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Tecnologia 10 Gennaio, 2020 @ 10:02

CES 2020: a Las Vegas Generali e Cariplo Factory presentano AirSafe

di Massimiliano Carrà

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Airsafe presentato al Ces 2020
generali

Il CES 2020 con la giornata di oggi volge al termine, ma Las Vegas ha confermato in questi giorni un aspetto fondamentale che spesso dimentichiamo: l’Italia dal punto di vista tecnologico non è seconda a nessuno e continua a crescere.

A dimostrarlo non sono solamente le aziende premiate nei giorni scorsi al CES, ma anche la collaborazione tra Generali Jeniot, la società di Generali Italia dedicata allo sviluppo di servizi innovativi nell’ambito della Connected Insurance e dell’Internet of Things, Cariplo Factory e Nuvap, la startup che produce sistemi di monitoraggio dell’inquinamento indoor.

Da questo triumvirato italiano e tecnologico è nato AirSafe, il dispositivo IoT per la protezione e la prevenzione dei rischi domestici che è stato presentato proprio in questi giorni al Consumer Electronic Show 2020.

AirSafe: cos’è e come funziona

Nata in collaborazione con Nuvap e frutto del progetto di open innovation promosso da Cariplo Factory con Generali e dedicato ai temi dell’Health & Wellness, AirSafe ha come obiettivo ben preciso quello di proteggere le famiglia dai rischi domestici.  

Entrando infatti proprio nel dettaglio, AirSafe monitora la qualità dell’aria negli ambienti domestici ed è in grado di allertare il cliente di situazioni di potenziale pericolo, come ad esempio fughe di gas, incendi, attraverso allarmi acustici e visivi, notifiche push e l’innovativo servizio di assistenza proattiva disponibile tramite centrale operativa attiva 24/7. 

A tutte queste funzioni, il dispositivo Jeniot Home AirSafe aggiunge anche un’altra caratteristica, ossia quello di essere anche una smart light in grado di cambiare colore e gradiente per rendere confortevoli gli spazi indoor.

Forbes Responsibility 2 Gennaio, 2020 @ 11:57

Giovanni Fosti e la Fondazione che cambia la vita delle persone

di Forbes.it

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Fondazione Cariplo
(Courtesy Fondazione Cariplo)

di Enzo Argante

articolo tratto dal numero di dicembre di Forbes Italia

“La filantropia è un asset importante per il Paese. In un mondo che soffre anche per la difficoltà che le istituzioni pubbliche hanno nel mettere a disposizione le risorse che servirebbero, sorge l’aspettativa che la filantropia possa addirittura fare supplenza allo Stato, laddove lo Stato non ce la fa più. Abbiamo di fronte mutamenti epocali che cambiano totalmente paradigmi e relazioni: cambiamenti climatici, andamenti demografici, la trasformazione digitale. Il tema non è conservare quello che c’è, ma costruire qualcosa di nuovo, fare innovazione sociale. La filantropia può giocare un ruolo importante perché, nel costruire nuovi assetti, può far sì che questi cambiamenti non travolgano i più deboli. Questioni enormi. Abbiamo una grande responsabilità, nel gestire e nell’indirizzare le risorse. Dobbiamo sempre pensare a cosa lasceremo a chi verrà dopo di noi. E domandarci, ogni volta che ci attiviamo: a chi serve? E, perché?”. Comincia così il dialogo con Giovanni Fosti, da pochi mesi presidente della Cariplo, tra le prime fondazioni al mondo. In 30 anni di attività la Fondazione Cariplo ha donato oltre 3 miliardi di euro, sostenendo più di 30mila iniziative. Il patrimonio più importante di cui dispone non è quello economico, che pure è ingente, quasi 8 miliardi di euro; motore che, mediamente, ogni anno, genera 160 milioni di euro destinati a centinaia di organizzazioni non profit, che con queste risorse realizzano più di mille progetti sociali, ambientali, di ricerca scientifica e nel campo dell’arte e della cultura. No, non è solo quello. È il patrimonio reputazionale uno dei suoi asset più importanti. È il luogo di conoscenza e di esperienza che ha costruito in quasi trent’anni di attività, con continue accelerazioni verso l’innovazione sociale. Anche per questo, e non solo per le risorse economiche, Fondazione Cariplo appare al centro di un sistema a cui istituzioni, aziende, cittadini e – perché no – la politica fanno riferimento. “La capacità di ascolto, unita a quella del fare concreto. Credo siano tra i fattori chiave che hanno messo la fondazione nella posizione che occupa e che ci responsabilizza. Un privilegio che non possiamo tenere per noi, ma che vogliamo condividere”. Appare oggi come una fucina di idee, che nascono dal basso, convogliando quelle che arrivano da ogni dove, attraverso le continue call e i bandi; un laboratorio, un tavolo di confronto. È un luogo di studio, oltre che di operosità, con uno staff di 88 persone. La sede, a Milano, è un via vai di gente, molti giovani, stranieri, prestigiose fondazioni di caratura internazionale, istituzioni e aziende. “Il miglior modo per affrontare i problemi che ci troviamo di fronte è unire le forze, le risorse, le competenze, lavorando insieme con obiettivi comuni. È responsabilità sociale che riguarda i singoli e le organizzazioni. Oggi ci sono molti soggetti e aziende che mettono al centro del loro agire la responsabilità sociale. Le società benefit, le imprese attente all’economia circolare,
ad esempio.

