L’azienda bresciana modello di economia circolare che punta all’America

Gabriele Marchina e Gloriana Iarrera
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Di Lorenza Scalisi

Gabriele Marchina e Gloriana Iarrera, un ingegnere e un avvocato, ma soprattutto un marito e una moglie che diventano soci fondatori di un’azienda. Automation Service nasce così, una quindicina di anni fa, da due neolaureati poco più che trentenni, entrambi classe ’74, che decidono di cavalcare un’onda lunga. O meglio, di precedere lo tsunami, oggi noto come economia circolare. La passione di Gabriele per l’high tech fa subito puntare su un settore ben definito, all’epoca agli albori, il recupero di componenti e schede elettroniche di macchinari complessi a controllo numerico e robot.

I primi passi, di quella che oggi è a tutti gli effetti un’azienda a vocazione internazionale, avvengono in un luogo che in un istante richiama alla mente le storie imprenditoriali di maggior successo ambientate nella Silicon Valley: un garage. Non avevamo capitali alle spalle, se non le nostre lauree e molti sogni in testa: volevamo realizzare la nostra impresa con il solo desiderio di lasciare un mondo migliore alle generazioni future e alle nostre tre bellissime figlie, racconta Gabriele. “Per questo ci siamo concentrati sull’economia circolare, una matrice economica in grado di sostituirsi a modelli di crescita incentrati su una visione lineare, ma che per noi ha rappresentato da subito il nostro dna. Siamo sempre stati attratti da tutto quello che poteva essere rimesso in funzione e che era considerato dai più uno scarto. All’inizio non fu certo semplice, ma in questi ultimi anni siamo diventati leader in Italia per l’assistenza e la rigenerazione dei sistemi Fanuc, Mitsubishi, Indramat e Siemens, con un portafoglio che oggi conta circa 3.800 aziende. La nostra matrice si fonda sul recuperare l’immenso valore di uno scarto tecnologico, trasformando il prodotto principalmente in un servizio, garantendo l’efficienza ai nostri clienti che ne beneficiano in tutta la loro catena del valore. I nostri clienti, che operano principalmente nell’industria automotive, manifatturiera e aerospaziale, non possono permettersi fermi macchina, neppure alle 3 del mattino o a Natale. I loro problemi devono essere trasformati in soluzioni

E per capire quanto sia importante per i Marchina il tema della velocità e tempestività nel servizio, che poi si traduce nell’immediata rimessa in funzione dei processi produttivi, il cui stop può valere anche decine di migliaia di euro l’ora, basta cliccare su automationservice.biz. Appare in home l’implacabile confronto fra i servizi offerti da Automation Service e quelli della concorrenza: se la media di mercato per il pronto intervento per le riparazioni è fra i 5 e i 7 giorni, per Automation Service il tutto si risolve in 3-4, mentre i tempi di consegna di un pezzo rigenerato scendono a 1-2 a fronte dei 6-7 dei competitor. Come si dice, il tempo è denaro, concetto che a gennaio 2020 diventa in un istante un’urgenza. Con l’inizio della pandemia, e lo spettro di un blocco totale delle linee produttive a livello mondiale, anziché attendere o scoraggiarsi Gabriele e Gloriana decidono di accelerare e di guardare oltre quell’immenso ostacolo.

Per vedere con occhi nuovi il nostro futuro in questa fase di evidente transizione abbiamo condiviso la nostra visione con due amici, manager di caratura internazionale, che accettando la sfida, durante le prime settimane dell’emergenza sanitaria, sono stati fondamentali per definire il nuovo modello di business internazionale. Mauro Falaschi, economista, con vasta esperienza nello sviluppo di startup in Nord America, attraverso l’adozione di strategie e di modelli di business orientati all’economia circolare, ha avuto una parte attiva decisiva, promuovendo prodotti innovativi legati a nuovi servizi, con un modello di franchising evoluto dei beni industriali. Marco Gamba, commercialista fiscalista, ha ridisegnato i processi interni e l’architettura di gestione e controllo amministrativo e fiscale. Il processo evolutivo e l’enorme sforzo in R&D ha portato anche alla costituzione di una startup, JG Robotics, con cui abbiamo sviluppato un brevetto internazionale basato su tecnologie digitali voice based, che connesse all’industria 4.0 – robotica, stampa 3D, Internet delle cose e big data – può ulteriormente spingere tutta la catena del valore dei nostri partner verso l’adozione di modelli digitali legati all’economia circolare. Queste tecnologie aprono nuovi spazi di innovazione per una progettazione e una produzione più sostenibile, così come per la realizzazione di processi che consentano di tracciare il consumo delle risorse e l’utilizzo dei prodotti. A questo scopo, collaboriamo fattivamente anche con l’Università di Brescia, finanziando borse di studio per giovani ingegneri con tesi di laurea in Intelligenza artificiale e nuove tecnologie”.

In questo clima di fermento innovativo, non si arresta la crescita internazionale del brand. Grazie ad alleanze distributive, siamo entrati nei mercati di Spagna, Germania, Uk, Portogallo, Austria, Francia e Svizzera. Ottimizzando tutti i nostri processi interni, plasmati sul nuovo modello di business,  nel corso di questi ultimi due anni, molto difficili per tutti, siamo cresciuti mediamente a doppia cifra, non solo nel fatturato ma anche nell’Ebitda”. Inoltre è in completamento anche una nuova logistica e un centro per la rigenerazione e assistenza in nord Europa, a supporto di tutti i distributori e clienti europei. I segnali che potevano espandersi anche oltreoceano sono poi arrivati da importanti osservatori economici, tra i quali anche fondi di investimento dedicati ESG (enviromental, social, governance), altamente specializzati su aziende che stanno guidando la transizione verso un’economia low carbon, come per esempio ESGLUX capitanato da Tamara Caiani, che ha aiutato la società a comprendere come utilizzare al meglio i nuovi strumenti finanziari legati all’economia sostenibile, iniziando un percorso di certificazione di rating internazionale ESG, focalizzato principalmente al rafforzamento della governance, oltre alle ISO già ottenute sui sistemi di qualità 9001, sicurezza e salute sul lavoro 45001, e gestione ambientale 14001.

Nel 2020 hanno inoltre costituito Automation Service Mexico, grazie al supporto delle istituzioni locali, e di imprenditori di primissimo livello come Lorenzo Vianello, rieletto di recente presidente della Camera di Commercio Italo Messicana e Mauricio Kuri Slim, tycoon locale. “Il Messico, che per noi è un mercato che vale almeno 15 volte l’Italia, è stato pensato come l’hub logistico per il servizio ai clienti per tutto il Nord America. Entro il 2021 abbiamo infatti in previsione l’apertura di Automation Service Usa, supportati da partner locali e da un gruppo di manager di grande esperienza, che saranno guidati da Giuseppe Greco, già presidente Lamborghini nella transizione al gruppo Audi, con incarichi apicali precedenti in Fiat Canada, Usa, Venezuela e in Ferrari Usa come presidente”.