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Forbes Italia 5 Febbraio, 2020 @ 11:40

Forbes di febbraio in edicola con i migliori professionisti italiani. All’interno lo speciale Expo Dubai 2020

di Forbes.it

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Forbes, copertina di febbraio

Arriva domani in edicola il numero di febbraio di Forbes. Carlo Gagliardi, managing partner di Deloitte Legal in copertina questo mese, racconta ai lettori come essere protagonisti in un mondo professionale che sta attraversando un profondo cambiamento. Nel business la figura del legale è sempre più centrale, con il lavoro in team, la forte specializzazione e le sfide tecnologiche a dettare la linea del successo. Gagliardi, nato a Jesi 45 anni fa, offre un’interpretazione contemporanea del concetto di avvocato d’affaridove il tema dell’analisi dei dati diventa centrale, con i documenti più semplici sempre più destinati alla standardizzazione e all’automazione. “Dobbiamo trovare il modo per inserire la conoscenza legale all’interno del processo di creazione del valore”, ricorda il managing partner di Deloitte. “Per farlo”, continua Gagliardi, “dobbiamo ascoltare, comunicare e usare la tecnologia”. Segue la classifica in cui Forbes Italia ha selezionato le 100 società top nel mondo legale e della consulenza, una selezione con molte conferme e qualche novità. Sempre in tema di classifiche, ecco il ranking dei 10 musicisti più pagati negli ultimi dieci anni: vince Dr. Dre (il super producer hip hop) con 950 milioni di dollari, seguito da Taylor Swift e Beyoncè.

In occasione dell’Expo 2020, Forbes propone a partire da questi Road to Dubai, uno speciale dedicato alla manifestazione. È passato quasi un lustro dall’ultimo spettacolo dell’Albero della Vita, simbolo dell’Esposizione Universale a Milano che ha esportato un’immagine vincente della capitale morale oltre che del paese. Ora la Madonnina passa il testimone a Dubai che accoglierà 192 paesi partecipanti e 25 milioni di visitatori con un filo conduttore dal titolo Connecting Minds – Creating the Future. Tre i temi-chiave. L’opportunità, ovvero liberare il potenziale dei singoli e delle comunità; la mobilità, intesa come sistemi innovativi di logistica e comunicazione di persone beni e idee e infine la sostenibilità. Forbes Italia accompagnerà le 150 aziende italiane con una serie di iniziative editoriali che coinvolgeranno tutte le properties: carta stampata, piattaforma web e social, podcast, tv e, per finire, un convegno.

Tornando alle classifiche, Forbes pubblica a febbraio il ranking dei 10 miliardari che si sono arricchiti di più negli ultimi 10 anni. Figura al secondo posto, subito dietro Jeff Bezos, patron di Amazon. Ma chi è veramente Bernard Arnault, ceo di LVMH, l’uomo che ha saputo creare un vero e proprio impero del lusso, un monumento francese che rappresenta il paese in tutto il mondo con marchi come Dom Perignon, Vuitton, Dior? A 70 anni, quello che negli anni 80 venne definito dai media “il lupo con il cappotto di cachemire”, lavora ancora 24 ore su 24, riuscendo a visitare ogni sabato fino a 25 negozi, compresa la concorrenza, in una sola mattina.

“Ho sempre sognato di andare nello spazio, sin da quando ero ragazzo. Mi domandavo: perché solo gli astronauti? Tutti dovrebbero avere la possibilità di provare” ricorda invece Forbes Italia sir Richard Branson, imprenditore visionario, padre e nonno felice. La sua Virgin Galactic è la prima compagnia di turismo spaziale a sbarcare in Borsa e ha già accettato prenotazioni da parte di più di 600 passeggeri in 60 paesi, per un valore di circa 80 milioni di dollari di caparre riscosse.

Una vita da startupper, dai tempi di Olivetti passando per Poste Italiane e al timone di Intesa Sanpaolo fino a oggi, con la nuova realtà di Illimity, una banca che ha l’obiettivo di risvegliare il potenziale delle PMI. Un uomo solo al comando, Corrado Passera, che afferma che “dopo decenni di neoliberismo estremo c’è bisogno di un capitalismo più responsabile”.

Leader 19 Dicembre, 2019 @ 11:19

I numeri uno usciti di scena nel 2019

di Forbes.it

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di Vicky Valet per Forbes.com

In un momento in cui quasi il 40% degli amministratori delegati di società a grande capitalizzazione sopravvivono al timone da non più di uno a cinque anni, ci si aspetta una certa quantità di cambi di poltrona. Ma ciò non rende il tasso di turnover dei ceo nel 2019 meno sconcertante o significativo. A novembre, 1.480 amministratori delegati avevano lasciato le loro cariche, con un aumento del 12% da inizio anno e del 9% rispetto allo stesso mese del 2008, l’ultima volta che il record era stato registrato. Di seguito, ci sono le uscite più importanti, a nostro giudizio, disposte in ordine cronologico secondo i mesi in cui sono state annunciate.

