“Interventi globali ancora insufficienti”: le raccomandazioni del Climate Solutions Forum per la lotta ai cambiamenti climatici

(foundations-20.org)
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Si è concluso a Milano F20 Climate Solutions Forum 2021, incontro annuale promosso dal network internazionale Foundations Platform F20. Oltre 70 fondazioni che promuovono lo sviluppo sostenibile.

L’edizione 2021 del Forum, dal titolo “Green recovery, sustainable finance, just transition: putting words into deeds” è stata co-organizzata da Fondazione Cariplo, in collaborazione con altre fondazioni partner di F20 – Fondazione Unipolis, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione di Comunità di Messina, e con il supporto di Assifero, ASviS e ACRI.

Obiettivo del F20 Climate Solutions Forum 2021 era quello di indicare possibili priorità e identificare sfide e opportunità nella lotta ai cambiamenti climatici e nello sviluppo di resilienza in un mondo post-Covid da consegnare ai leader del G20.

Nel dialogo con gli esperti internazionali e i leader politici e della società civile, sono intervenuti anche Francesco Profumo, presidente ACRI, Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Banfi, membro della Commissione Centrale di Beneficienza di Fondazione Cariplo, Pierluigi Stefanini, presidente e portavoce di ASviS e presidente di Fondazione Unipolis, Maria Luisa Parmigiani, direttrice di Fondazione Unipolis e co-chair di F20, Alberto Anfossi, segretario generale Fondazione Compagnia di San Paolo.

“Viviamo un momento di grande trasformazione, in cui stanno crescendo le disuguaglianze. Dobbiamo essere pronti a costruire una transizione ecologica che sia giusta e che tenga conto degli impatti sociali che inevitabilmente emergeranno. È proprio per attuare una transizione reale che dobbiamo considerare il suo impatto sociale: se non è sostenibile sotto tutti gli aspetti non sarà né giusta né realizzabile”, ha detto Giovanni Fosti, presidente Fondazione Cariplo.

Sei le raccomandazioni di F20 ai leader dei Paesi più industrializzati del mondo emerse al termine della due giorni del Forum: unire le forze con il G7 per contrastare l’impatto economico e sociale della crisi globale generata dalla pandemia da Covid-19, impegnarsi per raggiungere emissioni zero, in linea con l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale a 1,5°C, garantire una transizione equa entro il 2030 che tenga conto delle diseguaglianze tra Paesi, decarbonizzare la finanza e gli investimenti, concedere l’alleggerimento del debito, rendere il nesso acqua-energia-cibo-salute e il nesso clima-biodiversità parti integranti e fondamentali delle agende del G7 e del G20.

Al Forum hanno partecipato, tra gli altri: John Kerry, attualmente inviato speciale del presidente degli Stati Uniti d’America per la gestione del clima ed emergenze climatiche; Ban Ki-moon già segretario generale delle Nazioni Unite; Johan Rockström, direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research; Enrico Giovannini, Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Nel suo intervento, Ban Ki-moon ha ribadito la centralità del prossimo G20 nella sfida al cambiamento climatico: “Ad ora gli interventi globali per affrontare la crisi climatica sono largamente insufficienti rispetto a quello che serve. I leader sono di fronte a una straordinaria opportunità di agire ma il tempo a disposizione si sta esaurendo. La leadership del G20 è cruciale per garantire un futuro più sicuro. Il G20 rappresenta il 90% del PIL mondiale, l’80% del commercio globale e l’80% delle emissioni. Quello che succederà al G20 a fine ottobre sarà quindi determinante per la COP26”.