Giovanni Fosti, presidente Fondazione Cariplo
GIOVANNI FOSTI PRESIDENTE FONDAZIONE CARIPLO

Anche la collaborazione con le aziende quindi è un asset strategico su cui stiamo investendo molto. Il futuro è fatto sempre più di alleanze profit-non profit, per strutturare un nuovo sistema di welfare di comunità, per generare occupazione per i nostri giovani, per avvicinare il mondo della scuola a quello delle imprese; per l’inserimento lavorativo delle persone più fragili, per gli adulti espulsi dal mercato del lavoro; ma anche per fare innovazione tecnologica: una startup sta realizzando una cintura di precisione in grado di guidare un non vedente nel camminare. Cosi si cambia davvero la vita delle persone. Ecco il futuro a cui ispirarsi”. In via Manin, nella sede in centro a Milano, si osservano i megratrend globali, si raccolgono dati e analisi, per impostare la programmazione dei prossimi quattro anni e prima di affrontare un problema: come per i Neet, i giovani che non studiano e non lavorano. Ragazzi-fantasmi usciti dai radar delle aziende, a cui non si rivolgono più per sfiducia; usciti dal mondo della scuola e isolati perfino dentro le loro famiglie. La fondazione è ricorsa all’”intelligence” e ai social network per scovarne mille e cercare di riattivarli. “Il primo passo per ridare speranze a questi ragazzi è farli sentire di nuovo dentro il contesto in cui vivono. Li abbiamo convinti a rimettersi in gioco. Ascoltare le loro interviste fa venire i brividi: non mi sentivo più nulla, dicono…”. Le sale riunioni della Fondazione Cariplo sono sempre piene, in attività costante, con uno scambio continuo tra il dentro e il fuori. “Sembra strano, ma l’attività filantropica, la donazione è “solo” l’ultimo, importante, passaggio. Quello che viene prima è fondamentale, lo studio dei fenomeni, la progettazione, la programmazione”. Stesso metodo per affrontare la povertà dei 20mila bambini che vivono a Milano, o per generare occupazione giovanile, per rammendare le periferie con il programma LaCittà intorno; le periferie non sono solo quelle delle città, ma anche le zone abbandonate in campagna o in montagna dove la Fondazione Cariplo sta operando con il programma Attivaree, per far rivivere la le Valli Resilienti, Valsabbia e Valtrompia, e l’Oltrepo più remoto. “Dobbiamo domandarci se quello che facciamo è a breve termine per guadagnare consenso o a medio lungo termine per ottenere davvero i risultati che vogliamo. Per me vale la seconda risposta, che presuppone metodo, impegno e rigore. La nostra aspirazione è creare valore per le persone e le comunità alle quali ci rivolgiamo.”