Gennaio, Geisha Williams (ceo di PG&E)
Dopo 22 mesi al timone di PG&E, Geisha Williams ha lasciato il suo posto il 13 gennaio. La sua decisione è arrivata quando la compagnia elettrica californiana ha registrato circa 30 miliardi di dollari potenziali di passivo come conseguenza di circa 17 grandi incendi dal 2017.

Altri cambi di poltrona degni di nota: Jesse Angelo e Richard Goudis, ceo del New York Post ed Herbalife

Febbraio, Spencer Rascoff (ceo di Zillow)
Quasi 15 anni dopo il lancio di Zillow, Spencer Rascoff ha rassegnato le dimissioni il 21 febbraio. Il suo addio è avvenuto in un momento di tumultuosa trasformazione: la piattaforma aveva cercato di evolversi dal settore degli annunci immobiliari ma le azioni erano crollate di oltre il 25% anno su anno. Il suo cofondatore è stato scelto per sostituirlo.

Altri cambi di poltrona degni di nota: Lisa Borders, Ian Cook e Richard Plepler, ceo di Time’s Up, Colgate-Palmolive ed HBO.

Marzo, Timothy Sloan (ceo di Wells Fargo)
Meno di tre anni dopo essere stato nominato amministratore delegato di Wells Fargo, Timothy Sloan si è dimesso improvvisamente il 28 marzo. Veterano da 31 anni dell’istituto finanziario, gli era stato assegnato un compito impossibile, ripristinando la reputazione della banca dopo che i regolatori federali avevano scoperto che i dipendenti, sotto pressione per rispettare le quote di vendita, avevano presentato richieste per 565mila carte di credito e aperto 1,5 milioni di conti bancari senza il consenso dei clienti nel corso di cinque anni.

Altri cambi di poltrona degni di nota: Scott Key, Jerry Stritzke e Kevin Tsujihara, ceo di David’s Bridal, REI e Warner Bros

Aprile, Bernardo Hees (ceo di Kraft Heinz)
Il 22 aprile, Bernardo Hees, numero uno di Kraft Heinz, ha dato un preavviso di due mesi al conglomerato alimentare che lotta per soddisfare i mutevoli gusti dei consumatori. Era stato al timone per sei anni. Nell’anno precedente, le azioni della società erano crollate del 45% e a febbraio aveva ridotto il dividendo del 36% e il valore dei suoi marchi più grandi, Kraft e Oscar Mayer, di $ 15,4 miliardi.

Altri cambi di poltrona degni di nota: Brad Dickerson, Hubert Joly e Steven Kandarian, ceo di Blue Apron e MetLife

Maggio, Steven Temares (ceo di Bed, Bath & Beyond)
Dopo mesi di pressioni da parte degli investitori che avevano spinto a far estromettere lui e il suo intero consiglio di amministrazione, Steven Tamares ha concluso il suo mandato di 16 anni come ceo di Bed, Bath & Beyond il 13 maggio. La catena ha cercato di competere con colossi del calibro di Amazon e Walmart negli ultimi anni, laddove le sue vendite sono cresciute solo dell’1,1% nel 2018 e le sue azioni sono scese dell’80% dal 2015.

Altri cambi di poltrona degni di nota: Robert Dickey, ceo di Gannett 

Giugno, Steve Nelson (ceo di UnitedHealthcare)
Steve Nelson, ceo di UnitedHealthcare, ha annunciato il suo ritiro il 28 giugno. Aveva trascorso 15 anni presso l’azienda, solo gli ultimi due nell’ufficio d’angolo, supervisionando l’attività assicurativa commerciale e finanziata dal governo.

Luglio, Bjørn Kjos (ceo di Norwegian Air)
Ventisei anni dopo la fondazione di Norwegian Air, Bjørn Kjos si è ritirato l’11 luglio. L’ex pilota di caccia aveva avviato una piccola compagnia aerea scandinava e l’aveva trasformata in uno dei più grandi vettori europei, ma non senza costi: il business oggi comprende $ 380 milioni di debito.

Altri cambi di poltrona degni di nota: Ralph Scozzafava, ceo di Dean Foods

Agosto, John Flint (ceo di HSBC)
Quando John Flint fu scelto per dirigere HSBC, il consiglio di amministrazione lo considerò una scelta sicura, ma 18 mesi dopo, il 5 agosto, fu licenziato, apparentemente per lo stesso motivo. In una presentazione agli investitori quel giorno, il presidente Mark Tucker ha dichiarato: “Nell’ambiente globale sempre più complesso e stimolante in cui opera la banca, il consiglio di amministrazione ritiene che sia necessario un cambiamento per sfruttare al meglio le opportunità significative che ci attendono”.

