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Valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano. Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, è l’ospite di Fabrica Floridi

Il fondatore di Eataly, Unieuro, ora con Green Pea a Torino con il primo Green Retail Park al mondo, è tra i protagonisti assoluti della filiera agroalimentare italiana: nella capacità di innovare, nella visione internazionale, nella grande distribuzione, nei processi di sostenibilità e a difesa della biodiversità. Ma è addirittura unico se si guarda alla grande distribuzione: Eataly è presente a New York, a Londra, in Asia, negli Emirati Arabi. In totale (ma forse non beata) solitudine.

È il testimonial ideale per il professor Luciano Floridi per l’esplorazione di uno settori trainanti della nostra economia, trampolino di lancio potente e incontrastato della reputazione italiana nel mondo. È una potenza di cui siamo consapevoli? E ancora: le imprese e la politica fanno davvero il possibile per sfruttare questa miniera d’oro inesauribile?

L’accademico di Oxford e di Alma Mater Bologna pone sul tavolo il tema: “Abbiamo un patrimonio unico al mondo per qualità, salute, radici culturali, rispetto dell’ambiente, varietà. La filiera agroalimentare italiana non teme confronti; dobbiamo avere questa consapevolezza e sfruttare al meglio l’incredibile patrimonio”.

Nei suoi interventi Oscar Farinetti ha sottolineato come l’Italia sia la patria della migliore e più efficiente agricoltura che esista sul pianeta e quindi in grado di assicurare prodotti che non hanno eguali. “Ma perché” si chiede Farinetti, “non siamo in grado di proporci sui mercati internazionali per sfruttare questa ricchezza? Perché il mio Eataly è e rimane l’unica catena distributiva in grado di contrastare (se non altro sul piano dell’immagine) lo strapotere di quelle francesi?”

Ospiti della puntata dal Teatro Puntozero Beccaria di Milano anche: Marcello Lunelli, vice presidente del Gruppo Lunelli e responsabile tecnico di Cantine Ferrari che ha sottolineato il ruolo dell’agricoltura nei processi di sostenibilità; Igor Boccardo, amministratore delegato di Genagricola che ha parlato della digitalizzazione dell’agricoltura italiana; Domenico Lombardo, imprenditore siciliano eletto a simbolo delle tradizioni e dalla incredibile varietà di proposte e racconti. Come quello delle sue Favole Siciliane…

La puntata è disponibile dal 21 giugno alle 18 sul sito di De Aretè, piattaforma della comunicazione responsabile di Nuvolaverde realizzata con il corso di laurea magistrale in giornalismo, il master in comunicazione digitale dell’Università Parma e con studenti e laureati delle redazioni tematiche in dieci città del magazine tv&web Siamo Jedi, edito con BFC Forbes e disponibile sul sito de Il Sole 24 Ore. Le lezioni e gli interventi del grande filosofo, anche attraverso la fanpage su Facebook esplorano il cambiamento disegnato dal digitale per la sostenibilità.

Fuori campo, a scandire tempi e modi della narrazione, il direttore di dearete.org e presidente di Nuvolaverde, Enzo Argante. In redazione: gli jedi di Milano (Riccardo Argante, Andrea Profili, Sara Passoni, Daniele Galloppa), dell’Associazione Punto Zero Beccaria; gli studenti del corso di laurea magistrale in giornalismo e del master in comunicazione digitale dell’università di Parma (Lisa Bencivenga, Roberta Corso, Laura Lipari, Simona Losito, Micol Maccario, Stefano Dondi, Stefano Martini, Ludovica Sarais, Lisa Fanti, Flavia Cellerino, Federica Morichetti, Edoardo Gregori, Alice De Luca, Nico Rodriguez, Arianna Lardiello, Chiara Verra, Gloria Roselli) e gli Jedi di Nuvolaverde.

La regia è di Giuseppe Scutellà (Teatro PuntozeroBeccaria) produzione di Lisa Mazoni con i ragazzi dell’area penale interna ed esterna IPM e USSM Cesare Beccaria di Milano: Elisa Colaiacovo, Mattia Gallistru, Loredana Jovanovic, Buba Mass, Lisa Mazoni, Natanaele Pogliaghi,  Sara Ruggiero, Alex Simbana, Sarah Sogaro, Geson Udorovic, Enea Pablo Zen Scutellà.

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