Cultura 15 Dicembre, 2019 @ 10:42

Con “Voci fuori dal coro” QuBì unisce le forze per i bambini di Milano

di Forbes.it

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(Courtesy Fondazione Cariplo)

E’ in programma il 17 dicembre all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo in Largo Mahler il concerto natalizio del Coro dei detenuti della Nave di San Vittore che si esibiscono insieme agli Artisti del Coro della Scala e agli Attori del Macrò Maudit Teàter. La serata servirà a raccogliere fondi per l’accesso alle cure dentali dei bambini di Milano che vivono in condizioni di povertà. Iniziativa che si unisce alle attività di Programma QuBì -La ricetta contro la povertà infantile, promosso da Fondazione Cariplo con il sostegno di Intesa Sanpaolo, Fondazione Vismara, Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi, Fondazione Fiera Milano e Fondazione SNAM per contrastare la povertà di oltre 20mila minori a Milano. La campagna di raccolta fondi è attiva su For Funding, la piattaforma digital di Intesa Sanpaolo.

Dall’inizio del 2019 le Ricette di quartiere stanno lavorando per sostenere e accompagnare le famiglie e i minori che vivono una condizione di povertà, mettendo in campo numerose iniziative: doposcuola e spazi compiti, centri estivi per le famiglie fragili, sportelli per accedere ai sostegni economici e per le iscrizioni on-line ad asili nido, corsi di lingua italiana e incontri sulla sana alimentazione.

Per Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo, “il concerto “Voci fuori dal Coro”  è un’iniziativa speciale per diversi motivi. L’iniziativa è nata dal desiderio di persone che vivono in carcere di fare qualcosa per chi ha bisogno, un gesto molto significativo che lancia un messaggio molto potente. Anche chi ha poco, può dare un grande contributo alla comunità. La manifestazione è riuscita a coinvolgere diverse realtà che si sono messe insieme. Persone che vivono in condizioni profondamente diverse e se vogliamo distanti: chi vive in cella e chi calca il palco di uno dei teatri più prestigiosi del mondo. Si sono uniti per aiutare i bambini che vivono in povertà a Milano ai quali porteranno un contributo concreto con la raccolta fondi per i loro bisogni. Dobbiamo essere consapevoli che ci sono luoghi, beni e servizi a cui alcuni possono accedere ed altri no: il nostro impegno è cercare di ridurre queste distanze, fino a colmarle. I bambini che non accedono allo sport, alla cultura e non hanno la possibilità di avere una adeguata alimentazione, partono da una situazione di difficoltà, che condiziona il loro presente e il loro futuro. Il concerto di martedì 17 dicembre è davvero un’iniziativa che crea valore per tutti; per chi sarà presente e avrà modo di ascoltarlo, emozionarsi ed apprezzare la qualità dell’esibizione, oltre che contribuire con le donazioni, e per chi beneficerà di queste azioni. L’iniziativa è infatti un’occasione per far emergere un tema importante: la povertà porta le famiglie a rinunciare alle cure sanitarie preventive, come ad esempio quelle odontoiatriche e il concerto di questa sera assume un significato concreto, oltre che simbolico, e permetterà di regalare giornate di screening gratuito e sostenere le cure dentistiche per i bambini che non se lo possono permettere”.

 

Cultura 21 Settembre, 2019 @ 2:00

Dalla rivoluzione digitale alla venture philanthropy. Fondazione Cariplo studia la beneficenza del futuro

di Forbes.it

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Donazione
(Shutterstock)

Fari puntati sui megatrend a livello globale nel campo della filantropia per progettare le sfide del domani. La Fondazione Cariplo ha voluto mettersi in ascolto delle best practice internazionali e cogliere spunti in vista della propria programmazione per i prossimi anni. E lo ha fatto con il seminario che ieri ha visto partecipare i membri della Commissione Centrale di Beneficenza, del Consiglio di amministrazione, del Collegio sindacale e lo staff dirigenziale. Il primo di una serie di appuntamenti in programma nei prossimi mesi con addetti ai lavori, esponenti del mondo delle istituzioni, aziende e media al fine di rendere stabile il confronto su tematiche di cui Fondazione Cariplo si occupa ogni giorno.