Altri cambi di poltrona degni di nota: Patrick Byrne, Rupert Hogg, Sheila Lirio Marcelo, John Standley e Dio Weisler, ceo di Overstock.com, Cathay Pacific, Care.com, Rite Aid ed HP.

Settembre, Adam Neumann (ceo di WeWork)
Il percorso per la quotazione in bors ha segnato l’inizio della fine per il ceo di WeWork, Adam Neumann, dal momento che l’S-1 della società ha rivelato, tra l’altro, miliardi di perdite risalenti al 2016, per non parlare del fatto che aveva registrato il marchio “We” e LO AVEVA venduto alla sua società per $ 5,9 milioni. Sei settimane dopo, il 24 settembre, era fuori dall’azienda che aveva fondato nove anni prima.

Altri cambi di poltrona degni di nota: Kevin Burns, Jeff Cain, Hiroto Saikawa e Devin Wenig, ceo di Juul, CrossFit, Nissan ed eBay

Ottobre, Kevin Plank (ceo di Under Armour)
Il 22 ottobre Kevin Plank ha annunciato che avrebbe rassegnato le dimissioni da amministratore delegato di Under Armour alla fine del 2019. Da quando ha fondato la società nel 1996, il suo era diventato un marchio da $ 5 miliardi, ma la crescita era rallentata di recente: Under Armour ha riportato la sua prima perdita trimestrale nel 2017. E nel frattempo, i resoconti di una cultura aziendale tossica, consentendo visite dello strip club a spese dell’azienda, avevano offuscato la sua immagine.

Altri cambi di poltrona degni di nota: Bill McDermott e Mark Parker, ceo di SAP e Nike

Novembre, Steve Easterbrook (ceo di McDonald)
Steve Easterbrook è stato licenziato come ceo di McDonald dopo che un’indagine interna ha rivelato che aveva violato una politica aziendale intrattenendo una relazione consensuale con una dipendente. Da quando è salito al timone nel 2015, aveva stretto collaborazioni con Uber Eats e DoorDash e aveva investito centinaia di milioni nell’ acquisizione di startup tecnologiche, raddoppiando il prezzo delle azioni del gigante del fast food.

Altri cambi di poltrona degni di nota: Samuel Allen, John Legere, Art Peck, Tricia Stitzel e Melanie Whelan, ceo di John Deere, T-Mobile, Gap, Tupperware e SoulCycle

Dicembre, Larry Page (ceo di Alphabet)
In una lettera aperta pubblicata il 3 dicembre, il ceo di Alphabet Larry Page — e il presidente Sergey Brin, con cui aveva co-fondato Google nel 2008 e la sua società madre nel 2015 — hanno annunciato la sua uscita, scrivendo: “Se la società fosse una persona, sarebbe un giovane adulto di 21 anni e sarebbe arrivato per lui il momento di lasciare il comando; crediamo che sia tempo di assumere ora il ruolo di genitori orgogliosi”. Il suo addio arriva in un momento turbolento, in quanto il titano della tecnologia si trova al centro di un’indagine antitrust e un momento di caos interno tra i dipendenti, il cui sciopero più recente è stato causato dalle ferie amministrative forzate su due lavoratori attivisti.

Altri cambi di poltrona degni di nota: Greg Creed, Steph Korey Oscar Munoz e Mark Okerstrom, ceo di Yum! Brands, Away, United Airlines ed Expedia

Life 28 Novembre, 2019 @ 11:01

Nella culla del Rinascimento per un evento speciale insieme a Chopard

di Forbes.it

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CHOPARD ALPINE EAGLE
Forbes Italia e Chopard hanno illuminato la culla del Rinascimento italiano per un evento speciale a Firenze. Location d’eccellenza, che ha ospitato la serata “L’Artigiano delle emozioni”, è stata la boutique di Via De Tornabuoni, dove la maison svizzera ha esplorato gli elementi tipici del suo Dna quali manifattura, tradizione, innovazione e sostenibilità. Un momento di incontro orchestrato dal direttore di Forbes Italia, Alessandro Rossi e da Simona Zito, general manager di Chopard Italia, che nel corso dell’evento hanno introdotto speaker di rilievo tra cui Flavio Ghiringhelli, country manager di Emirates, Elia Fredducci, direttore marketing de Il Borgo Cashmire, Alessandro Maia Ferreri, ceo di The Style Gate e Mimma Posca, docente Sda Bocconi, che hanno tratteggiato, ciascuno a seconda delle proprie esperienze, i concetti di tempo, ricerca della qualità e impegno. Gli stessi elementi che raccontano il nuovissimo orologio Chopard, Alpine Eagle, protagonista della serata.

