Dai campetti di basket al volontariato: così un medico 27enne ha creato un rivenditore di sneaker

Kola Tytler
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Cresciuto a Latina e figlio di immigrati nigeriani, Kola Tytler è un medico di 27 anni che ha fondato Dropout, retailer di sneakers e streetwear in edizione limitata a Milano con un negozio fisico e online. Aperto nel 2018 senza finanziamenti esterni, Dropout è oggi un nome conosciuto negli ambienti della moda milanese e dello streetwear italiano, vantando oltre 90mila seguaci tra Instagram e Facebook e milioni di visualizzazioni dei propri contenuti sui social media.

Recentemente Dropout ha lanciato la sua campagna di equity crowdfunding sul portale Mamacrowd, superando il primo e il secondo target massimo di raccolta in soli sei giorni con l’obiettivo di cementare le basi per un’espansione strutturata su scala nazionale.

Kola Tytler ci ha raccontato il percorso che lo ha portato a unire passioni ben distinte come lo streetwear, la matematica e la medicina, fino alla decisione di creare, partendo da zero, un business ora valutato oltre 2 milioni euro. “La cultura streetwear e il mondo delle scarpe sportive mi appassionano da oltre 10 anni, da quando ho stretto le prime amicizie nei campetti da basket di Roma e Latina”, ricorda. “Fin da subito, capii quanto fosse importante acquisire una maggiore conoscenza del mercato di cui, all’epoca, faticavo a capirne le dinamiche”.

A seguito di un grave incidente, Kola decide di rimescolare le carte del suo curriculum: tra i 16 e 19 anni lavora come volontario in varie organizzazioni impegnate in cause sociali e queste esperienze si riveleranno in futuro fondamentali, oltre che a livello personale, anche per l’approccio che oggi contraddistingue le sue strategie di marketing e il suo rapporto con la community online.

Diplomatosi a pieni voti al liceo scientifico, nel 2013 si trasferisce a Londra per studiare medicina al King’s College London. Inizia a lavorare part-time durante gli studi e, con i primi risparmi, il pensiero torna presto a quel mondo underground fatto di sneakers comprate e vendute a prezzi esorbitanti in un mercato a tiratura limitata.

La nascita di dropout e HypeAnalyzer

“Con la prima busta paga acquistai il mio primo paio di Jordan e il mio interesse verso il mercato secondario intorno aumentò considerevolmente. Imparai a programmare da autodidatta e scrissi un software di automazione per acquistare sneakers, che poi tenevo sotto il letto mentre ne studiavo i prezzi online. Poco dopo incontrai Andrea Canziani (appassionato di sneakers e collezionista milanese), Federico Pasquetti (che lavorava in Adidas, oggi co-fondatore di Icons Club) e Stefano Zeppieri (all’epoca studente delle superiori che poi ha lanciato Outpump)”. Con quest’ultimo, nel 2017 Kola ha creato un software per raccogliere dati ed eseguire analisi statistiche di regressione per valutare le variazioni di prezzo dei vari modelli al fine di razionalizzare gli “investimenti” in sneakers.

Andrea Canziani

Così nasce HypeAnalyzer. “Utilizzammo il crescente set di dati per creare modelli di prezzi predittivi e un sistema di punteggio che consentisse un confronto oggettivo e sistematico di prodotti differenti. La successiva vendita della collezione mi permise di finanziare la mia quota di dropout, che aprii nel 2018 con i tre ragazzi”.

I prezzi e il marketing di dropout sono tutt’oggi in gran parte dettati dagli algoritmi di HypeAnalyzer. L’output di questi include dati per i prezzi, percentuali sul contovendita (dinamiche e influenzate da fattori come la volatilità e la domanda,
calcolati oggettivamente) e gli sconti.

HypeAnalyzer è oggi coperto da brevetto commerciale in Italia depositato in SIAE e Dropout è un marchio registrato a livello continentale. Ma le cose non sono sempre state rose e fiori: in seguito a continue difficoltà accademiche in contrasto con i risultati delle sue altre attività, nel 2018 gli vengono diagnosticate dislessia e disprassia. Il nome “Dropout”, dall’inglese “mollare”, generalmente riferito a un corso di studi, si riferisce alla frustrazione verso l’università e rende anche omaggio all’album “College Dropout” del rapper statunitense Kanye West.

Kola Tytler

Guardando al futuro

Nonostante il nome dell’attività, Kola si laurea in Medicina e Chirurgia e divide il suo tempo tra lavoro in ospedale, supervisione delle analitiche e del marketing di dropout e i suoi hobby, scacchi e basket su tutti. “Dopo 18 mesi turbolenti a causa della pandemia, siamo pronti a mettere l’acceleratore ai nostri piani d’espansione. Il Covid-19 ha sicuramente rallentato i nostri ritmi, ma non ha scalfito la nostra passione né il desiderio che dropout si affermi a livello nazionale. La campagna di equity crowdfunding in corso rappresenta per noi un’occasione importante a livello finanziario e strategico ma anche emotivo: io, Andrea, Federico e Stefano ci siamo conosciuti grazie alle community di streetwear online e ora abbiamo l’opportunità di scrivere la nostra pagina nella storia dello streetwear italiano”, conclude Kola.