“Accorciare le distanze tra le diverse componenti delle nostre comunità” è l’obiettivo che Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo, ha voluto mettere al centro delle riflessioni di giornata, sottolineando come porre attenzione a “ciò che accade altrove può essere generativo, aprire pensieri inediti, permettere azioni nuove”. Pur mantenendo inalterata la “grande attenzione sulle dinamiche e le esperienze nazionali, su cui ci confrontiamo costantemente all’interno dei gruppi di lavoro in Acri, l’associazione che riunisce le fondazioni di origine bancaria italiane”.

“Abbiamo cominciato a impostare la nostra azione, fin dall’insediamento dei nuovi Organi a giugno, negli incontri delle specifiche commissioni Ambiente, Arte e Cultura, Servizi alla Persona e Ricerca Scientifica – ha precisato Fosti –, consapevoli che il primo passo debba essere la conoscenza approfondita e la ricerca di una lettura condivisa. Vogliamo dare un contributo concreto per accorciare le distanze che si stanno dilatando tra le persone, i luoghi, le organizzazioni”. E ancora: “Dobbiamo innanzitutto comprendere a fondo i problemi su cui desideriamo incidere e in seguito trovare soluzioni efficaci, convinti che occorra lavorare sempre di più insieme, collaborando con istituzioni, fondazioni, no profit e realtà profit. Ognuno facendo la propria parte su questioni che riguardano tutti e soprattutto con senso di responsabilità verso le generazioni future”.

In apertura dei lavori è toccato a Guntram Wolff, direttore del think tank belga Bruegel, illustrare le principali sfide globali e i megatrend che caratterizzeranno la società nei prossimi 15 anni. Tra i temi: cambiamenti climatici, sostenibilità, biodiversità, impatto della tecnologia sul lavoro, coesione sociale, movimenti migratori, invecchiamento della popolazione. A seguire, una riflessione di Luca De Biase, giornalista del Sole 24 Ore, sul tema delle connessioni intese come stimolo a osservare il contesto moderno, connotato da dinamiche complesse generate anche dalla digitalizzazione.

Gianpaolo Barbetta, responsabile dell’Osservatorio e Valutazione di Fondazione Cariplo ha invece proposto una panoramica della filantropia e del ruolo delle fondazioni a livello globale, prima di lasciare spazio alle testimonianze di due fondazioni europee con cui Fondazione Cariplo collabora da anni: la portoghese Calouste Gulbenkian e la King Baudouin Foundation del Belgio. Luis de Melo Jerónimo, direttore della Gulbenkian, ha condiviso l’esperienza, l’approccio strategico e la visione della sua fondazione, impegnata dal 1956 nei campi dell’arte, del sociale, della scienza e dell’istruzione. In particolare, Jerónimo ha sottolineato l’importanza di continuare a sostenere l’innovazione sociale anche attraverso investimenti a impatto e venture philanthropy, in un’ottica di complementarietà rispetto alla tradizionale attività erogativa.

Luc Tayart de Borms, direttore generale della King Baudouin Foundation, invece, ha tracciato il bilancio della pluridecennale esperienza della fondazione belga a sostegno della crescita e dello sviluppo del terzo settore. Ha inoltre evidenziato come, per la programmazione e il raggiungimento degli obiettivi a medio e lungo termine, sia importante mettere al centro e valorizzare il capitale umano e le relazioni, oltre al patrimonio finanziario e reputazionale.

