa in Italia, dopo averne intuito le potenzialità nelle sue esperienze internazionali. Oggi il suo studio sta riscuotendo un grande successo, anche oltre confine, motivo per cui ha aperto una seconda sede a Lugano, in aggiunta a quella di Milano. E, per il futuro, ha già ricevuto la richiesta di avviare un desk a Londra.

“La decisione è nata dalla richiesta di clienti internazionali residenti in Svizzera che volevano utilizzare i servizi del mio studio e il metodo della pratica collaborativa per porre fine al matrimonio”, spiega Cecatiello a Forbes, “in molti erano disposti a venire a Milano, ma per assisterli nel migliore dei modi ho deciso di aprire un secondo studio e io mi dividerò tra le due sedi”.

Anche tra i clienti svizzeri, infatti, si è sviluppato un grande interesse per i metodi alternativi nella risoluzione dei conflitti. Molti imprenditori ticinesi, quando ci sono le condizioni, decidono di divorziare in Italia perché ci sono tempistiche e aspetti economici  più favorevoli. Ma c’è anche un altro trend di fondo che vediamo svilupparsi in tutto il mondo, Italia compresa: “Se prima le persone ricercavano vendetta”, prosegue il legale, “e volevano al loro fianco un avvocato aggressivo per distruggere l’altro, adesso le persone sono più portate a costruire e non a distruggere. Un divorzio di successo, infatti, può creare qualcosa di nuovo e positivo, “pensiamo al divorzio di Jeff Bezos e agli forzi di trovare accordi costruttivi che stanno facendo Bill Gates e consorte”.

Quanto ci sono grandi patrimoni occorre fare molta attenzione e affidarsi non solo a studi specializzati, ma anche a professionisti in grado di portare le parti ad accordi sostenibili e duraturi.  L’avvocato, in tal senso, racconta un aneddoto di una coppia di famosi architetti toscani che, trovati tutti gli accordi per dividere l’ingente patrimonio costruito negli anni,  vivevano una situazione di tensione a causa della proprietà di un prestigioso appartamento, prima adibito a studio, nel centro di Firenze. “Alla fine abbiamo trovato una soluzione creando una società per utilizzare l’immobile come hotel di charme. Successivamente, visti i profitti, gli ex coniugi  hanno sviluppato l’attività acquisendo altre proprietà e creando una catena di alberghi mettendo, tra l’altro, a frutto le loro competenze professionali di interior designer”. Secondo il legale, occorre vedere la crisi familiare come una nuova possibilità, una chance per un cambiamento e un miglioramento della propria vita: “Sulle ceneri del matrimonio”, dice, “gli ex coniugi creano nuove occasioni e riescono ad avere vite anche migliori di quella precedente vissuta insieme”.

Cecatiello ha studiato legge alla Statale di Milano, dove si è laureato nel 1993. Già all’Università, tuttavia, ha iniziato a sviluppare interesse rispetto all’area legata al diritto di famiglia e alla tutela di minori andando a rubare i saperi di altre facoltà, frequentando i corsi di psicologia attivi nei dipartimenti di lettere e filosofia.

Nel  2010 avviene un’altra svolta, seguendo alcune procedure di divorzio negli Stati Uniti, dove ha conosciuto anche sua moglie, ha scoperto la Pratica Collaborativa e l’associazione internazionale dei professionisti collaborativi IACP di cui ancora oggi è membro attivo, formatore e conferenziere. Da qui decide di sviluppare il metodo collaborativo anche nel nostro Paese.

È un modo per mettere gli interessi delle parti al centro insieme ai figli e portare le coppie genitoriali ad assumersi le loro responsabilità”, osserva Cecatiello, “e tiene conto delle persone e dei loro sentimenti. La negoziazione è basata sugli interessi di ognuno, che porta poi i coniugi a trovare gli accordi che derivano dai loro veri bisogni. Andando oltre a mere prese di posizione per principio, che poi sono le responsabili dei peggiori conflitti”.

La specializzazione in diritto di famiglia e le doti umane lo hanno portato a essere spesso nominato dal Tribunale di Milano come Curatore Speciale dei minori nei procedimenti di separazione e divorzio con altissima conflittualità tra i genitori.

Di recente, come effetto diretto della pandemia, l’avvocato ha riscontrato un aumento delle separazioni. “In questo periodo la mole di lavoro è straordinaria”, afferma il legale. In molti durante la pandemia, infatti, hanno rimandato la decisione di separarsi. Mentre altri, che avevano già avuto problemi, con la convivenza forzata e prolungata hanno visto esacerbarsi le tensioni pregresse. Da qui la possibilità di seguire un metodo alternativo alla battaglia in tribunale. “La separazione deve essere gestita al meglio, ai coniugi cerco di far comprendere che il loro rapporto ha prodotto anche cose positive e lo scioglimento dell’unione può essere vissuta anche in modo disteso e costruttivo, nell’interesse di tutti”.

L’incertezza derivante dalla pandemia, inoltre, ha spinto le persone a meglio considerare gli aspetti patrimoniali rispetto alle scelte di vita. “C’è una crescente richiesta da parte dei clienti di vedere tutelata la loro posizione patrimoniale in vista del matrimonio” aggiunge il legale. “Sempre più persone si rivolgono allo studio per cercare di pianificare le questioni patrimoniali future in vista del matrimonio, della convivenza ma anche rispetto al passaggio generazionale”.

Fino a quando anche in Italia non si avranno i patti prematrimoniali è necessario consultare un avvocato esperto prima di convolare a nozze o regolare una convivenza. “Chi  sceglie di non sposarsi, nell’interesse della parte economicamente più debole, è tutelato dai contratti di convivenza. I trust sono un istituto sempre più usato anche nel nostro paese per proteggere i patrimoni e pianificare i possibili eventi futuri anche non positivi, come la crisi dei rapporti familiari”.