Una creazione, l’ultima di Chopard, definita infatti the rebirth of a watch icon perché riprende un modello iconico degli anni ’80, il Saint Moritz, e lo attualizza attraverso l’uso di un acciaio speciale brevettato, il Lucent Steel A223, attraverso la cura maniacale dei dettagli e soprattutto, attraverso una storia di impegno e passione che questa volta porta la maison elvetica sulle Alpi. Alpine Eagle è infatti associato per nomi e per missione alla fondazione Eagle Wings, di cui Karl Friedriche Scheufele, co- presidente di Chopard, è membro fondatore, che lotta per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla drammatica situazione del microclima montano e su come i cambiamenti climatici stiano ormai scompaginando equilibri secolari.

Video 8 Novembre, 2019 @ 2:37

Facebook Impact: le videostorie di chi ha avuto successo raccontate dal Milanese Imbruttito

di Forbes.it

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Milanese Imbruttito
Germano Lanzoni

Da Calzedonia a Carrefour, da Orange Fiber a Mukako e Recup. Senza dimenticare personaggi come Enrico Mentana, Bebe Vio o Francesca Fedeli. Sono 50 le aziende e personalità più impattanti che hanno utilizzato con successo Facebook negli ultimi dieci anni, una speciale classifica che Forbes Italia ha stilato in collaborazione con Facebook in occasione del decimo anniversario della presenza del social network in Italia.

Forbes e Facebook per raccontare l’originale classifica Impact 50 hanno scelto Il Milanese Imbruttito, una “missione speciale” che si è declinata in una produzione di video ironici e divertenti da pubblicare sulle pagine del social network fondato da Mark Zuckerberg. Alcuni episodi di Facebook Impact andranno in onda anche su BFC (al canale 511 del telecomando Sky e 61 di TivuSat) dalla prossima settimana, dalle 20 alle 22, dal lunedì al venerdì.

Come spiega Luca Colombo, country director di Facebook Italia, in un’intervista sul numero di novembre di Forbes, dall’ottobre 2009 ad oggi i numeri e le possibilità offerte ai brand dal social sono cambiate parecchio: il numero di utenti è passato dagli 11 milioni di fine 2010 agli attuali 31 (cui si aggiungono gli oltre 14 milioni su Instagram). A livello mondiale sono 90 le aziende che hanno una presenza su Facebook e di queste 7 milioni investono in pubblicità sulla piattaforma. “Siamo partiti da zero e oggi siamo una realtà che aiuta le aziende in maniera importante nella loro comunicazione e nella crescita del loro business”, afferma Colombo. “Attraverso l’utilizzo dei dati, sempre in maniera sicura con rispetto della privacy, Facebook ha stravolto un paradigma e alcune logiche di mercato alle quali siamo abituati. Ora è possibile veicolare un messaggio o un prodotto in modo più mirato”.

Cinque le categorie della Facebook Impact 50 (che qui potete consultare per intero): Multinazionali, Pmi, Community, Personaggi Famosi e Game Changer. A inaugurare la serie di episodi in video sul social per raccontarla sono intervenuti, oltre a Luca Colombo, country director di Facebook Italia, anche il direttore di Forbes Alessandro Rossi e Germano Lanzoni, volto e interprete del Milanese Imbruttito.

Un’altra realtà, quella del Milanese Imbruttito, che proprio come Facebook Italia è cresciuta negli ultimi anni: oltre 1,5 milioni di fan su Facebook con una copertura di quasi 6 milioni e una interazione di 4,2 milioni; un’azienda che lavora con oltre 500 clienti e con un blog che raggiunge circa un milione di utenti, con quasi 2 milioni di apgine viste al mese. Ma è l’area video quella su cui il Milanese Imbruttito punta con forza, grazie anche alla partnership con il collettivo di videomaker de Il Terzo Segreto di Satira. Su YouTube sono circa 390 mila gli iscritti e 600 mila view di media.

“Ci differenziamo dagli altri perché facciamo in qualche modo abiti su misura”, spiegano sempre sulle pagine di Forbes i tre fondatori del Milanese Imbruttito, Tommaso Pozza, Marco De Crescenzio e Federico Marisio. “Non vendiamo un servizio senza prima entrare in contatto con il cliente, con il brand, con chi abbiamo di fronte per realizzare contenuti ad hoc, in base alle diverse esigenze”.

Forbes_MI_Facebook_Clip Telefonata from BFC Video on Vimeo.