Spunti e approcci coerenti alla visione di Fondazione Cariplo che il presidente Fosti ha riassunto così: “La Fondazione Cariplo opera in un territorio che la sua storia ha reso denso di opportunità e agisce sulle aree di disagio occupate da chi a tali opportunità non è in grado di accedere. Accanto ad aree di eccellenza culturale, scientifica, economica, permangono ambiti di povertà materiale e sociale. Aumenta il divario tra persone e territori che hanno accesso al benessere, alla cultura, a una buona qualità di vita, e persone che ne sono escluse. Così come sta crescendo il divario tra il centro delle città, le periferie e le aree interne, tra contesti ambientali più e meno vivibili, tra chi vive in condizione di fragilità e chi è in grado di cogliere le opportunità sociali, tra i bambini che praticano una vita sana e quelli che assistono inconsapevoli al peggioramento delle proprie condizioni, tra chi può ambire a un’esistenza migliore e chi ha disperatamente e implicitamente rinunciato al futuro”.

Uno scenario in cui “coabitano nei nostri paesi e nelle nostre città persone che vivono a pochi metri o pochi chilometri le une dalle altre, ma lontanissime per opportunità, aspirazioni, possibilità di riconoscersi come parte dello stesso destino, costruttori di un futuro comune. Accorciare queste distanze – ha concluso – è la condizione necessaria per permettere a chi vive nel nostro territorio di ricominciare a essere e sentirsi parte della stessa comunità. Per fare in modo che un territorio che, insieme ai suoi cittadini, nel corso degli anni ha saputo creare valore diffuso, non si impoverisca, non si ripieghi, ma sia sempre più inclusivo e generativo di soluzioni”.

Business 29 Maggio, 2019 @ 11:58

Chi è Giovanni Fosti, il successore di Guzzetti in Fondazione Cariplo

di Forbes.it

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fosti con guzzetti
Giovanni Fosti e Giuseppe Guzzetti

Giovanni Fosti è il quarto presidente della storia di Fondazione Cariplo. Succede a Giuseppe Guzzetti, che ha ricoperto l’incarico a partire dal 5 febbraio 1997 fino a ieri.

Originario di Delebio, in provincia Sondrio, 52 anni, Fosti è direttore dell’Education for Government & Non Profit, nell’ambito della divisione Government, Health & Not for Profit della Sda Bocconi di Milano.

Da sei anni è membro della Commissione Centrale di Beneficenza, l’organo di indirizzo di Fondazione Cariplo, all’interno della quale partecipa ai gruppi di lavoro delle Sottocommissioni Servizi alla Persona ed Arte e Cultura. È presidente della Fondazione Social Venture – Giordano dell’Amore, braccio strategico ed operativo nell’ambito del programma Social Innovation che Fondazione Cariplo ha avviato nel novembre del 2017.

È inoltre Associate Professor of Practice di Government, Health and Not for Profit presso la SDA Bocconi School of Management e professore a contratto di “Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche” all’Università Bocconi.

Fino al dicembre 2018 ha ricoperto la carica di responsabile dell’area servizi sociali e socio sanitari del Cergas, Centre for Research on Health and Social Care Management dell’università Bocconi di Milano e, in precedenza, direttore dell’executive master EMMAP, per il management delle amministrazioni pubbliche, sempre alla Sda Bocconi.

In ambito accademico si occupa e si è occupato anche di ricerche su tematiche come l’innovazione sociale, la programmazione e il cambiamento nei sistemi di welfare locali, gli assetti istituzionali e i modelli di servizio per la non autosufficienza. E’ direttore scientifico dell’Osservatorio sulla Long Term Care (OLTC) del Cergas – Sda Bocconi.

Giovanni Fosti è stato eletto all’unanimità nuovo presidente di Fondazione Cariplo; Paola Pessina e  Claudia Sorlini sono state nominate vicepresidenti. Entrano a far parte del Cda, oltre a Giovanni Fosti, Paola Pessina e Claudia Sorlini: Carlo Corradini, Vincenzo De Stasio, Davide Maggi, Enrico Lironi. Compongono il nuovo Collegio Sindacale: Luca Vincenzo Consiglio, Pietro Massimo Parrinello, Marco Luigi Valente. Tutte le nomine hanno ottenuto la condivisione all’unanimità.